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Una ricerca di Cambridge dimostra come recuperare facilmente i bitcoin rubati

Un team di ricercatori della famosa università britannica di Cambridge ha individuato un modo per rintracciare bitcoin rubati anche dopo essere stati opportunamente riciclati. Questo può offrire alle forze dell’ordine un potente nuovo modo per tracciare i proventi di attività fraudolente.

Il riciclaggio

Nonostante Bitcoin, come molte altre criptovalute, non sia totalmente anonimo (come ad esempio Monero o Zcash) ma solamente pseudo-anonimo, non è facile tracciare i fondi rubati e risalire a chi effettua le transazioni.

Difficile anche la sola individuazione dell’effettivo proprietario dell’indirizzo che detiene i fondi dopo che i bitcoin sono già stati rintracciati.

Sebbene nella blockchain regni la trasparenza e ogni transazione può essere vista e tracciata, le unità stesse (bitcoin e satoshi) sono impossibili da tracciare in quanto non hanno ovviamente numeri seriali o altri identificatori individuali. La modalità più utilizzata per nascondere le tracce dei bitcoin rubati è il riciclaggio.

Ad esempio, un malintenzionato potrebbe mettere tre bitcoin rubati e sette bitcoin puliti in un unico wallet. Dopodiché, potrebbe suddividere i dieci bitcoin e trasferirli su un gran numero di wallet, rendendo impossibile stabilire quali siano puliti e quali no.

Un modo per tenere traccia di questa attività è assumere che tutti i 10 bitcoin nel wallet originario siano ‘sporchi’. Quindi, seguire la catena di transazioni in cui sono coinvolti. Questo però è altamente inefficiente poichè bisognerebbe andare ad analizzare un numero enorme di transazioni.

La ricerca

Il team di ricerca, composto da Ross Anderson, Ilia Shumailov e Mansoor Ahmed, ha elaborato un sistema basato sul principio FIFO (First In, First Out).

Anderson e co hanno costruito un algoritmo che adatta una legge britannica del diciannovesimo secolo che stabilisce una serie di regole semplici per dividere i soldi rimanenti quando una banca va in bancarotta. Questa legge è diventata la base per l’assegnazione di denaro in una vasta gamma di situazioni.

I ricercatori hanno mostrato che quando applicano questa regola al registro pubblico delle transazioni bitcoin, essa rivela notevoli modelli di attività criminale di riciclaggio di denaro che erano stati difficili da rilevare  fino ad ora.

Bitcoin rubati Cambridge

In parole povere, prendendo a riferimento l’esempio soprastante, dove sono stati rubati i primi tre bitcoin sui dieci presenti nel wallet, l’algoritmo presume che i primi tre che escono nelle prossime transazioni del wallet incriminato siano quelli rubati e li segue fino al loro prossimo indirizzo, dove ri-applica la stessa regola. Gli altri 7 bitcoin non vengono seguiti. Di fatto si tratta di una regola semplice che però riduce enormemente i casi in esame.

L’algoritmo Taintchain mostra quindi i risultati in modo da poter consentire la visualizzazione di pattern comportamentali sospetti. E’ stato applicato a partire da indirizzi legati a furti noti alle forze dell’ordine e, percorrendo tutte le transazioni della blockchain, è arrivato a stabilire dove sono i bitcoin rubati. Tale tecnica permette di migliorare la precisione nel processo di taint analysis e quindi risalire all’attuale posizione dei BTC rubati.

Questo processo di visualizzazione è difficile a causa del grande volume di transazioni, ma il team è stato in grado di identificare una serie di comportamenti legati al riciclaggio di denaro.

Mi rendo conto che è difficile spiegare tutto quello che c’è dietro all’algoritmo in poche parole. Potete trovare il PDF della ricerca in formato integrale QUI.

La Darknet e le leggi attuali

Nel frattempo, i mercati darknet sono ancora fiorenti, nonostante gli importanti sforzi delle forze dell’ordine che cercano di contrastarli.

Secondo un rapporto della società di analisi blockchain Chainalysis non si vede un calo in questo tipo di attività neanche quando i valori delle crypto precipitano.

In effetti, nel 2018, l’attività del mercato darknet ha avuto una crescita importante, che non rispecchia affatto la discesa repentina dei prezzi delle criptovalute.

Bitcoin rubati Cambridge 3Bitcoin rubati Cambridge 2

 

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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