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Hashrate Monero (XMR) raddoppiato nell’ultimo mese! Colpa di nuovi ASIC ed FPGA?

Chi mina Monero (XMR) avrà sicuramente notato il repentino aumento dell’hahsrate nell’ultimo mese. Ad inizio anno infatti, l’hahsrate del network della privacy coin si aggirava a poco meno di 380 MH/s. Negli ultimi giorni invece sono stati toccati gli oltre 870 MH/s. Attualmente l’hashrate si aggira attorno gli 820-830 MH/s, ma il trend continua ad essere in forte crescita.

Tuttavia siamo ancora lontani dal record, toccato lo scorso Marzo 2018 poco prima dell’hard fork con il conseguente cambio di Proof of Work. All’epoca infatti, si raggiunserò quasi gli 1.1 GH/s, cifra record mai più raggiunta. Va detto però che in quel periodo buona parte dell’hashrate della rete proveniva dagli ASIC annunciati ad inizio 2018 da vari produttori, fra cui Bitmain, Baikal ed Innosilicon.

Monero Hashrate XMR

Proprio per combattere gli ASIC, il team di Monero aveva deciso di eseguire un fork di aggiornamento del PoW ogni sei mesi durante gli aggiornamento del protocollo. L’ultimo fork è avvenuto lo scorso Ottobre ed ha introdotto interessanti novità, fra cui le BulletProof per le transazioni confidenziali. Subito dopo il fork l’hashrate della rete era giustamente calato, attestandosi a poco più di 300 MH/s rispetto ai 600 iniziali. Certo, non si è trattato di un crollo repentino come quello avvenuto lo scorso Aprile, quando l’hashrate passò da oltre 1 GH/s a circa 200 MH/s, per poi ritornare lentamente a 500 MH/s.

Tuttavia molti miners ormai rassegnati dalla continua crescita delle difficoltà si stanno chiedendo da dove arrivi tutta questa hashpower. Complice infatti il calo del prezzo della moneta Monero e la continua crescita della difficoltà, sono ormai in pochi a tratte profitti consistenti.

Hashrate Monero (XMR) raddoppiato nell’ultimo mese! Colpa di nuovi ASIC ed FPGA?

Stando a ciò che si dice sulle community Reddit, si pensa che buona parte di tale hashpower derivi da ex miners di Ethereum, che hanno deciso di spostare le proprie macchine su monete più profittevoli, fra cui Monero, complice anche il continuo ritardo del fork Constantinople che ha ormai innescato la difficulty bomb su ETH.

Ma non basta. Un aumento del genere probabilmente deriva anche da ASIC “riprogrammati” e, probabilmente, nuovi FPGA più performanti. L’attuale implementazione del CryptoNightV8 ha incrementato il rimescolamento dei bit, portandolo da 16 a 64 byte, rendendo dunque il Cryptonight quattro volte più “vorace” in termini di banda. Ora, sapendo che un ASIC è l’implementazione “fisica” di una funzione a livello circuitale, teoricamente è praticamente impossibile modificare la funzione logica per cui tali ASIC son stati realizzati.

All’atto pratico, alcuni di questi ASIC potrebbero però derivare da FPGA non del tutto finalizzati, consentendo dunque un minimo margine di manovra e variazione delle funzioni da eseguire. Basti pensar che alcuni prodotti di Baikal consentono agli utenti di eseguire differenti PoW a seconda delle esigenze. Evidentemente si tratta di macchine costituite da FPGA piuttosto che ASIC veri e propri. Certo, spesso si tratta di PoW con algoritmi molto affini tra di loro, motivo per cui alcune parti del chip potrebbero non essere più riprogrammabili con lo scopo di aumentare le prestazioni offerte.

La stessa cosa potrebbe essere accaduta con le varie versioni del CryptoNight di Monero. Sempre Baikal infatti, lo scorso Maggio aveva annunciato il BK-240. Si tratta di un ASIC da 240 KH/s per il mining di monete CryptoNight e, all’occorrenza, anche di monete con PoW CryptoNight Lite. Tra i due PoW cambia solo la dimensione dello scratchpad, che passa dai due ad un solo MB. Difficile dire se effettivamente tali macchine sono state “riprogrammate”, sempre se possibile, per il nuovo CryptoNightV8. Tuttavia, visto l’hashrate attuale i sospetti si fanno sempre più concreti.

In alternativa tali aziende potrebbero aver ritoccato il layout dei chip di tali ASIC, ma pare un’opzione troppo costosa. Effettuare il tapeout di nuovi chip e ridisegnare alcune maschere per la produzione dei circuiti integrati è un’operazione abbastanza costosa e richiede parecchio tempo. Dunque è un’ipotesi assai remota.

Rimane invece assai probabile l’arrivo di nuovi FPGA. In dettaglio, il presunto colpevole dovrebbe essere il nuovo Xilinx Virtex VU13P, in grado di offrire circa il 50% in più di unità logiche rispetto al precedente VU9P. Ovviamente offre anche una memoria cache maggiore e più veloce. Proprio per questo motivo, nonostante il nuovo Shuffle dei Bit di del CryptoNightV8, le prestazioni dovrebbero essere comunque più che buone.

Il vecchio VU9P era in grado di ottenere circa 14-15 KH/s sul CryptoNight V7, anche se alcuni erano arrivati a toccare oltre 20 KH/s con gli ultimi Bitstream. Vi sono poi anche altri FPGA, muniti di memorie HBM, ma i prezzi salati di tali soluzioni difficilmente li rendono idonei al mining.

Il prossimo fork di Monero dovrebbe avvenire ad Aprile. Difficile prevedere cosa accadrà in questi tre mesi. Probabilmente l’hashrate continuerà a salire, oppure si stabilizzerà ad un tetto massimo prossimo al precedente picco. Molto dipenderà anche dal valore della moneta. Vedremo.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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