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L’Hashrate di Bitcoin segue l’andamento del prezzo: rischio “chiusura” per alcuni miners?

In questi giorni il mercato delle criptovalute è in piena crisi e lo stiamo rimarcando più volte con vari articoli. Dal 14 novembre, il valore di BTC è sceso dai 6300 dollari al prezzo attuale, di prossimo ai 4500 $. Si tratta di un calo pari a più del 25% in una sola settimana.

La diminuzione del prezzo di Bitcoin, a differenza del passato, ed il recente fork di Bitcoin cash sembrano influenzare in maniera significativa l‘hashrate totale della rete Bitcoin. Vediamo insieme tutti i dettagli e la situazione attuale per alcuni miners.

L’hashrate torna ai livelli di Luglio

Dando un’ occhiata sul sito blockchain.com, possiamo notare come l’hashrate della rete sia diminuito e ritornato circa ai livelli di Luglio di quest’anno. Bisogna specificare che il calo dell’hashrate di BTC è in parte dovuto allo swich di alcuni miners alla fazione di Bitcoin Cash ABC, per combattere l’hashwar indetta dopo il recente fork.

Questa situazione, legata strettamente al calo repentino dei prezzi, potrebbe portare alla prematura chiusura di numerosi impianti dedicati al mining, almeno finchè non ci sarà una chiara inversione del valore di bitcoin.

Mati Greenspan, Senior Market Analyst presso eToro, ha condiviso il suo pensiero sulla situazione attuale, affidandosi al seguente tweet:

È ancora redditizio minare BTC?

Questa è una domanda che ci sentiamo fare spesso sul nostro gruppo Telegram, ma che purtroppo non ha una semplice risposta. Prima di tutto, va considerato il costo dell’energia elettrica che varia da paese a paese (QUI trovate la classifica degli stati più economici).

Il costo medio mondiale di estrazione di un Bitcoin è stato stimato fra i 5.000 e i 6.000 dollari. Considerando che il valore di BTC ad oggi è pari a 4500 dollari, è evidente che alcuni miners di Bitcoin operano in perdita.

Operare in perdita può essere effettuato per un breve periodo di tempo, solamente se l’attività di mining viene fatta su larga scala in farm ben attrezzate. Se però pensiamo agli impianti dei miners più piccoli e situati in zone il cui costo dell’elettricità non risulta essere abbastanza conveniente, è facile concludere che la chiusura/sospensione di questi impianti, per lo meno temporaneamente, sembra la situazione più logica da attuare. Cosa accadrà nelle ultime settimane dell’anno dunque?

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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