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Bitcoin torna sopra i 4000$: i miners riaccendono le proprie macchine?

La settimana pre-natalizia è stata contrassegnata dall’aumento repentino del prezzo del bitcoin, seguito a ruota da tutte le altre altcoin. Un guadagno per Bitcoin di circa il 20% in tre giorni e il tasso di hash che ha ripreso ad aumentare. Tutti i miners hanno riacceso i propri macchinari? Vediamo qualche dettaglio.

La ripresa dopo mesi di buio

La competizione tra i miners di Bitcoin (e l’hash power) è diminuita costantemente da un mese a questa parte.

L’attività di mining, diventata di conseguenza un po’ più semplice, e il rialzo dei prezzi di questa settimana hanno incoraggiato alcuni miners a riaccendere il proprio hardware.

Il tasso medio di hash power della rete Bitcoin, che stava diminuendo da più di un mese, ha iniziato a salire il 14 dicembre, anche prima che lo stesso prezzo iniziasse a salire il lunedì.

Interessante notare come nella giornata di ieri la difficoltà del mining di Bitcoin è scesa del 9,56%. BTC.com, una delle più importanti pool di Bitcoin, ha visto un calo di addirittura il 16%.

Tuttavia, la pool stima che la difficoltà scenderà di un altro 8,22% nei prossimi 13 giorni.

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Bigbit

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La difficoltà di mining

Come sappiamo, la difficoltà di mining di Bitcoin viene regolata ogni due settimane (ogni 2016 blocchi per essere precisi). Questo per far si di mantenere il normale tempo di creazione del blocco a circa 10 minuti.

Ciò significa che se ci sono molti miners in competizione tra loro e un tempo di creazione dei blocchi a meno di dieci minuti, la difficoltà del prossimo blocco dovrà aumentare di conseguenza. Se ci sono pochi miners in competizione e sono necessari più di 10 minuti per trovare una soluzione, la difficoltà dovrà diminuire.

In questo caso, il tempo di blocco medio precedente era vicino ai 12 minuti. La difficoltà è stata ridotta il 18 dicembre intorno alle 23.30, per portare il tempo di blocco più vicino ai classici 10 minuti (anche se ad oggi siamo a circa 11 minuti).

Tuttavia, non tutti possono approfittare di questa situazione. Solo pochi miners possono permettersi di rimanere in gioco anche a questa cifre: mining farm, modelli di business molto specifici e singoli miners i cui costi energetici sono estremamente bassi.

All’inizio di dicembre, la società di analisi di mercato Autonomous Research ha stimato che almeno 100.000 singoli miners hanno interrotto la propria attività di mining. La società di consulenza Fundstrat Global Advisors ha aggiunto anche che, dall’inizio di settembre, circa 1,4 milioni di macchinari sono stati scollegati dalla rete.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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