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EOS: tra mancata decentralizzazione e l’arrivo della Stablecoin CarbonUSD

Di recente è stata pubblicata su Reddit  -da un utente di nome “AUTI9003” – una foto che mostra come uno degli “arbitri” della rete EOS, abbia invertito alcune delle transazioni già confermate dal network. Il motivo sarebbe da imputare ad alcune azioni illegittime compiute sull’account coinvolto nella faccenda. Nella foto, riportata di seguito, si evince il report in cui il “giudice” fa riferimento ad alcuni versi della costituzione della blockchain EOS e cerca di risolvere una controversia tra due account holders.

Cerchiamo di approfondire meglio la faccenda e i risvolti.

EOS: un arbitro revoca alcune transazioni confermate. Vediamo perchè.

Nei giorni scorsi, il reclamante aveva accusato un individuo non identificato di essere entrato in possesso delle chiavi private del proprio account EOS, ottenute tramite un tentativo di phishing. L’utente ha dunque contattato EOS tramite un reclamo e la rete ha scelto come arbitro in causa Ben Gates, sotto la supervisione di un altro individuo, Moti Tabulo.

“L’arbitro” in questione ha riferito:

In base ai poteri conferitimi in qualità di arbitro ai sensi dell’articolo 6 del regolamento di risoluzione delle controversie, io, Ben Gates, stabilisco che l’account EOS contestato debba essere restituito al richiedente con effetto immediato e che il blocco delle attività dell’account venga rimosso.

Whiteblock contro EOS

Questa azione è stata ben presto criticata da altri utenti di Reddit, che si sono chiesti, in virtù dei fatti accaduti: perché qualcuno dovrebbe preferire EOS ad un classico conto bancario ed un sistema legale tradizionale? Più volte abbiamo visto analisi e report inerenti la struttura della rete di EOS, spesso criticata per l’uso del Delegated Proof of Stake e per la ben poca decentralizzazione. Di recente, la società di blockchain-test Whiteblock ha riportato come la rete di EOS sia ben diversa dalle classiche blockchain decentralizzate, risultando piuttosto simile ad un servizio di cloud computing con un database distribuito.

Inoltre, di recente sono state messe in discussione anche le soluzioni di scalabilità proprietarie adottate. Se, ad esempio, abbiamo 100 account vittima di phishing, significa che ognuno di essi creerà un “caso/segnalazione” sul portale EOS. Ognuno di essi presenterà dunque delle prove, e, dall’altra parte, gli “EOS gods” risponderanno prendono una decisione.

Stando a quanto accaduto in questa sentenza, pare che serva quasi un mese o più per prendere una decisione. E’ facile dunque dedurre che nel caso in cui vengano effettuate centinaia di segnalazioni occorrano settimane o mesi per risolvere le varie discussioni.

Bigbit

Daniel Larimer, creatore del protocollo EOS, ha dichiarato in un’intervista:

Quello che cerchiamo è l’anti-censura, e la robustezza contro la chiusura di un account.

A Giugno, EOS ha “congelato” sette account sospettati di essere stati compromessi attraverso il phishing in seguito alla ricezione di diversi ordini di emergenza per l’interruzione delle transazioni da parte di 27 account.

Blockchain o Database Distribuito?

Non troppo tempo fa è stato pubblicato un report su EOS in cui venne riportato come il network non costituisse una vera e propria blockchain ma bensì un sistema di gestione di un database omogeneo distribuito.

Il token EOS e il mercato RAM sono essenzialmente un servizio cloud in cui la rete offre risorse computazionali in una blackbox, così da consentire agli utenti di accedervi tramite dei crediti. Non esiste un meccanismo di responsabilità dovuto alla mancanza di trasparenza su ciò che i Block Producer sono in grado di creare in termini di potere computazionale. Il throughput EOS è significativamente inferiore a quanto dichiarato inizialmente dal marketing. EOS soffre di fallimenti del consenso e manca la “Byzantine Fault Tolerance”.

CarbonUSD diventa il primo Stablecoin di EOS

Fra le belle notizie degli ultimi giorni, troviamo CarbonUSD, che diverrà la prima stablecoin ancorata al Dollaro americano realizzata sulla rete EOS. In realtà, il debutto della moneta era già avvenuto nei mesi scorsi, sulla rete di Ethereum, ma a breve il token arriverà anche su EOS.

Le Stablecoin sono progettate per rimuovere la volatilità associata alle criptovalute. Ogni stablecoin ha un proprio meccanismo per raggiungere questa stabilità. Nel caso del CarbonUSD, i token sono garantiti da una controparte in dollaro USA (1 a 1) ed i fondi sono custoditi in conti FDIC assicurati.

Carbon possiede anche un portale che offre agli utenti la possibilità di interagire con la loro applicazione e include contratti nativi intelligenti per scambi “one-to-one da token a dollari reali”.

Sam Trautwein, CEO e co-fondatore di Carbon, ha dichiarato:

Siamo onorati ed entusiasti di essere la primo stablecoin su EOS e di svolgere un ruolo così cruciale in un ecosistema così fiorente. Le Stablecoin sono infrastrutture essenziali e pensiamo che fornire questo servizio sulla rete EOS rafforzi ulteriormente l’ecosistema.

Carbon fornirà presto l’accesso al token ad un gruppo selezionato di investitori, inclusi investitori istituzionali, cripto exchange ed hedge fund. Gli utenti effettueranno depositi in fiat al partner bancario della società Prime Bank e l’istituto, con sede in Nevada, inoltrerà l’importo ad un contratto intelligente che avvierà la creazione dei nuovi token CarbonUSD. Questi token vengono quindi inviati all’indirizzo del wallet dell’utente.

Il team di Carbon ritiene che il modello algoritmico unico adottato conferisca un’identità ben distinta rispetto alle Stablecoin concorrenti. Se CarbonUSD raggiungerà una quota di capitalizzazione di 1 miliardo di dollari, il team trasferirà il protocollo sulla rete pubblica “Hedera Hashgraph”. Un network più robusto ma attualmente in fase di sviluppo.

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Salvatore Scorsone

Nato a Palermo nel '98. Studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, da sempre appassionato di arte, tecnologia e di start-up. Da anni seguo il mondo delle criptovalute e del Bitcoin in particolare.

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