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Bitmain: chiude la mining farm in Texas e l’ufficio Olandese

Continua il periodo grigio per Bitmain. Nelle scorse settimane alcune voci in rete hanno riportato l’imminente cambio di CEO, con Jihan Wu pronto alle dimissioni a seguito della cattiva condotto finanziaria portata avanti.

Mentre si attende un’effettiva conferma dai piani alti di Bitmain, negli ultimi giorni l’azienda ha proseguito con la procedura di riorganizzazione aziendale, effettuando tagli di personale e chiudendo altre sedi in giro per il mondo. Dopo la chiusura del centro di ricerca israeliano, a breve toccherà anche alla mining farm in Texas, nella contea di Milam, ed all’ufficio Europeo dell’azienda, situato ad Amsterdam.

Mining farm in Texas: era previsto un investimento di 500 milioni di Dollari

Chi di voi si ricorda le affermazioni di Bitmain dello scorso anno? L’azienda aveva intenzione di investire ben 500 milioni di Dollari in Texas per la realizzazione di un complesso centro di calcolo destinato al mining di criptovalute. L’attività avrebbe dovuto creare ben 400 posti di lavoro nella Contea di Milam. A quanto pare però, qualcuno aveva fatto male i conti. Dopo soli quattro mesi dall’annuncio dello scorso Agosto, l’azienda ha rivisto completamente il piano di investimento.

Lo staff dello stabilimento è stato ridotto a sole cinque persone, mentre i sistemi dedicati al mining verranno lentamente smantellati per poi avviare l’impianto alla chiusura. Seguirà dunque una riqualificazione dei sistemi, così da rendere il tutto più efficiente e semplice da gestire, tagliando notevolmente i costi e rendendo le operazioni di mining profittevoli e scalabili in base alla domanda del mercato.

Secondo alcuni addetti ai lavoro, la mining farm Texana conta attualmente più di 8-mila server con hardware dedicato al mining di criptovalute.

Chiude anche l’ufficio Europeo (l’unico) di Bitmain

Oltre alla mining farm in Texas, la stessa sorte toccherà anche all’ufficio Europeo dell’azienda, avente sede ad Amsterdam, in Olanda. Bitmain non ha ancora specificato la tempistica relative alla chiusura, ma ormai la decisione è stata presa.

Stando ai dati riportati da Linkedin, l’ufficio Olandese conta una decina di dipendenti, che dunque a breve si troveranno senza lavoro.

Bitmain: salvataggio in extremis?

Questa pesante riorganizzazione aziendale è ormai un palese tentativo di mantenere l’azienda a galla, tagliando tutti i costi superflui con il fine di evitare la bancarotta. Mentre da mesi alcuni analisti e membri delle community del mondo crypto continuano a riportare la tragica situazione di Bitmain, sostenendo che ormai l’azienda abbia “il piede nella fossa”, i forti tagli in corso lasciano intuire un pesante cambio di passo, volto ad una migliore gestione finanziaria.

Una mossa che lascia in parte ben sperare, specie sul lungo termine. A breve inoltre, dovrebbe venir rilasciato il resoconto di bilancio dell’ultimo trimestre del 2018, un bilancio che potrebbe rivelarsi cruciale per gli investitori e dunque per le sorti dell’azienda. Come andrà a finire?

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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  1. “i forti tagli in corso lasciano intuire un pesante cambio di passo, volto ad una migliore gestione finanziaria”

    Modo elegante per dire: sull’orlo della bancarotta.
    Il futuro delle criptovalute non è nell’ASIC mining. Il disastro di Bitmain ne è la prova.

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