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Mark Karpeles, ex CEO di Mt. Gox, riesce ad evitare il carcere

Mark Karpeles, ex amministratore delegato del famoso exchange fallito Mt. Gox, probabilmente riuscirà ad evitare il carcere in Giappone grazie ad una sospensione condizionale.

L’accusa del tribunale giapponese

Karpeles è stato dichiarato colpevole dal tribunale distrettuale di Tokyo per aver manomesso i documenti finanziari dell’exchange e di aver mescolato le proprie finanze personali con quelle dell’ exchange.

Tuttavia, la corte ha respinto le accuse di appropriazione indebita che erano state anche sollevate contro Karpeles, affermando che “agiva senza cattive intenzioni”. In origine, Karpeles era stato condannato a 10 anni di carcere da scontare in prigione in Giappone per le accuse di appropriazione indebita.

“L’accusa di manomissione dei record elettronici è vera e merita una punizione, ma non ci sono prove penali di appropriazione indebita“, ha detto il giudice, secondo Bloomberg. Ha inoltre incolpato il trentacinquenne francese per “enormi danni alla fiducia dei suoi utenti”.

Non c’è nessuna scusa per l’imputato, che è un ingegnere con ampie conoscenze, per aver abusato del suo status e della sua autorità per aver commesso atti criminali.

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Ha così riferito la corte, prima di dargli una sentenza di 2 anni e mezzo che non avrà effetto se non commetterà altri reati nei prossimi 4 anni.

Le parole di Karpeles

Karpeles, che ha continuto a dichiarare la propria innocenza per tutto il processo, è stato anche condannato a pagare parte del costo dell’intero processo.

Karpeles ha poi accusato il sistema giudiziario giapponese che, come osservato da Bloomberg, ha un tasso di condanna al 99%, di trattamento ingiusto. Sostiene di essere stato interrogato per mesi senza accesso alla rappresentanza legale e di essere “vittima di bullismo” nel aver dovuto firmare la confessione.

Sono felice di essere giudicato non colpevole per appropriazione indebita e violazione della fiducia.

Queste le parole di Karpeles alla CNN in un breve commento.

Un po’ di storia

Mark Karpeles nel 2011 ha acquistato Mt. Gox, in origine un marketplace per le carte da gioco Magic, e lo trasformò nel più grande exchange di criptovalute del mondo. Dal 2013 al 2014, contava il 70% di tutte le transazioni bitcoin.

Nel 2014, lo scambio è fallito in modo rocambolesco dopo che oltre 850.000 bitcoin sono stati rubati, portando ad una perdita di quasi 500 milioni di dollari per gli utenti dell’exchange. Ad oggi ancora, la maggior parte dei bitcoin mancanti deve ancora essere recuperata.

Più di quattro anni dopo il fallimento, le vittime dell’incidente che hanno inoltrato richieste di risarcimento stanno ancora aspettando di essere rimborsate.

Potete leggere tutta la storia nel dettaglio nel nostro articolo di approfondimento.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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