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QuadrigaCX, il mistero si infittisce: secondo gli analisti non esisterebbe alcun cold wallet

Abbiamo dedicato un solo articolo al QuadrigaCX-gate in attesa che emergessero nuovi dettagli e che la situazione si chiarisse un po’.

Breve riepilogo. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando cerco di fare un rapido riassunto. Il proprietario di uno dei più importanti exchange Canadesi, QuadrigaCX, è morto il 9 Dicembre in India a causa del morbo di Crohn. Gerald Cotten, questo il nome del CEO, gestiva l’exchange con un suo computer privato e criptato. Le chiavi private del cold wallet erano note solo a lui e pare fossero salvate in questo pc. Nessuno ha idea di come recuperarle. Inoltre il computer privato di Cotten non può essere sbloccato in alcun modo, o perlomeno ad oggi nessuno c’è ancora riuscito.

La faccenda è finita sui principali quotidiani di tutto il mondo perchè circa 150 milioni di dollari in criptovalute sarebbero andati persi per sempre.

Ad oggi la questione è seguita da un tribunale che ha dato il via alla procedura fallimentare

QuadrigaCX: truffa o no?

La faccenda ha presto assunto i connotati di una truffa e, ad oggi, non è ancora del tutto chiaro cosa ci sia dietro ma i sospetti iniziano a diventare sempre più fondati.

Innanzitutto il viaggio e la morte in India appaiono molto, molto sospetti, nonostante l’ospedale abbia effettivamente rilasciato un certificato di morte per il signor Gerald Cotten, eccolo:

quadrigacx cotten certificato morte

Il certificato di morte di Cotten.

Cerchiamo di sviscerare poco alla volta i motivi che stanno alimentando i sospetti:

  1. Il sito dell’exchange è offline e al suo posto c’è una lettera ai clienti che lascia tutti perplessi. La lettera spiega che ci sono problemi nell’accedere ai cold wallet dell’exchange. Cold wallet a cui aveva accesso solo il CEO Cotten, come spiegato nella sezione Q&A;
  2. I bitcoin posseduti dall’exchange sono meno rispetto a quelli dichiarati dalla moglie. Questi i dati riportati dalla moglie: 26’500 Bitcoin, 11’000 Bitcoin Cash, 11’000 Bitcoin S, 35’000 Bitcoin Gold, 200’000 Litecoin e 430’000 Ethereum. Secono le analisi pubblicate da ZeroNoncense è emerso che i fondi sui wallet dell’exchange ammonterebbero a circa 1’000 BTC;
  3. Stando ad un documento ottenuto da Bloomberg, Cotten avrebbe depositato il suo testamento pochi giorni prima della sua morte, indicando soltanto Jennifer Robertson, sua moglie, come unico beneficiario del proprio patrimonio;

    Bigbit
  4. Cotten, inoltre, si è sposato giusto un mese prima di morire (a Ottobre 2018);
  5. La sua morte risale al 9 Dicembre 2018 ma non è stata annunciata fino a Gennaio 2019;
  6. Gli utenti di Reddit che hanno dedicato il loro tempo ad indagare sulla faccenda hanno rivelato movimenti sospetti dai wallet associati all’exchange. Qui trovate ulteriori dettagli.

Cold wallet? Esistono davvero?

Anche qui faccio un breve ripasso. E’ prassi comune per gli exchange avere hot-wallet e cold-wallet. Gli hot wallet vengono usati per gestire le transazioni quotidiane, solitamente hanno pochi fondi al loro interno perchè possono essere hackerati con maggior facilità rispetto ai cold wallet. Un cold wallet è un portafoglio che non è connesso ad internet e che consente di archiviare le chiavi private off-line. E’ quindi più sicuro dell’hot wallet. Un esempio di cold wallet è il Ledger Nano, qui trovate la nostra guida.

Leggi anche: Il fallimento di Mt.Gox, ecco tutta la storia

Le analisi portate avanti da Coindesk hanno portato alla luce il trasferimento di 1 milione di $ in Ethereum da QuadrigaCX ad altri exchange nel solo mese di Dicembre. Più della metà di tale somma è stata trasferita nella settimana precedente alla scomparsa di Cotten.

Sono emersi inoltre dettagli che non promettono nulla di buono per chi aveva dei fondi sull’exchange. Sono state condotte diverse analisi in parallelo da parte di analisti indipendenti e tutte hanno condotto al medesimo risultato: non esisterebbe alcun cold wallet associato a QuadrigaCX sulla blockchain di Ethereum. Queste analisi sono state portate avanti da Elementus, da un’analista indipendente noto come @proofofresearch, e da Taylor Monahan, CEO di MyCrypto.

Laura Shin, di professione reporter, ha pubblicato un podcast, in cui Monahan spiega nel dettaglio tutte le analisi condotte per arrivare alla conclusione che non esiste alcun cold wallet. Di fatto si è partiti dagli indirizzi noti associati all’exchange ed è stato seguito il percorso delle criptovalute in modo da indentificare alcuni pattern.

Sono state scoperte diverse transazioni verso exchange quali ShapeShift, Bitfinex e Poloniex. Alcune di queste transazioni sono troppo importanti per essere eseguite da singoli utenti.

Se ci fosse un cold wallet dovrebbe apparire in qualche transazione verso i principali wallet usati da Quadriga per gestire gli ETH. Invece non abbiamo trovato alcun indirizzo usato come deposito di Ethereum, cosa inusuale nel caso di un exchange grosso come QuadrigaCX.

QuadrigaCX aveva problemi con le banche ed è possibile che avesse bisogno di altri exchange per convertire crypto in FIAT. Le transazioni però sono verso exchange (Bitfinex, Poloniex) che a quel tempo non permettevano ancora di convertire crypto in FIAT.

Ricorrere a ShapeShift, noto per le tasse molto elevate, è, se possibile, ancora più strano.

Abbiamo contato oltre 321’000 ETH spostati da Quadriga verso ShapeShift, oltre 20 milioni di dollari (considerando il prezzo di ETH nel giorno in cui sono avvenute le transazioni).

Trovate ulteriori dettagli su tutte queste transazioni sospette in questo documento.

In conclusione

La vicenda è veramente avvolta dal mistero. Cotten è morto davvero o è riuscito a progettare un “exit scam” da film? Perchè tutte queste transazioni sospette? Perchè dare in mano le chiavi private dei/del cold wallet a una sola persona? Dove sono le transazioni verso i cold wallet?

Queste sono le domande a cui, si spera, verrà data una risposta definitiva. Vi terremo agigornati.

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Matteo Gatti

Ingegnere informatico appassionato di tecnologia e di tutto ciò che vi ruota attorno. Seguo con interesse il mondo delle criptovalute e lo sviluppo della tecnologia Blockchain. Scrivo anche di Linux su LFFL.
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