News

Quando la fiducia viene meno: Coinbase e lo scandalo “Neutrino”.

Se si desidera testare o usare una determinata criptovaluta (ma si può generalizzare parlando di una qualsiasi applicazione decentralizzata), è irrilevante sapere la natura di alcuni utilizzatori, fintanto che non vi è una forte maggioranza caratterizzante che ne delinea la sua natura.

Prendiamo come esempio il Bitcoin (BTC) e la sua rete decentralizzata. Poniamo il caso che l’ISIS faccia girare un nodo della sua blockchain e che quindi partecipi al sostentamento della rete. Sarebbe immorale utilizzare il Bitcoin in questo caso? La nostra fiducia nel Bitcoin cambierebbe?

Questa ipotetica situazione può destare uno sguardo di allarme. Ma in realtà aiuta a sottolineare che ciò che sta dietro al Bitcoin (e alle altre criptovalute), è indipendente dalla domanda “chi partecipa alla rete?”.

Numerosi sono stati i casi, per esempio nel Dark Web, in cui le criptovalute sono state utilizzate per scopi illeciti o illegali. Ma il problema anche in questo caso, sta nello scopo, e non nel mezzo.

Possiamo affermare quindi che la natura delle reti decentralizzate ci esula, in teoria, dal doverci fidare di qualcuno, dandoci piena libertà di scelta. In pratica però i servizi terzi dominano il mondo delle criptovalute (exchange, servizi custody, price feeds e così via). L’arduo cammino verso la decentralizzazione che ci ha portati ad avere il Bitcoin e le altre criptomonete viene ora dominato da questi servizi che di fatto tendono nuovamente a centralizzare il mercato.

Stiamo vendendo quella libertà che con fatica siamo riusciti ad ottenere.

Il punto è che una volta che utilizzi uno di questi servizi terzi, devi poterti fidare, perché la libertà garantita dalla decentralizzazione viene meno. Allora la domanda su “cos’è veramente ciò che usiamo?” importa.

Questa è la lezione che tutti dovrebbero apprendere dal disastro mediatico che Coinbase ha provocato con la recente acquisizione della società Neutrino.

Proprio perché funge da amministratore e custode di una grande quantità di fondi e risorse, il modello di business di Coinbase dipende dalla creazione e dal mantenimento della fiducia con i propri clienti.

Il Neutrino-Hacking Team

David Z. Morris ha sottolineato che i fondatori di Neutrino sono gli stessi che dirigevano Hacking Team, una nota società IT italiana il cui software ha aiutato dei governi autoritari a spiare i loro cittadini.

In un rapporto l’Hacking Team viene identificato come uno dei cinque “nemici di Internet”. In questo documento viene riportata la cooperazione del team con una vasta gamma di governi in tutto il mondo, tra cui il Sudan e il Marocco. L’azienda, tramite la propria tecnologia, ha permesso loro di “commettere violazioni dei diritti umani e della libertà di informazione. ”

Il Washington Post ha riferito che l’Hacking Team ha lavorato anche con l’unità di polizia saudita che è stata successivamente coinvolta nell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Inoltre, un’associazione per i diritti umani di Toronto ha scoperto che l’azienda aveva aiutato il regime etiopico a monitorare le attività dei dissidenti espatriati.

In tutta risposta a queste rivelazioni è sorto il movimento #deletecoinbase, che con pugno duro ha invogliato gli utenti ad eliminare i propri profili. Non è chiaro quanti utenti abbiano effettivamente cancellato i loro account poiché in molti hanno avuto dei problemi (ne abbiamo parlato qui).

In ogni caso, l’acquisizione di Neutrino non ha per nulla avuto un impatto positivo su Coinbase.

Bigbit

 

Coinbase non pervenuto

Al momento della scrittura, sul blog di Coinbase non vi è alcun aggiornamento oltre l’annuncio positivo dell’acquisizione.

In una dichiarazione rilasciata a The Block, tuttavia, Coinbase ha dichiarato di essere consapevole che i co-fondatori di Neutrino hanno precedentemente lavorato a Hacking Team, aggiungendo che:

Non condoneremo né difenderemo le azioni di Hacking Team. “Ma” tutto ciò ci serve per portare nuove funzionalità che permettono un controllo interno ed una protezione dei dati completa. La tecnologia di Neutrino è la migliore per raggiungere questo obiettivo.

Christine Sandler, responsabile delle vendite della compagnia, ha affermato a Cheddar che i precedenti fornitori di terze parti “stavano effettivamente vendendo i dati dei clienti a fonti esterne”.

La fiducia non è così facile da mantenere come si pensi. Assumere persone che hanno lavorato a progetti così borderline come quelli di Hacking Team è un buon modo per perderla.

Non si sta affermando che Coinbase intenda sorvegliare i clienti o abusare dei loro diritti. Anzi, da sempre la mission è quella di “stare dalla parte del cliente”. Ma Coinbase essendo una parte terza, per avere successo, deve sviluppare, coltivare e mantenere la fiducia del pubblico. E come si suol dire, è molto più facile perderla, che conquistarla.

Vi è un alternativa di cui potersi fidare?

Le banche e le altre istituzioni finanziarie sono consapevoli di questa sfida da anni. È per questo che lavorano duramente sul loro marchio, cercando di mantenere l’immagine del proprio brand più pulita possibile.

Nonostante ciò, a causa delle ultime vicende economiche (come per esempio la crisi degli ultimi anni) la fiducia del pubblico nelle banche è vicina ai minimi storici. Non che questo abbia causato loro la perdita di molti affari; la maggior parte delle persone sente di non avere altra scelta che affidarsi alle banche. Si tratta di un pubblico “in cattività”.

Forse la forza di Coinbase si basa su un’inerzia simile. Data la sua enorme base di utenti e la relativa facilità d’uso rispetto alla maggior parte degli exchange, esso rappresenta una comodità a cui è difficile rinunciare (soprattutto per gli early-adopters).

Anche se Lightning Network e altre tecnologie decentralizzate iniziano a consentire agli utenti di essere più facilmente “la propria banca” e gestire le risorse finanziarie senza fare affidamento su qualcun’altro, le entità terze continueranno a svolgere ruoli vitali nell’ecosistema.

Coinbase sicuramente sopravviverà alla controversia sull’acquisizione di Neutrino e al movimento #DeleteCoinbase. Tuttavia, le conseguenze della sua decisione e della sua risposta influenzeranno l’intero settore delle criptovalute.

Se la compagnia e altri intermediari simili vogliono aiutare il settore a crescere davvero devono lavorare molto più duramente sulla fiducia.

Dopotutto, il Bitcoin ci ha garantito una libertà che prima non esisteva. Adesso fidarci di un ente terzo rappresenta una scelta, e non più una imposizione, è bene ricordarlo.

Vi lascio il link al gruppo telegram italiano di Coinbase.

cripto

Vi invitiamo a seguirci sul nostro canale Telegram ed anche sul gruppo ufficiale Telegram, dove sarà possibile discutere insieme delle notizie e dell’andamento del mercato, sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter.


La più grande community italiana dedicata alle criptovalute: Italian Crypto Club (ICC)

[VIA]

Salvatore Scorsone

Nato a Palermo nel '98. Studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, da sempre appassionato di arte, tecnologia e di start-up. Da anni seguo il mondo delle criptovalute e del Bitcoin in particolare.

Related Posts

Rispondi