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Ethereum: nuovo bug e fork a rischio. Intanto il block time sale oltre i 20 secondi

Continua la maledizione del Fork Costantinople per la blockchain di Ethereum, nuovamente a rischio rinvio dopo la scoperta di un nuovo baco. Facciamo una breve riassunto delle vicende che hanno coinvolto Ethereum ed il mancato fork. Inizialmente l’aggiornamento a Constantinople (QUI i dettagli) doveva avvenire lo scorso Novembre 2018. A seguito di alcuni problemi riscontrati sulla testnet, fu però rimandato a data da definire.

Il primo rinvio fu fissato dunque al 16 Gennaio 2019. Tuttavia, poche ore prima dell’evento, venne trovato un nuovo baco che fece slittare il fork al 27 Febbraio 2019. Ebbene, dopo aver deciso di eseguire il fork a fine febbraio rinunciando all’EIP-1283, nelle ultime ore è stato trovato un altro potenziale BUG nel codice di Constantinople.

Vediamo qualche dettaglio in più.

Ethereum: nuovo bug e fork a rischio

Non si tratta di un bug al quanto grave, visto che non riguarda il meccanismo di consenso in sé. Bensì, si tratta di un baco che affligge alcuni Smart Contract che utilizzano la funzione di autodistruzione. Stando alle parole dello sviluppatore Jason Carver, una delle nuove funzionalità introdotte da Constantinople – chiamata Create2 – permette ad un dev di sostituire il contratto autodistrutto, offrendo dunque la possibilità di cambiare le regole all’interno di esso. Di conseguenza, una volta “auto-distrutto” il contratto riprenderebbe vita trasferendo tutti i token approvati secondo le nuove regole.

Si tratta di un problema non da poco, dal momento che quando un contratto viene auto-distrutto dovrebbe divenire impossibile accedervi per introdurre modifiche, congelando dunque i token coinvolti secondo le regole fissate in precedenza.

Al momento non è ancora stato deciso se rimandare o meno il Fork, anche se, stando alle parole di alcuni sviluppatori, è assai probabile un nuovo rinvio dell’upgrade. Probabilmente occorrerà attendere il prossimo meeting degli sviluppatori, che si terrà questo venerdì. Non appena verrà presa una decisione vedremo di comunicarvelo.

UPDATE ore 00.10 del 13/02:

Pare che il 27/02 venga confermata come data per il fork, questo il tweet di Jameson:

Block time oltre i 20 secondi

L’aspetto più preoccupante per i miner riguarda la Difficult Bomb. Innescata nelle scorse settimane, pochi giorni fa è scattato un nuovo livello di difficoltà. Attualmente infatti, la durata media dei blocchi è salita ad oltre 20 secondi, complice la difficoltà in crescita esponenziale. Di solito infatti, la durata dei blocchi è prossima ai 14-15 secondi. Si tratta dunque di un 30% in più di tempo rispetto alla normalità

Non solo, aumentando il tempo dei blocchi, diminuisce anche la produzione di nuove monete. Essa ormai si attesta a circa 13mila Ethereum al giorno. Si tratta di una cifra ben inferiore agli iniziali 20mila ETH quotidiani.

Ethereum Block Time ETH

La Difficulty Bomb prevede un calo dell’emissione di nuovi Ethereum pari a circa 2mila ETH ogni due settimane. Considerato che il fork era stato fissato al prossimo 27 febbraio ma potrebbe venir posticipato, l’emissione giornaliera di nuovi ETH potrebbe calare sino a 7-8mila nuove monete al giorno. Già ora siamo ben al di sotto del precedente minimo del Settembre 2017, ma il divario potrebbe approfondirsi ulteriormente.

Con una tale riduzione di emissione delle nuove monete – tralasciando gli scontenti fra i miners, ormai dirottati su GRIN – si potrebbe però avere una lieve crescita del valore della moneta, vista la momentanea riduzione dell’inflazione.

La Difficult Bomb procede spedita

La situazione di difficoltà esponenziale sembra dunque destinata a durare più del previsto, mettendo sempre più a dura prova i miners. La situazione verrà ripristinata solamente con l’avvento del fork, che ritarderà la difficulty bomb di un altro anno. Per chi non lo sapesse, la Difficulty Bomb è una funzione codificata all’interno di Ethereum che ha l’obbiettivo di far aumentare in modo esponenziale la difficoltà del PoW in preparazione del PoS. Viene rimandata ad ogni nuovo fork ed ha come obbiettivo incentivare gli sviluppatori a continui aggiornamenti del network.

La vera incognita ora riguarda la data del fork. Verrà rimandato nuovamente oppure i dev riusciranno a fixare il codice per tempo? Lo scopriremo nei prossimi giorni!

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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