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Quanto costa far crollare (temporaneamente) il prezzo di Bitcoin su un exchange?

In un recente studio si è tentato di stimare la spesa necessaria – in quantità di Bitcoin – per far scendere vertiginosamente il prezzo di Bitcoin all’interno di un exchange. Naturalmente si tratta di stime che dipendono da numerosi fattori, fra cui il prezzo target a cui si vuol far scendere BTC, il numero e volume degli ordini presenti sull’exchange selezionato, l’eventuale presenza di ordini nascosti ed anche la reazione del mercato. L’analisi è stata effettuata in seguito al comportamene dei mercati dell’ultimo periodo, così da valutare le mosse degli speculatori. Vediamo cosa è emerso.

I repentini crolli degli ultimi mesi

La motivazione alla base della domanda di apertura sorge guardando i grafici dei mercati nelle ultime settimane, quando in più occasioni vi sono stati rapidi dump della moneta, dovuti a delle veloci ma efficaci manipolazioni del mercato tramite ingenti sell-off. Lo scorso 10 Ottobre infatti, più precisamente fra le 8PM e le 9PM del fuso orario americano, il mercato ha visto un ingente calo del prezzo dei Bitcoin. Su Coinbase, il prezzo di BTC è crollato da 6.500 dollari a poco più di 6.000 dollari in pochi minuti. Questo calo del 7% è però stato parzialmente rimarginato in poco tempo, dato che dopo pochi minuti il prezzo della criptovaluta è tornato a stabilizzarsi intorno ai 6.200 Dollari.

Andando a ritroso nel tempo, troviamo tanti dump affini nel corso del mese di Settembre, quando in almeno tre diverse occasioni si sono avuti dei “flash crash” del prezzo di Bitcoin e, di conseguenza, di tutte le altre criptovalute.

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Tutti questi eventi sono stati caratterizzati da un importante vendita di Bitcoin al prezzo di mercato, con un conseguente calo del valore della moneta nell’ordine del 5-10% in pochi minuti. Inutile dire che queste ingenti vendite sono attuate da un ente, una persona o un gruppo di persone.

Questi brusche vendite hanno effetti ben più marcati rispetto allo scorso gennaio. Infatti, il volume di scambi di Bitcoin registrati lo scorso 10 ottobre 2018 è stato di circa 3,8 miliardi di dollari. Al contrario, il volume medio giornaliero registrato lo scorso Gennaio si attestava attorno i 24 miliardi di dollari. Si tratta di una riduzione prossima all’84%, motivo per cui grossi ordini di vendita o acquisto ad oggi hanno effetti significativi rispetto allo scorso gennaio.

L’order book di Coinbase

Per effettuare lo studio ed analizzare dunque il costo dei dump del prezzo di Bitcoin, si è preso come riferimento l’order book e le statistiche di Coinbase. Naturalmente si tratta di stime realizzate e riferite ai dati dell’exchange relativi alla giornata dell’11 Ottobre. Di conseguenza, sono ipotesi variabili in base ai volumi registrati sugli exchange ma soprattutto in base all’order book.

All’interno dell’order book di un exchange troviamo tutti gli ordini che le persone hanno impostato, sia in vendita che in acquisto. L’order book cambia continuamente, dato che i trader eseguono nuovi ordini (offerte o richieste) e gli ordini vengono cancellati o aggiornati. Sull’order book, vengono anche riportate le percentuali 95TH e 75TH. Esse indicano che il 95% o il 75% di tutti gli ordini sono ad un determinato prezzo o ad una cifra inferiore. Ad esempio, guardando il 95TH percentile, si osserva che il 95% di tutti gli ordini di offerta varia tra gli 0,01 e 6.070 dollari.

Sfruttando le API di Coinbase, sono stati analizzati un totale di 14.898 ordini di acquisto (bids) e 16.614 ordini di vendita (asks). Le offerte hanno raggiunto un totale di 42.123.500,44 Dollari, distribuiti in un range di ordini compresi fra gli 0.01 dollari ed il prezzo di mercato attuale. Per quanto riguarda le richieste, sono stati raggiunti un totale di 3,37 miliardi di Dollari, con alcuni Bitcoin impegnati in ordini di vendita ad un prezzo di decine e centinaia di migliaia di dollari.

Il valore maggiore degli ordini di vendita è semplicemente da imputare al fatto che i prezzi degli ordini di acquisto sono impostati a prezzi inferiori al valore di mercato. Per esempio, è stato trovato un ordine di acquisto da 70 BTC ad un prezzo di 0.01 Dollari l’uno.

A tutti questi dati inoltre, vanno aggiunti anche alcuni, seppur pochi, ordini nascosti, non visibili nell’order book.

Quanti BTC servono per un dump di Bitcoin del 7%?

Elencate tutte le ipotesi e condizioni, la prima analisi ha riguardato il costo di un dump del prezzo del 7%. Partendo da una cifra iniziale di 6.214,31 dollari, un calo del 7% comporta una discesa del prezzi di ben 435,00 dollari, con un cifra risultante pari a 5.779,31 dollari.

Per raggiungere tale cifra su Coinbase, qualcuno dovrebbe vendere una quantità di Bitcoin sufficiente ad evadere 5.129 ordini d’offerta. Soddisfare tutti questi ordini significa liquidare un totale di 9.658.386,33 Dollari in Bitcoin. In sostanza dunque, un dump del 7% del prezzo di Bitcoin può essere attuato con meno di 10 milioni di dollari in Bitcoin.

L’aspetto più interessante è che un calo del Bitcoin comporta anche un calo nel valore di molte altre criptovalute, spesso allineante all’andamento del Bitcoin. Pertanto, abbassando il prezzo di Bitcoin, si abbassa significativamente l’intera capitalizzazione di mercato delle criptovalute.

Inoltre, va anche detto che potrebbero essere necessari meno di 10 milioni di dollari, a causa di un vero e proprio effetto a valanga. Infatti, sull’exchange molte persone hanno anche altri tipi di ordini impostati, fra cui gli Stop Loss. Ciò implica che una volta raggiunto un certo prezzo al di sotto del valore di mercato, gli ordini stop loss vengono eseguiti. Quando questi ordini di vendita vengono eseguiti, il prezzo cala ulteriormente. Infine, un repentino calo del prezzo di mercato può comportare un Panic Sell, catalizzando ulteriormente la discesa.

In realtà dunque, per abbassare il prezzo del 7%, lo speculatore avrebbe bisogno di un massimo di 10 milioni di dollari, anche se vanno considerati eventuali ordini nascosti e Limit Order.

E per portare Bitcoin a 1000 dollari?

Naturalmente sono stati studiati vari target di prezzo, riportati nel grafico sottostante. Va detto che gli exchange centralizzati in caso di flash crash possono intervenire sospendendo momentaneamente gli scambi, un po’ come accaduto di recente su Bitstamp. Per cui risulta difficile attuare crolli particolarmente repentini su una sola piattaforma.

Bitcoin BTC Dump

In ogni caso, tra le varie cifre studiate, è stata analizzata anche la soglia dei mille Dollari come target di un ipotetico Dump. In questo caso, è necessario soddisfare e dunque eseguire una serie di ordini di Market Sell per un totale di ben 10.268 Bitcoin. Parliamo dunque ben 65 milioni di Dollari per un dump superiore all’80%, anche se, come detto prima, risulterebbe particolarmente difficile – se non impossibile – attuare un calo del genere su di un solo exchange, visto che entrerebbero in gioco i meccanismi di protezione.

Conclusioni

Come riportato in apertura, lo studio è stato eseguito su un campione di riferimento appartenente all’order book di Coinbase. I numeri stimati dunque, sono fortemente soggetti a variazioni. Tuttavia ci danno un’idea indicativa sulle cifre in ballo durante queste rapide manipolazione di mercato, manipolazioni che, se eseguite su più exchange, si ripercuotono anche sulle altcoin, innescando un calo generale del crypto market.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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