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GMO: spesi 5.6 Milioni di Dollari nel Q3 2018 nel mining di criptovalute

Stando agli ultimi bilanci pubblicati, il colosso Giapponese del settore Hi-Tech GMO ha registrato ingenti spese nel settore legato al mining di criptovalute. Leggendo i dati, GMO avrebbe registrato uscite per 640 milioni di Yen (circa 5,6 milioni di dollari) a seguito degli investimenti e mantenimento dell’attività di mining nel terzo trimestre del 2018.

Giusto per fare un confronto, tale cifra è ben superiore al valore registrato nel 2012, quando l’azienda iniziò ad avvicinarsi al mondo del crypto mining. In quell’anno infatti, GMO aveva registrato una perdita di 360 milioni di Yen nel Q2 del 2012 (circa 3,2 milioni di dollari). Cerchiamo di capire i motivi e la situazione finanziaria di GMO nel settore delle criptovalute.

La prestazione finanziaria di GMO nel mining

Stando al comunicato riportato dall’azienda, la motivazione inerente alle ingenti uscite registrate è da imputare al peggioramento del mercato delle criptovalute nel Q3 2018 ed all’aumento dei costi di ammortamento.

Tra questi costi sicuramente rientrano una grossa fetta degli investimenti effettuati per lo sviluppo dei nuovi ASIC per Bitcoin a 7 nanometri. Si tratta del GMO B2 e B3, annunciati all’inizio dell’estate ed ormai attesi sul mercato per la fine dell’anno. Si tratta di ASIC che, tra l’altro, non vantano nemmeno consumi e prestazioni degne di nota, visto che parliamo di circa 33 TH/s per quasi 3 KWatt/ora di consumo. Valori di efficienza ben lontani dagli ultimi prodotti di Bitmain, Innosilicon ed Ebang.

Nel complesso, nonostante l’aumento delle spese, l’azienda ha visto un leggero aumento delle entrate provenienti dalle mining farm. Nel Q3 sono state infatti registrate delle entrate prossime ai 1,23 miliardi di Yen (10,78 milioni di dollari) rispetto a 1,17 miliardi di Yen (10,26 milioni di dollari) nel secondo trimestre. In totale, GMO ha minato 1.590 Bitcoin e 25 Bitcoin Cash nel terzo trimestre del 2018.

L’hashrate delle mining farm di GMO e l’exchange

Oltre a comunicare i dati inerenti ad introiti e spese, GMO ha anche fornito dati inerenti la propria capacità estrattiva, rivelando un hashrate prossimo ai 674 Petahash (PH/s) al secondo ad Ottobre rispetto ai 479 PH/s dello scorso Settembre. L’obbiettivo è quello di arrivare ad 800 PH/s entro la fine dell’anno.

Per quanto riguarda l’exchange di criptovalute dell’azienda, nonostante l’andamento dei mercati sono stati registrati introiti piuttosto interessanti. Infatti, GMO ha riportato un utile netto di 740 milioni di yen (circa 6,5 milioni di dollari), con una crescita del 34,4% rispetto al trimestre precedente. Il fatturato invece si è attestato sui 1,36 miliardi di yen (circa 11,92 milioni di dollari).

Nel complesso, il segmento criptovalute dell’azienda ha visto un aumento del fatturato del terzo trimestre, nonostante le spese elevate rispetto al trimestre precedente. Fortunatamente le corpose uscite nel settore del mining sono state compensate dall’exchange e dalle mining farm.

Vedremo con l’anno nuovo se la situazione migliorerà o meno.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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