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Tether avrebbe la totale copertura finanziaria per ogni USDT in circolazione

Secondo i documenti bancari visti dalla nota rivista Bloomberg, Tether avrebbe i fondi necessari per convertire tutti gli USDT in dollari. La veridicità di questi fondi in USD è stata confermata da un funzionario del governo di cui non è stato rilasciato il nome. Vediamo insieme tutti i dettagli e un breve confronto con le altre stablecoin.

Fondi alla Noble Bank

Come Bloomberg abbia ottenuto questi documenti non è ben chiaro, ma ribadisce che Tether ha detenuto tutti i 2,2 miliardi di dollari presso la Noble Bank Ltd al 31 gennaio 2018. In quella data infatti esistevano circa 2.195 miliardi di Tethers.

Ogni volta che un Tether viene emesso o riscattato, viene registrato pubblicamente sulla blockchain. Queste transazioni sono state richieste da Noble come giustificazione per lo spostamento di denaro tra i conti Tether e Bitfinex in passato. I regolatori hanno trascorso circa sei mesi a scavare nelle transazioni.

Queste alcune dichiarazioni rilasciate da Bloomberg.

I problemi di Tether

Tether è stato oggetto di molte critiche e di alcune indagini da parte della Commodities Futures Trading Commission (CFTC) e dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Potrebbe essere che uno di questi investigatori abbia divulgato i risultati a Bloomberg, presumibilmente per rassicurare il pubblico. Oppure, naturalmente, potrebbe essere stata la stessa Noble Bank o direttamente Bitfinex a fare luce sulle indagini.

L’autenticità dei documenti è stata tuttavia verificata da un funzionario governativo (di cui però non è stato rilasciato il nome) secondo Bloomberg.

Bigbit

Questo sarebbe una vero sollievo per molti, in quanto nonostante la leadership dell’USDT rispetto a tutte le altre stablecoin, non sono mai mancate certe preoccupazioni sulla totale presenza di fondi a sostegno del Tether.

Le stablecoin

Tether, ad oggi, è stabile al settimo posto per capitalizzazione di mercato, con un market cap di circa 1,8 miliardi di dollari.

Ricordiamo anche della stablecoin di Coinbase, ovvero l’ USDC, che si trova molto più lontana, con una capitalizzazione di mercato di circa 216 milioni di dollari.

Poi c’è DAI, che opera in modo un po’ diverso per ottenere sempre lo stesso risultato ancorato al valore del dollaro. Essa fa uso degli smart contracts di ethereum, mettendo l’eth stesso come garanzia.

Ciò significa che, a differenza di Tether o USDC, DAI non ha lo stesso livello di rischio delle controparti con la necessità di una banca a garanzia. D’altra parte, un piccolo  ma significativo bug  e i possessori di DAI potrebbero essere in guai seri.

Fino ad ora solo il dollaro è stato preso in considerazione, con l’euro, lo yen e la sterlina in attesa della propria tokenizzazione. Vedremo se nel prossimo futuro verranno introdotte nuove stablecoin ancorate al prezzo di monete fiat diverse dalla valuta americana e come si comporteranno sul mercato.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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