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Coinhive: il popolare cryptojacking di Monero è prossimo alla chiusura

Coinhive, celebre servizio che consentiva ai siti Web di monetizzare sfruttando la potenza di calcolo dei computer dei propri visitatori per minare Monero, è oramai prossimo alla chiusura. Tutti gli script del servizio smetteranno di funzionare l’8 marzo. Gli utenti avranno tempo fino al 30 aprile per ritirare gli XMR rimanenti sui propri account.

Il servizio Coinhive è stato lanciato nel 2017 come metodo per fare mining in background da un sito Web. Alcuni siti avvertivano i visitatori dell’utilizzo di tali script, in particolare famosi siti Web come Salon e UNICEF, ma la maggior parte lasciava ignara la propria utenza. L’inserimento di questo script ( scritto in linguaggio Javascript) all’insaputa dell’utente finale è di fatto un attacco malware noto come “cryptojacking“. Questo fenomeno è in continuo aumento.

IBM Security ha presentato il rapporto 2019 IBM X-Force Threat Intelligence Index da cui emerge che è in crescita significativa il cryptojacking.  IBM X-Force ha anche osservato che il numero di attacchi di cryptojacking è stato, nel 2018, quasi il doppio del numero attacchi di ransomware.

Negli ultimi tempi, la maggior parte degli ad-blocker e dei software anti-virus hanno imparato a identificare e bloccare tale codice, in modo tale da salvaguardare gli utenti e notificarli dell’uso intensivo della loro CPU.

Le motivazioni

Coinhive, in un post sul proprio blog, ha fornito un paio di motivazioni per giustificare la decisione presa.

Il motivo fondamentale sembra essere l’evidente declino del prezzo di Monero, il cui valore è sceso di oltre l’85 % dal suo massimo storico.

Il secondo è il fatto che la valuta è diventata molto più difficile da minare. Il precedente fork ha ridotto l’hash rate di Coinhive del 50%. Inoltre è previsto, per il 9 marzo (da qui la decisione di interrompere le operazioni proprio l’8), un ulteriore fork.

In sostanza, l’aumento della difficoltà dell’attività di mining, combinato con un repentino calo del valore della criptovaluta ha avuto un impatto significativo sulla redditività di Coinhive.

Coinhive non è l’unico software di cryptojacking in circolazione, ma è storicamente uno dei più popolari.

Già nell’agosto 2018, l’analisi PublicWWW di Troy Mursch stimava che il servizio controllava circa il 62% del mercato totale di cryptojacking.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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