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Bitcoin & Venezuela: boom di scambi su Localbitcoin nelle ultime settimane

Più volte abbiamo esaminato la situazione economica in cui versa il Venezuela, focalizzandoci più che altro sulla criptovaluta di Maduro (il Petro) e sulla diffusione del Bitcoin come un vero e proprio bene rifugio, complice la forte inflazione che ha colpito la valuta venezuelana. Stando ai dati di LocalBitcoin, nelle ultime settimane si sono intensificati gli scambi di Bitcoin sulla piattaforma. Guardando i grafici infatti, mediamente nell’ultimo periodo sono stati scambiati più quasi duemila Bitcoin sull’exchange peer to peer.

Analizzando il grafico in Dollari, parliamo di quasi sette milioni di Dollari in Bitcoin scambiati nel periodo preso in esame. Da notare che tale situazione non si è verificata solamente in Venezuela, ma anche in diversi altri stati dell’America latina. I maggiori volumi però, son stati registrati proprio nel Venezuela, al momento al centro dell’attenzione mediatica per il possibile colpo di stato.

Bitcoin Bolivar Venezuela Exchange

Sicuramente la continua instabilità politica che ha comportato una situazione di iperinflazione ha spinto le masse all’adozione di Bitcoin, facendo dunque crescere i volumi a livelli mai toccati prima d’ora nel paese. Osservando lo storico infatti, fino alla scorsa estate i volumi registrati su LocalBitcoin erano piuttosto cospicui. La crescita più cospicua si è avuta dallo scorso autunno in poi, arrivando fino ai picchi record dei giorni attuali.

Leggi Anche: LocalBitcoins hackerato e sotto attacco phishing: la situazione!

Bitcoin & Venezuela: boom di scambi su Localbitcoin nelle ultime settimane

Il Venezuela era uno degli stati ad aver tratto più profitti dall’esportazione del petrolio negli anni passati, ma la pessima gestione monetaria e la concorrenza dei paesi Arabi, hanno causato una possente crisi finanziaria della valuta locale: il Bolivar. La stampa di nuova valuta FIAT ha dunque causato un crollo del valore, comportando una crisi economica senza eguali, vista la super inflazione a cui è stata soggetta. Non troppo tempo fa infatti, circolavano in rete immagini raffiguranti bambini venezuelani giocare con le banconote di Bolivar, visto il valore irrisorio. Ovviamente tutto ciò ha comportato dissensi fra la popolazione, popolazione sempre più povera, affamata e stanca della situazione.

Alcune persone hanno pensato bene di rifugiarsi nel Bitcoin e nelle criptovalute, non solo acquistandole direttamente ma minandole. In diversi infatti, complici i bassi costi dell’energia elettrica, hanno realizzato mining farm locali per minare Bitcoin, Ethereum ed altre monete. Tuttavia, le operazioni di mining non sono state accettate dai militari e dal governo, che ha spesso provveduto al sequestro di ASICs e mining rig alle popolazioni locale coinvolte nelle attività di estrazione. Ovviamente tali strumenti sono poi stati utilizzati dalle forze dell’ordine per arricchirsi minando criptovalute.

La recente situazione politica e la presa al potere di Guaidò per ora non ha ancora portato alcun beneficio alla popolazione, anche se diversi stati lo hanno già riconosciuto come nuovo Presidente. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, sperando che la nazione possa finalmente trarre una boccata d’aria e riprendersi dalla situazione drammatica in cui versa.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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