Monero News

Il Dipartimento della Sicurezza degli USA vuole de-anonimizzare Monero, ZCash e le privacy coin

Stando ad un recente documento trapelato agli inizi del mese di Dicembre, pare che il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti D’America voglia sviluppare un sistema di analisi forense delle operazioni eseguite sulle blockchain delle criptovalute privacy oriented, dunque prevalentemente Monero e ZCash.

Come ben visibile nel documento (lo trovate QUI), uno dei tanti temi posti sotto la lente d’ingrandimento per i futuri piani di ricerca e sviluppo prevede proprio la creazione di un potente strumento di analisi delle blockchain utilizzate dalle privacy coin.

Nel dettaglio, viene riportato:

La presente proposta riguarda lo sviluppo di un sistema di analisi forense delle blockchain delle criptovalute più recenti, come ZCash e Monero, munite di nuove implementazioni e tecniche tecnologiche che consentono di garantire l’anonimato e la protezione della privacy degli utenti. Per quanto queste caratteristiche siano desiderabili, vi è
allo stesso modo un crescente interesse da parte della autorità nel rintracciare le operazioni e le azioni eseguite su tali blockchain per scopi illegali. A tal fine, la presente proposta richiede lo sviluppo di soluzioni di analisi forense su queste nuove blockchain, soluzioni che possono prendere in considerazione diversi tipi di dati aggiuntivi, anche provenienti da fonti esterne alla blockchain stessa sotto indagine (Exchange?).

Insomma, viene mostrato un certo interesse per “rompere” la privacy delle monete orientate all’anonimato, anche se per fini investigativi legati ad operazioni illecite.

Il Dipartimento della Sicurezza degli USA vuole de-anonimizzare Monero, ZCash e le privacy coin

Per quanto il target di utilizzo di un sistema anti-privacy di questo tipo possa risultare corretto, difficilmente le community alle spalle di Monero, ZCash e altre monete appartenenti a questa categoria accetterebbero l’uso di strumenti di questo tipo.

Resta da valutare anche la fattibilità di un sistema del genere, dal momento che il livello di privacy garantito dalle tecnologie adottate da Monero, ZCash, Grin etc, è piuttosto alto. Tra transazioni confidenziali, Ring Signature, MimbleWimble, ZkSnarks, CoinJoin e BulletProofs, sono diversi gli strumenti che il dipartimento degli USA dovrà affrontare. Quasi sicuramente poi, altri sistemi di questo tipo nasceranno nei prossimi mesi ed anni, così da rendere sempre più alto il livello di privacy.

Il punto “debole” però, come lasciato intendere dal documento, potrebbe essere l’utilizzo di dati esterni alle chain, provenienti magari da applicativi di terze parti, Exchange ed altre piattaforme di scambio delle criptovalute.

Le fasi dello sviluppo del sistema anti-privacy

Sempre nel paper troviamo le tre fasi di sviluppo dello strumento di analisi.

La prima fase prevede la realizzazione di un’ecosistema di test interno ispirato alle tecnologie adottate da Monero e ZCash, così da comprenderne il funzionamento e trovarne punti deboli da sfruttare nell’analisi forense. Dopo di che verrà discussa ed eventualmente dimostrata la fattibilità di un sistema di analisi per tali blockchain sulla base dei test eseguiti nell’ecosistema interno.

La seconda fase prevede la realizzazione di un prototipo e la conseguente dimostrazione del tool di analisi forense sulla blockchain privata sviluppata nella prima fase. Verranno eseguiti vari test: l’analisi di transazioni sospette senza dati esterni, con dati esterni ed un terzo caso sfruttando un’altra piattaforma blockchain esterna. Dunque, in sostanza, nel terzo caso si potrebbe pensare di utilizzare altre blockchain non anonime (Bitcoin, Litecoin, Ethereum etc) per risalire alle operazioni di un individuo che, mediante un exchange, ha convertito i propri beni digitali delle succitate monete in privacy coin.

Infine, la terza fase prevede la validazione finale del sistema ed il conseguente rilascio. Come riportato nel documento, in caso di successo lo strumento potrebbe venir reso disponibile ai governi, in particolare ai ministeri della sicurezza e forze dell’ordine, ma non solo. Viene infatti citato anche un uso commerciale da parte di aziende di terze parti ed istituzioni finanziarie private.

Lotta per la privacy in arrivo?

Date le premesse, è lecito attendersi, come accennato prima, un’inasprimento delle community delle valute privacy oriented, che potrebbero incoraggiare e dare forza ai vari team di sviluppo, così da implementare nuove tecnologie per ingannare l’analisi forense.

D’altronde, dopo aver finalmente trovato in Monero ed altre valute uno strumento reale in grado di garantire un certo livello di privacy, risulterebbe al quanto difficile tornare indietro, rinunciando di fatto ad un diritto di tale importanza.

Riusciranno i migliori crittografi del dipartimento di sicurezza Americano a sconfiggere alcuni dei migliori sviluppatori e matematici appartenenti ai vari team delle privacy coin? Si prospetta una bella lotta.

cripto

Vi invitiamo a seguirci sul nostro canale Telegram ed anche sul gruppo ufficiale Telegram, dove sarà possibile discutere insieme delle notizie e dell’andamento del mercato, sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter.


La più grande community italiana dedicata alle criptovalute: Italian Crypto Club (ICC)

Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
Follow Me:

Related Posts

Rispondi