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Bitcoin: network sempre più utilizzato ma le fee rimangono basse, per ora

Nelle ultime settimane i blocchi della blockchain di Bitcoin hanno toccato valori di saturazione prossimi al 90%. Si tratta di picchi che però non hanno influito sui prezzi delle fee di transazione del network, dal momento che le spese di commissioni medie continuano ad aggirarsi attorno ai 0.10 Dollari. Anche i tempi di conferma delle transazioni hanno subito variazioni minime.

Proprio in merito alla questione, nei giorni scorsi l’analista di criptovalute Willy Woo ha pubblicato un grafico per mostrare in un confronto diretto la congestione della rete ed i valore delle fee di Bitcoin in due episodi ben definiti.

Il primo caso riguarda il boom tra la fine del 2017 ed i primi mesi del 2018. Durante tale periodo, la congestione di Bitcoin ha fatto innalzare significativamente le fee del network, portandole a valori superiori ai 25 Dollari per transazione. Il secondo episodio invece, riguarda il periodo attuale, in cui le commissioni medie per effettuare una transazione su Bitcoin si attestano intorno ai 0.10 Dollari per transazione, indipendentemente dal tasso di utilizzo della rete. Tasso che risulta essere in netta risalita rispetto alla scorsa primavera.

Bitcoin: network sempre più utilizzato ma le fee rimangono basse

Osservando i grafici dell’utilizzo dei blocchi della blockchain di Bitcoin – il cui vincolo è pari ad un MB – possiamo notarne l’uso nel corso dei mesi ed i due periodi presi in esame.

Notiamo subito il periodo compreso fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. In questo lasso temporale, la congestione della rete è letteralmente schizzata alle stelle. Non a caso, durate tale parentesi, le fee per le transazioni Bitcoin sono salite vertiginosamente in più occasioni, come visibili dal grafico in azzurro. Anche la dimensione per blocco è aumentata, avvicinandosi sempre più al vincolo del MB.

Bitcoin Network Fee Blockchain

Ovviamente, anche i tempi di conferma, rappresentati dalla linea bordeux in basso, hanno ovviamente subito un’importante crescita in concomitanza dei picchi di utilizzo della rete.

Prendendo invece come riferimento il secondo periodo, possiamo notare che, nonostante l’uso dei blocchi in costante crescita, il network di Bitcoin risulti “soffrire” meno il problema della congestione, in particolare in termini di tempi di conferma e fee. Quest’ultimi infatti, nonostante i recenti picchi d’utilizzo dei blocchi prossimi al 90%, sembrano non risentire, almeno per ora, degli effetti dell’utilizzo crescente della rete. I tempi medi di conferma della transazioni ed il valore medio delle commissioni di rete si stanno mantendo piuttosto allineati ai periodi più tranquilli dunque. 

Bigbit

Merito di SegWit?

Sul grafico possiamo anche notare il tasso di adozione del protocollo SegWit (in giallo). Tralasciando il periodo iniziale, è interessante notare la crescita costante ed il forte incremento nell’ultimo periodo, avvenuto in concomitanza del debutto di Liquid Network.

Per chi non lo sapesse, il Segregated Witness (SegWit) è stato proposto per risolvere un problema della blockchain di Bitcoin inerente la malleabilità delle transazioni. E’ stato un aggiornamento atteso da molti in quanto in grado di migliorare la scalabilità di Bitcoin. Esso infatti permette di “aggirare” la dimensione massima di un blocco Bitcoin.

Dato che le transazioni occupano molto meno spazio senza inserire tutte le informazioni inerenti alla firma, con l’aggiornamento a SegWit è stato introdotto il concetto di “block weight”, letteralmente “peso del blocco”. Si tratta di una maschera della dimensione del blocco, con o senza i dati inerenti alla firma. Tale parametro è limitato a 4 MB, mentre il limite di dimensione del blocco per le transazioni di base rimane a 1 MB.

SegWit quindi, ha eliminato le informazioni relative alla firma memorizzandole al di fuori del blocco base dedicato alle transazioni, consentendo di eseguire più transazioni all’interno del blocco di base. 

L’avvento di Liquid e Lightning

Con l’avvento di Liquid Network, il cui debutto è avvenuto proprio negli ultimi dieci giorni, è salita ulteriormente l’adozione di SegWit. Il motivo è piuttosto semplice: SegWit è essenziale per l’uso e sviluppo di funzionalità più complesse, come i protocolli di secondo livello (Lightning Network), gli Smart Contract, RSK e Liquid appunto.

Infatti, SegWit ha corretto il problema della malleabilità delle transazioni. Ciò permetteva di modificare alcuni dettagli inerenti l’ID della transazione (e il successivo hash).

Liquid Network non è altro che una sidechain ancorata alla blockchain di Bitcoin che permette di eseguire molte più transazioni al secondo rispetto alle operazioni on-chain. Consente dunque trasferimenti di Bitcoin in tempi molto più rapidi fra i vari exchange che supportano tale tecnologia.

Fee pronte a risalire?

Willy Woo nel suo post ha affermato che il protocollo si sta lentamente evolvendo e migliorando. Tuttavia, come criticato da alcuni, se l’utilizzo dovesse aumentare ulteriormente il problema delle fee alte si ripresenterebbe quasi sicuramente. SegWit infatti, presenta un tasso d’adozione in perenne crescita ormai, ma non ancora così consolidato. Stesso discorso per Lightning Network, che nonostante l’uso sempre più diffuso ha ancora molta strada da fare per impattare significativamente sulla rete.

Nel complesso, tutte queste tecnologie stanno contribuendo a contenere le commissione di rete, in particolar modo le soluzioni off-chain. Quest’ultime infatti, in futuro dovrebbero venir utilizzate per le operazioni quotidiane e di poco valore. Tuttavia, se un domani le transazioni aumentassero in maniera improvvisa, avremo ancora a che fare con il problema delle fee alte. Per ora però rimane un’ipotesi difficile tornare ai livelli dello scorso dicembre/gennaio.

In ogni caso, l’importante è che lo sviluppo ed implementazione delle nuove tecnologie prosegua, seppur lentamente, così da migliorare la scalabilità del network Bitcoin.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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