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Monero Hard Fork: ecco tutti i dettagli dell’aggiornamento!

Tra meno di 24 ore verrà eseguito l’hard fork del protocollo Monero, che porterà diverse novità funzionali nella blockchain della criptovaluta incentrata sull’anonimato. Come ci aveva anticipato lo sviluppatore Monero italiano SerHack nella nostra intervista, l’aggiornamento introdurrà diverse migliorie al protocollo – fra cui le BulletProofs – ed alcune interessanti novità per i miners, vista l’ideologia egualitaria alla base della PoW della moneta.

Cerchiamo dunque di vedere, passo dopo passo le principali novità dell’hard fork che si terrà fra poche ore.

Le BulletProofs arrivano su Monero

Una delle principali novità riguarda proprio l’arrivo delle BulletProofs. Tramite l’hard fork infatti, verrà introdotto questo importante protocollo, volto a migliorare non tanto la privacy in sé, ma il problema relativo alle dimensioni (in termini di memoria) delle Confidential Transactions sulla blockchain di Monero. Attualmente, Monero utilizza le Range Proof per verificare che gli input e gli output delle Confidential Transaction siano corretti. Le Range Proof consentono dunque a chiunque di verificare che le transazioni contengano un importo all’interno di un intervallo specificato, senza però rivelare nient’altro sul valore reale.

Il problema è che tale tecnologia scala in maniera lineare rispetto al numero di output e di bit nell’intervallo di verifica (attualmente pari a 64 bit). Ciò causa un grosso utilizzo di memoria all’interno delle transazioni, comportando dunque maggiori fee e più spazio occupato sulla blockchain di Monero, in sostanza.

Le BulletProofs, inventate da Benedict Bunz e Jonathan Bootle, consentono di gestire il meccanismo di verifica delle transazioni confidenziali in maniera più efficiente. Le BulletProofs infatti, sono letteralmente delle short non-interactive zero-knowledge proofs, ovvero delle prove di verifica non interattive che non richiedono una configurazione affidabile, come invece necessario nella soluzione alternativa SNARK di ZCash.

A differenze delle Range Proof, la dimensione delle BulletProofs scalano logaritmicamente (O(log(m))) con la dimensione dell’intervallo ed il numero di output. Ciò, nel caso di una transazione confidenziale single-output eseguita sulla blokchain di Monero, consente di abbattere lo spazio occupato in maniera drastica, passando dai 13.2 kB di dimensione delle transazioni Range Proofs ai soli 2,5 kB delle BulletProofs. 

Si tratta di una riduzione dell’80% delle dimensioni della transazione, che comporta dunque una riduzione delle commissioni di rete. Come se non bastasse, nel caso in cui si eseguano operazioni multi-output, si ottengono risultati ancor più significativi. Infine, stando ai test, anche i tempi di verifica delle BulletProofs sono inferiori alle Range Proofs. Ciò si traduce in una convalida delle transazioni più efficiente e veloce, migliorando dunque le prestazioni di Monero.

Nuovo PoW CryptoNightV8: continua la lotta agli ASIC ed FPGA

La seconda novità del fork consiste nel cambio dell’algoritmo di Proof of Work (PoW) di Monero. Non si tratta di un cambio radicale in realtà, ma semplicemente di un aggiornamento del CryptoNight, che passerà ora al CryptoNightV8. Come accennato nel nostro ultimo articolo, ormai i principali miners sono stati aggiornati e supportano il nuovo PoW.

Il CryptoNightV8 attua un semplice rimescolamento dei bit (Shuffle) per scoraggiare lo sviluppo di ASIC e penalizzare gli FPGA. Nel CryptoNightV7 viene già attuato lo shuffle dei bit, ma nel nuovo PoW si passerà da 16 byte a 64 byte rimescolati, rendendo dunque il CryptonightV8 quattro volte più esoso in termini di banda di memoria utilizzata. Gli FPGA dunque, diverranno quattro volte più lenti nell’hashing su CryptoNightV8. Le prestazioni delle CPU e GPU invece, dovrebbero subire variazione minime, eccetto per i modelli più vecchi o con poca bandwidth disponibile, dove si potrebbe notare un lieve calo di hashrate (da verificare). 

 

Cambiando PoW con cadenza semestrale Monero continuerà la propria lotta contro gli ASIC e l’hardware specializzato. L’obbiettivo del team infatti, è rendere il più decentralizzato possibile il potere di hash della rete e consentire a chiunque di contribuire alla sicurezza del network tramite hardware comune e ben diffuso, come CPU e GPU.

RingSize ad 11

La terza novità del fork riguarderà l’aumento della RingSize minima delle transazioni. Infatti, dopo il fork, tutti dovranno utilizzare la dimensione 11 come parametro della RingSize. In questo modo, le transazioni verranno uniformate ed aumenterà ulteriormente il livello di privacy. Per chi non lo sapesse, la RingSize è, in parole povere, il numero di partecipanti all’interno del meccanismo di verifica delle Ring signature. Esso prevede che tutte le transazioni vengano firmate a nome del gruppo di appartenenza (anello).

In questo modo, durante il processo di verifica, risulta praticamente impossibile risalire al creatore originale di una transazione, in quanto tutte le firme degli appartenenti al gruppo sono fra loro indistinguibili. Il destinatario della transazione sarà l’unico in grado di riscuotere il trasferimento, sfruttando la chiave privata ed il concetto matematico di immagine – quest’ultima pubblica invece – associata ad essa.

Impostando la RingSize di default ad 11 dunque, migliorerà la privacy delle transazioni di tutti gli utenti.

Aggiornate i vostri nodi, wallet e miner

In vista del fork che avverrà domani (QUI il countdown), tutti gli utenti sono invitati ad aggiornare i propri nodi, client, miner e wallet. Trovate le nuove release software dei vari tool nella pagina ufficiale del sito Monero: DOWNLOADS.

Per il momento non ci sono altri dettagli. Vi aggiorneremo non appena avverrà il fork, così da valutare l’effettivo calo dell’hashrate.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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