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Bitcoin (BTC) tocca i 4,951 $ e il marketcap delle crypto brucia altri 20 miliardi

Bitcoin (BTC), la criptovaluta numero uno al mondo, ha stabilito il suo nuovo minimo annuale continuando la tendenza al ribasso mostrata nei giorni scorsi. L’hashrate di Ethereum (ETH) è in forte calo e il fork di Bitcoin Cash è stato un caos. Gli stessi exchange stanno decidendo come comportarsi. Ripple (XRP) invece sta performando relativamente “bene”, se comparata al crollo generale del mercato.

Bitcoin (BTC) viene attualmente scambiato a 5,106 $ dopo aver registrato un nuovo minimo: 4,950 $, secondo i dati di Coinbase. Il marketcap di BTC è sceso sotto i 90 miliardi di dollari, non succedeva dallo scorso ottobre.

I motivi, le analisi e le previsioni

Come abbiamo già precedentemente discusso, l’hard fork di Bitcoin Cash si è rivelato motivo più plausibile per il ribasso del mercato. Tutto ciò è dovuto soprattutto al fatto che Roger Ver, il quale è a capo della mining pool Bitcoin.com, ha deciso di riallocare il proprio hash power (che veniva utilizzato per Bitcoin) in modo da supportare Bitcoin ABC, una delle due chain nate dal fork di Bitcoin Cash (BCH).

Mentre tutto ciò sembra esser tornato alla normalità, un’azione di questo tipo non ha fatto altro che “macchiare” l’intero mercato spaventando i potenziali investitori, ora più che mai.

Gli analisti prevedono adesso un’altra discesa sia per Bitcoin (BTC) che per le altcoin. Due tra i principali esperti di criptovalute, Willy Woo e Crypto Rand, ritengono che la valuta digitale potrebbe scendere ulteriormente verso il range dei 4,500-5,000 $. Anche la previsione di Bitcoin NVT è al ribasso.

Una diversa analisi proveniente da Tom Lee di Wall Street prevede invece che Bitcoin (BTC) raggiungerà i 15,000 $ entro la fine di quest’anno, “smaltendo” dunque gli effetti del fork di Bitcoin Cash. Tuttavia, il fondatore di Fundstrat che inizialmente aveva pronosticato 25,000 $ si è allontanato, e non di poco, dalla sua previsione.

Intanto il prezzo di Bitcoin Cash, che tiene in considerazione entrambe le chain, è sceso a circa 300 $, in calo del 50% rispetto al prezzo “pre-split” di BCH che era di circa 600 $. Si tratta della prima volta, dopo un hard-fork, che il prezzo di una criptovaluta scende cosi tanto. Chiaramente tutto ciò è influenzato anche dal fatto che Bitcoin è crollato di quasi il 20% nell’arco di soli 5 giorni.

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Il comportamento degli exchange,
la difficoltà di arbitraggio, l’incertezza degli investitori

In questo momento vi è anche molta confusione sul come gli exchange si stiano comportando riguardo al fork. Alcuni hanno deciso come operare, altri invece stanno ancora aspettando. Tutto ciò rende molto complicato l’arbitraggio.

Su Poloniex, ad esempio, il prezzo “combinato” è di circa 290 $. Mentre su Bittrex, che ha aperto attualmente i depositi, si attesta a circa 330 $, con BCH a 250 $ e BSV a 80 $. Coinbase, invece, è uno di quelli che non ha ancora aperto il trading, per non parlare dei depositi.

Per restare aggiornati vi lascio il link al gruppo Telegram italiano di Coinbase

Sugli exchange gli scambi continuano, ma depositi e prelievi non sono ancora disponibili. Dal lato del trading abbiamo visto che bisogna ancora pazientare. Da notare che Coinbase, in alcuni fork precedenti, non ha mai nemmeno interrotto il trading della criptovaluta in questione ma questa volta ha voluto prendere tutte le precauzioni disponibili.

L’exchange Kraken, come la maggior parte delle altre piattaforme, ha scelto di listare la versione di Bitcoin ABC sotto il nome di “Bitcoin Cash”. Ha inoltre pubblicato un lungo disclaimer nell’annuncio, affermando che BSV è “ad alto rischio” e non soddisfa i normali requisiti per essere quotato sull’exchange, ma verrà comunque listato.

Ecco quali sono i punti che non vengono sottisfatti da BSV:

  • Non esistono Wallet che supportino la protezione contro il replay attack (state attenti!);
  • Non c’è supporto per quanto riguarda i block explorers;
  • I miners stanno operando in perdita;
  • I rappresentanti sono “minacciosi” e ostili per quanto riguarda le altre chain;
  • La sopravvivenza della chain non è garantita al 100%;
  • La supply è limitata a causa della scarsità di wallet;
  • Chi detiene tanti BSV ha fatto notare che li venderà appena possibile;
  • Kraken ha fatto un code-review molto superficiale.

KPMG, uno dei più grandi network di società indipendenti, ha pubblicamente detto che le criptovalute hanno un potenziale. Ma per poterlo realizzare è necessario l’ingresso nel mercato degli investitori istituzionali:

L’istituzionalizzazione è la partecipazione al mercato, su vasta scala, di banche, broker, exchange, fornitori di servizi di pagamento, fintech e altre entità nell’ecosistema dei servizi finanziari globali. Riteniamo che questo sia un passo strettamente necessario affinché le criptovalute possano ricevere fiducia. Nel 2018 abbiamo assistito a tantissime implementazioni, dalle stablecoin al lancio di prodotti e servizi tra i più svariati.

Le criptovalute, come asset, sono ora impossibili da ignorare.

I problemi di Ethereum (ETH): hashrate in calo

L’hashrate di Ethereum è sceso al livello più basso da febbraio, attestandosi sui 236 TH/s dopo un massimo di 297 TH/s raggiunto ad Agosto. Fino a quel momento, l’hashrate di ETH non ha fatto altro che aumentare repentinamente, ma da allora le cose sono cambiate. I numeri parlano di un calo del 25% da Agosto ad oggi.

Ciò suggerisce che i miners di Ethereum (ETH) non se la passino di certo bene. Uno di questi (e stiamo parlando a livello di mining farm) aveva riportato ad agosto che il mining di Ethereum (ETH) aveva un costo stimato di 152 Dollari per ogni Eth. Ovviamente ci sono costi hardware, di proprietà immobiliari o stoccaggio su scala industriale, dipendenti, tasse e tanto altro ancora da considerare

I costi per il mining di Ethereum (ETH), conviene ancora?

Quei 152 Dollari sono da rapportare ad un prezzo per l’energia pari a 12 cent per kWh. In alcune zone della Cina, e in altre negli USA, è possibile reperire elettricità al costo di 5 cent per kWh. Ciò significa che, nella fascia più bassa, l’estrazione di un Ethereum può avere costi ben inferiori ai 100 dollari.

Se a questi aggiungiamo altri cosi, possiamo tranquillamente arrivare alla conclusione che molti miners stanno valutando l’opzione di abbandonare quest’attività perché il gioco non vale più la candela.

Innanzitutto c’è da dire che il mercato è meno fiorente per quanto riguarda il mining, perché gli stessi miners acquistano meno hardware rispetto ai mesi scorsi. Inoltre stanno probabilmente holdando e/o vendendo il minimo indispensabile per coprire tutti i costi.

Il tasso di inflazione di Ethereum rimane tuttavia molto alto, a circa il 7% e potrebbe essere il motivo principale per cui ETH è diminuito più delle altre criptovalute quest’anno.

E Ripple (XRP)? Ripple tiene testa e non molla

Il 15 novembre sarà sicuramente ricordato nella storia come una delle peggiori correzioni di tutto il 2018 per Bitcoin e per le altre criptovalute. Il mercato, come vi abbiamo già detto, ha registrato una perdita di oltre 27 miliardi di dollari, e altri 20 solamente oggi.

Il discorso sul fatto che Ripple (XRP) potrebbe un giorno prendere il posto di Bitcoin è arrivato quando un utente di Twitter chiamato “The Ripple Shadow” ha twittato questo messaggio:

Fate uno screenshot, ri-twittatelo, fate ciò che vi pare. Ci siamo…
Prima della fine dell’anno, XRP sarà la criptovaluta numero 1 nel marketcap mondiale.
Non ci sono enigmi, semplicemente un messaggio diretto.
Ci sono avvenimenti importanti dietro l’angolo…

Inoltre, l’amministratore delegato di Binance nel suo Tweet ha notato la forza della community che sta attorno XRP e ha chiesto a tutti di inviarli le motivazioni per cui dovrebbe essere aggiunta la coppia /XRP su Binance.

Una risposta saggia, per come stanno le cose ora, è stata che così facendo avrebbero aiutato a proteggere la maggior parte delle altcoin dalla volatilità di Bitcoin (anche se negli ultimi mesi è stato tutto meno che volatile). Inoltre, una valuta di riferimento come XRP consentirebbe un movimento economico ed efficiente tra diversi exchange.

Ran Neuner, conduttore del programma televisivo “Crypto Trader” su CNBC e fondatore di OnChain Capital, ha spiegato via Twitter che gli investitori e i trader dovrebbero prendere distanza da Bitcoin (BTC) e Bitcoin Cash (BCH) e spostare il loro capitale su Ripple (XRP).

Ha pubblicato anche un sondaggio che ha ottenuto i seguenti risultati:

Scherzi a parte, è molto improbabile che Ripple (XRP) superi Bitcoin (BTC) per capitalizzazione di mercato entro un mese o poco più. Tuttavia il recente sorpasso su Ethereum (ETH) e l’incremento notevole di interesse per XRP, ha portato la moneta in posizione #2 nel marketcap mondiale, come era già accaduto in passato. Ora più che mai, senza una mossa decisa da parte di Ethereum (ETH), sarà davvero difficile spodestarlo.

Negli ultimi mesi, in particolare, ci sono state tante news che hanno visto XRP protagonista di alcune bull run significative. Le partnership che vengono strette ogni giorno non sono più cosi significative come una volta. La gente vuole il reale utilizzo di XRP attraverso i servizi che Ripple propone.

Conclusioni

Di certo le previsioni fatte a fine 2018 dai sostenitori delle criptovalute non si stanno avverando. Tutti speravamo che Bitcoin (BTC) raggiungesse e superasse il suo ATH di circa 20,000 $, registrato l’anno scorso. Ma ciò non è (ancora) avvenuto.

Non ci resta che sperare negli ultimi 40 giorni dell’anno. Ricordiamo che a dicembre arriverà Bakkt, il quale dovrebbe dare una spinta al mercato, come tutti si aspettano. Per il resto, la stagionalità di Bitcoin sembra, almeno per il momento, aver seguito l’unico anno che tutti speravamo evitasse, il 2014.

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La più grande community italiana dedicata alle criptovalute: Italian Crypto Club (ICC)

Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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