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L’attacco del 51% sempre più economico: la tabella con i costi stimati

Un eventuale attacco del 51% a Bitcoin costerebbe ad oggi la metà del prezzo stimato di maggio di quest’anno, mentre attaccare Ethereum risulta ben 5 volte più economico ora. Vediamo insieme i costi stimati ad oggi di alcune delle principali criptovalute basate su PoW.

Colpa del mercato in caduta libera?

Il costo dell’attacco a una rete di criptovaluta diminuisce progressivamente di pari passo con il crollo del mercato e la possibilità che un gruppo malintenzionato catturi la maggior parte della potenza di calcolo della rete diventa sempre più realistica e praticabile.

In ogni caso effettuare efficacemente un attacco alle blockchain di Bitcoin o Ethereum risulta certamente ancora molto difficile a causa della ingente quantità di partecipanti. Ma, come ben sappiamo,  non tutte le reti sono così estese e trafficate.

In teoria, potrebbe bastare l’esigua cifra di 47 dollari per effettuare un attacco efficace di un’ora su Bitcoin Private affittando abbastanza potenza di hashing da NiceHash, una delle piattaforma più famosa e grande di cloud mining. I dati stimati sono forniti direttamente da crypto51.app, un sito web che tiene traccia dei costi di un attacco del 51%.

Altre criptovalute sembrano essere molto deboli ad un attacco di questo tipo. Attaccare Bitcoin Cash per un’ ora a maggio sarebbe costato più di 72000 dollari, mentre ora costa solo 7.896 $, ben nove volte di meno.

Il celebre investitore di Bitcoin, Tuur Demeester, ha sottolineato su Twitter:

La tabella dei costi

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Costo teorico di un attacco del 51% su alcune delle criptovalute che utilizzano l’algoritmo di consenso Proof of Work

 

Questa caduta dei costi potrebbe essere in parte dovuta al fatto che molti miners stanno chiudendo i battenti, in quanto l’attività non risulta più produttiva.

Da settembre di quest’anno, quando ha visto il suo massimo storico, il tasso di hash di Bitcoin è calato del 36%.

Gli attacchi del 51% non sono più solo una minaccia lontana.

Solo di recente, la criptovaluta Vertcoin ha subito un attacco e, stando a quanto riferito, sono stati effettuati circa 100 mila dollari in attacchi a doppia spesa. All’inizio di quest’anno, gli attacchi sono avvenuti anche a Bitcoin Gold, Verge e Monacoin.

Mark Nesbitt, ingegnere della sicurezza di Coinbase, si aspetta di vedere sempre più di questi tipi di attacchi.

Tuttavia, nel caso delle criptovalute più popolari, l’attacco non potrebbe essere una mossa molto intelligente:


Inoltre,  l’esperto e influencer di Bitcoin Andreas Antonopoulos, crede che i benefici di un attacco del 51% su Bitcoin non compensino lo sforzo estremo richiesto.

Non puoi scappare con le coin di tutti solo perché hai il 51%. Tutto quello che puoi fare è influenzare il prossimo blocco ed eventualmente effettuare una singola doppia spesa.

Questo un sunto del discorso di Antonopoulos ad un evento nel gennaio di quest’anno.

Vi lascio infine ad un interessante breve e simpatico video in cui Andreas parla degli attacchi del 51%.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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