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Lightning Torch di Bitcoin: cos’è, come funziona e perché è importante

La community Bitcoin è da un po’ di tempo immersa in una sorta di esperimento chiamato “Lightning Torch”. Vediamo insieme in che cosa consiste.

Lo scopo è quello di mostrare il vero valore di Lightning Network, una tecnologia emergente che è sperimentale e difficile da usare fino ad ora, ma che offre miglioramenti rispetto ai più comuni sistemi di pagamento di oggi, consentendo agli utenti di trasferire denaro in tutto il mondo rapidamente e senza affidarsi a terze parti, a differenza di ciò che accade con Mastercard e Paypal.

La staffetta

Tutti i partecipanti sono pronti a mostrare questo aspetto della tecnologia in una specie di staffetta globale che utilizza una quantità sempre più crescente di Bitcoin (BTC).

Tramite il famoso social network Twitter, ci si può passare il “torch payment” da una persona all’altra, aggiungendo 10.000 satoshi (circa 0,34 $ in questo momento) al pagamento prima di inviarlo. Viene cosi a crearsi una sorta di effetto a catena in cui tutti si passano questa torcia.

È stato chiamato “LN Trust Chain” poiché chiunque possieda la torcia dovrebbe inviarla a qualcuno di cui si fida e che invierà il pagamento a sua volta, piuttosto che tenerlo per sè.

Può capitare che si verifichino degli errori?

In effetti ciò potrebbe accadere, gli sviluppatori la chiamano ancora “reckless, che tradotto letteralmente significa spericolato, poiché si tratta di un software ancora sperimentale e gli utenti potrebbero perdere il denaro se succede qualcosa che, in teoria, non dovrebbe accadere. C’è anche un hashtag di Twitter dedicato a ciò.

Finora l’esperimento sembra avere l’effetto desiderato, la torcia ha attirato la partecipazione di 139 persone in almeno 37 paesi, secondo il bitcoiner norvegese Hodlonaut.

L’elenco dei partecipanti include alcuni nomi degni di nota nella comunità di Bitcoin, come ad esempio l’avvocato e autore di Matering Bitcoin Andreas Antonopoulos.

Pensiero eretico del giorno: giocare a #LNtrustchain è meglio che guardare il Superbowl

ha twittato dopo aver inviato la torcia al partecipante successivo, aggiungendo:

Ok, ho mentito. Qualunque cosa è meglio che guardare il Superbowl per uno come me.

Finora, altre figure che hanno preso parte a questa staffetta includono il fondatore di Morgan Creek Digital, Anthony Pompliano, e l’ingegnere di Lightning Labs Joost Jager.

Le origini

La Lightning Torch è iniziata per un capriccio.

lightning torch bitcoin torcia

Il 19 gennaio, Hodlonaut ha detto che avrebbe consegnato 100.000 satoshi alla persona di cui si fidava di più. “How many satoshis until it breaks?”, ha twittato.

Il motivo per cui ho iniziato era per puro divertimento con Lightning Network e forse anche per diffondere più consapevolezza. Ho pensato che avrebbe potuto fare cinque o sei passaggi per poi morire, senza che molti se ne accorgessero,

ha detto Hodlonaut.

Ma ora è diventato un fenomeno mondiale, come illustrato nell’immagina qui sopra, dotato di un proprio sito web e di un hashtag che lo accompagna.

Il #LNTrustChain ha mostrato al mondo che Lightning Network funziona, e in maniera sorprendente. Tutti noi lo abbiamo usato in un contesto personale (comprare adesivi, giocare, ecc.) e sapevamo già del suo funzionamento, ma questo esperimento è stata la prima dimostrazione pubblica del suo vero potere.

ha detto un utente.

Antonopoulos ha dichiarato che la torcia rappresenta un modo per testare e scoprire i problemi relativi a questa tecnologia. Partecipare non è cosi facile come sembra: impostare un Lightning Node è un compito abbastanza difficile, ma ci sono anche altri fattori piuttosto delicati.

Per essere in grado di “giocare”, il tuo nodo deve essere collegato, con una capacità sufficiente e ben bilanciato.

Ha spiegato.

Dal momento che molte di queste operazioni non sono ancora automatizzate, rappresentano una sfida per gli chi vuole configurare un nodo. Man mano che la quantità di Bitcoin aumenta, è sempre più difficile trovare dei percorsi e andare avanti con questa staffetta.

Come ha spiegato Hodlonaut:

Il modo in cui questo meccanismo si è diffusa mi ha fatto capire quanto sia impressionante la community che sta dietro a bitcoin.

A tal fine, si sta assicurando che le persone sappiano chi ha la torcia, tutto sempre attraverso twitter.

I problemi già riscontrati

Come ci si poteva aspettare da un esperimento del genere, la torcia riscontrò diversi problemi, il più clamoroso fu quello del 31 gennaio: un utente di Twitter con il nome di edward_btc decise di tenere la torcia per sè.

Me la tengo io perché posso, e nessuno può fermarmi. Questo è bitcoin.

ha scritto edward_btc.

La comunità ha risposto con irritazione, non volendo che la torcia si estinguesse.

Sei davvero *quel* tipo di persona? Seriamente?

Ha risposto Elizabeth Stark, CEO di Lightning Labs. Tuttavia edward_btc è arrivato al punto di affermare di aver ricevuto anche minacce di morte se non avesse passato a sua volta la torcia. E più tardi affermò che stava per farlo, ma prima che gli fosse data una possibilità, l’utente Klaus Lovegreen ne fece partire una nuova.

E quando terminerà?

Così com’è progettato il software, in questo momento, c’è un limite hard-coded sul quanto grande può diventare la torcia. Parliamo di 4.390.000 satoshi, circa 150 $.

Una volta che raggiungerà questa soglia, la community ha previsto di donare l’intero ricavato per cause benefiche, probabilmente a Bitcoin Venezuela, un’associazione senza fini di lucro dedicata alla sensibilizzazione alla criptovaluta nel travagliato paese sudamericano.

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Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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