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Il colosso Giapponese GMO abbandona il settore del crypto mining per le troppe perdite

Nella giornata di ieri, il colosso Giapponese GMO del settore delle telecomunicazioni ha annunciato che interromperà la vendita e lo sviluppo di nuovi dispositivi per il mining di Bitcoin, viste le grosse perdite registrate nel corso del 2018. Già poche settimane fa l’azienda aveva riportato ingenti perdite e conti in rosso nell’ambito dell operazioni di mining del Bitcoin.

Nel terzo trimestre dell’anno infatti, il colosso nipponico ha subito una perdita di ben 5.6 milioni di Dollari nel crypto mining, valore destinato a crescere ulteriormente nell’ultimo quarto dell’anno, i cui dati verranno pubblicati a fine Gennaio 2019.

A seguite delle corpose perdite dunque, il CEO ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui dichiara l’intenzione dell’azienda di abbandonare lo sviluppo e la vendita di nuovi dispositivi per il mining ed in parte anche la gestione delle proprie mining farm, ormai in perenne perdita.

Il colosso Giapponese GMO abbandona il settore del crypto mining per le troppe perdite

I motivi per cui l’azienda ha deciso di abbandonare il settore di ricerca e sviluppo degli ASIC è dovuto non solo ai costi ma soprattutto alla concorrenza assai agguerrita, che continua a sottrarre quote di mercato a GMO. Negli ultimi mesi infatti, Bitmain ha annunciato i nuovi ASIC a 7nm, ovvero gli Antminer S15 e T15.

Bigbit

D’altronde, l’azienda aveva annunciato la scorsa estate due Asic a 7nm con prestazioni ma sopratutto consumi inadeguati. Si tratta del GMO miner B3, che offre circa 33 TH/s per quasi 3 KWatt/ora di consumo. Valori di efficienza ben lontani dagli ultimi prodotti di BitmainInnosilicon ed Ebang.

Proprio per questo motivo, complice anche l‘andamento delle criptovalute negli ultimi mesi, GMO ha registrato una “perdita straordinaria” di 35,5 miliardi di yen, ovvero 321,6 milioni di dollari. Tale valore, è dovuto sia alla gestione delle mining farm proprietarie che alla vendita degli Asic.

Di conseguenza, ecco che l’azienda ha deciso di lasciare tale settore, anche se non tutte le mining farm verranno smantellate. Bensì, alcune di esse verranno riallocate in luoghi con costi minori di gestione, a patto che il prezzo della corrente consenta di ottenere profitti.

GMO è un’azienda che opera in più campi, dunque difficilmente fallirà, anche se le perdite sono piuttosto ingenti. Altre realtà, fra cui Bitmain, sono esclusivamente impegnate nel settore del mining. Rischiano dunque molto di più, dal momento che il loro successo è pesantemente condizionato dall’andamento di Bitcoin.

Se il trend discendete dovesse continuare dunque, avremmo una scrematura delle aziende del settore che potrebbero allontanarsi dal mondo del mining.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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  1. La crisi del 2008 e del 2012 hanno dimostrato che la speculazione bancaria rovina l’economia reale. Ennesima conferma con l’economia reale che abbandona l’ennesimo giochetto derivato liberalizzati a favore di bankster e speculazioni.

  2. Il Bitcoin ha valore soltanto se rimane decentralizzato. Se il mercato fiuta un monopolio il Bitcoin crolla trascinando con se tutti i furbi, vedi Bitmain. Ricordo che il Bitcoin ha toccato i 20.000$ quando era ancora minabile con le GPU. Quando Bitmain e gli altri furbi andranno in bancarotta il Bitcoin riacquisterà valore. Non è possibile fregare il sistema Bitcoin. Cosa possono fare Bitmain e gli altri furbi per sopravvire alla crisi? Devono morire perché sono la causa della crisi.

    • Bitcoin non si mina più con le GPU dal 2012 ormai, anno in cui sono arrivati Asic ed FPGA nel mining di tutte le monete SHA256. Bitmain è un pezzo grosso da abbattere, ma da quel che gira in rete son messi abbastanza male ultimamente, anche se dubito fallisca.

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