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Bitcoin: in un anno il numero di nodi della rete è calato del 15%

Secondo i dati riportati da Bitnodes, uno strumento che mostra le statistiche inerenti ai nodi appartenenti alla rete di Bitcoin, nel periodo temporale preso in esame, pari ad un anno esatto, il numero di nodi del Network di Bitcoin ha subito un calo prossimo al 15%.

Bitcoin Nodi ReteNel dettaglio, i nodi raggiungibili della blockchain di Bitcoin sono passati dai precedenti 11.845 del 23 Dicembre 2017 agli attuali 10.000, registrando un calo del 14.3%. Sempre nello stesso arco temporale, anche quelli non raggiungibili hanno subito un importante calo. Si è passati infatti dai precedenti 98.000 agli attuali 70.000, subendo un calo prossimo al 29%.

Un altro aspetto interessante riguarda la release di Bitcoin Core utilizzata. Lo scorso Ottobre era infatti emersa un’importante vulnerabilità nel client Bitcoin più diffuso, tempestivamente fixata con una nuova release, ovvero la 0.16.3 e la 0.17.

Bitcoin Nodi Rete

Ebbene, stando ai dati, ad oggi la maggior parte dei nodi della rete Bitcoin (quasi il 65%), utilizza le ultime tre versioni di Bitcoin Core, quelle immuni al bug sopra citato. Resta da capire come mai alcuni nodi continuino ad utilizzare versioni così datate, ma il fatto che in poco più di due mesi e mezzo la maggior parte della rete sia tempestivamente passata ai client più recenti è comunque piuttosto rassicurante.

Nodi Bitcoin: la differenza fra raggiungibili e non raggiungili

Come riportato prima, esistono due tipologie di nodi Bitcoin. Quelli raggiungili vantano connessioni sia uscita che in entrata, dunque contribuiscono attivamente al mantenimento della rete ed alla propagazione dei blocchi della blockchain di BTC. Quelli non raggiungibili invece, possono effettuare solo connessioni in uscita. Ciò potrebbe essere dovuto alla presenza di un firewall di rete, NAT o blocchi dei provider che non rendono pubblici gli indirizzi IP, non consentendo dunque agli altri nodi di connettersi a loro.

Un maggior numero di nodi irraggiungibili contribuisce a rendere più sicura la rete di Bitcoin, visto che un eventuale hacker dovrebbe affrontare un maggior numero di ostacoli per raggiungere effettivamente agli IP di tali nodi. Tuttavia, i nodi più importanti sono quelli raggiungibili, in grado di mantenere l’integrità della blockchain di Bitcoin e di contribuire attivamente alla rete.

Un numero basso di nodi raggiungibili implica anche una maggiore centralizzazione della rete, specie se buona parte di essi venisse controllata da un solo ente malevolo. Ciò implicherebbe un possibile attacco del 51% e conseguenti tentativi di Double Spending.  Ovviamente, considerato anche il numero attuale di nodi, sono ipotesi assai remote, ma una – seppur minima – probabilità permane.

Bitcoin: in un anno il numero di nodi della rete è calato del 15%

Il calo del numero dei nodi di rete attivi è difficile da spiegare. Creare e mantenere un nodo ha costi piuttosto bassi. Utilizzando infatti una VPS, costa pochi euro al mese, mentre creare un nodo domestico potrebbe costare ancor di meno, specie se avete il PC sempre acceso o un piccolo server domestico.

La flessione del numero di nodi potrebbe essere imputata forse ad una perdita di interesse da parte di quelle persone che sono entrante nel mondo di Bitcoin nel corso del 2017. Un altro ruolo chiave potrebbero averlo avuto i miners, che negli ultimi mesi hanno chiuso alcune pool per la bassa rendita del mining di BTC.

Un’altra motivazione, sempre legata alla mancanza di interesse, potrebbe essere imputata all’assenza di incentivi per chi mantiene un nodo di rete operativo. Basti pensare che negli ultimi mesi sono nate diverse monete PoS che incentivano gli utenti a creare e mantenere nodi attivi. Su Bitcoin ciò non avviene. Motivo per cui alcune persone avrebbero deciso di spostare le proprie risorse hardware su altre blockchain, in grado di offrire una remunerazione.

Ma potrebbe essere solo una flessione temporanea, dal momento che Lightnning Network offrirebbe un minimo incentivo  (1 Satoshi di default) per ogni transazione effettuata sul proprio nodo dagli altri utenti. Con un uso massivo della rete dunque, LN garantirebbe un minimo introito ai mantenitori.

Vedremo nei prossimi mesi se il trend si invertirà o meno.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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