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IOTA e Bosch: la patnership prosegue nel migliore dei modi

Ad eccezione di Stellar, che può contare sull’appoggio di IBM, e di Ripple, che ha fra i suoi partner importanti banche, non ci sono molte società miliardarie che scommettono nel mondo delle criptovalute nello stesso modo in cui Bosch sta puntando sulla tecnologia di IOTA.

Vediamo insieme i dettagli dell’ultima collaborazione.

Internet of things

Bosch Connectivity, ramo IoT del gigante tecnologico, ha menzionato di nuovo IOTA nel suo ultimo post sul proprio blog e contemporaneamente ha presentato l’ultimo dispositivo IoT creato.

Utilizzando una moltitudine di protocolli software open source, la società afferma che Bosch XDK (Cross Domain Development Kit) consentirà ai dispositivi intelligenti di raccogliere e condividere dati crittografati in cambio di token IOTA.

iota bosch xdk

Per mettere il dispositivo alla portata del programmatore medio, l’azienda ha annunciato XDK2MAM. Si tratta di un set di strumenti software open source che dovrebbero rendere l’XDK versatile allo stesso modo di un Raspberry Pi.

Il Marketplace IOTA è un mercato di dati decentralizzato che mira a mettere i dati a disposizione di qualsiasi entità disposta a pagarli. Attualmente, i dati non sono disponibili per le grandi masse. Pertanto, non tutti possono sviluppare nuovi casi d’uso o aree di business.

Bigbit

Queste le parole che possiamo ritrovare nel post di Bosch sul proprio blog.

Un possibile caso d’uso

A differenza di altre criptovalute, IOTA è progettato per macchine piuttosto che per lo specifico uso umano, dipendendo da micro-dispositivi come XDK.

Ecco un tipico caso d’uso dell’XDK secondo Bosch:

  • Una società può decidere di affittare le proprie macchine e misurare il tempo esatto di utilizzo da parte del cliente e quindi fatturare di conseguenza con IOTA.
  • L’XDK conferma che una macchina sta funzionando in condizioni appropriate e imposta le transazioni dei dati sulla Tangle, sia per l’operatore che per il fornitore.

IOTA: alcuni problemi?

Nonostante le recenti applicazioni pratiche di IOTA e altre importanti aziende come Fujitsu che sembra puntare alla tecnologia Tangle, non sembrano mancare alcuni problemi.

Ad esempio, la decisione di basare la crittografia di IOTA su un algoritmo di hashing non standard ma custom. Inoltre è difficile non ricordare come dallo scorso dicembre il marketcap sia sceso dalla cifra record di più di 14 miliardi di dollari all’attuale miliardo e 400 mila dollari. Una diminuzione di circa 10 volte del proprio valore che non può essere giustificato solo dal calo generale del valore di tutte le criptovalute.

Ad oggi, un token ha un valore pari a 0,49 $ (record massimo pari a 5,23 $) e si trova alla posizione numero 12 del ranking di coinmarketcap.

cripto

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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