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La normalizzazione dei prezzi: Bitcoin solamente 6 volte più “prezioso” di Ripple

Il prezzo è un indicatore importante per valutare una criptovaluta, ma il più delle volte può essere fuorviante, sopratutto nel caso in cui investitori e traders decidono di mettere a confronto due criptovalute diverse basandosi esclusivamente sul valore economico. Analizziamo insieme un breve confronto fra Bitcoin (BTC) e Ripple (XRP) cercando di normalizzare i prezzi delle due criptovalute.

La circulating supply: un fattore fondamentale

Spesso, diversi progetti basati su blockchain, hanno quantitativi diversi di token circolanti. Come ben sappiamo, Bitcoin possiede una fornitura totale limitata a 21 milioni di BTC, mentre altre criptovalute come ad esempio EOS ha una fornitura totale di quasi 1 miliardo di token. Da questo è facile intuire perché l’utilizzo del prezzo come criterio per prendere decisioni di investimento è a dir poco difettoso e fuorviante.

L’illusione del prezzo e la realtà del valore

Gli investitori più esperti fanno uso di diversi filtri prima di investire in una qualche criptovaluta. Primo fattore da tenere in considerazione è sicuramente la capitalizzazione di mercato, motivo per il quale la maggior parte delle classifiche di criptovalute (come CoinMarketCap) si basa su questo fattore. Dando un occhio per l’appunto alle classifiche possiamo notare come i primi 10 posti sono dominati da coin con miliardi di token di circulating supply.

Prendendo come riferimento XRP, IOTA, Tron, Cardano e Stellar possiamo notare come tutte hanno un’elevata capitalizzazione di mercato, ma i loro prezzi sono tutti di pochi centesimi per token. Nessun prezzo di queste criptovalute è superiore al dollaro (per ora).

Secondo alcuni studi proprio il loro prezzo così basso spinge gli investitori meno esperti a puntare su di essi. Bitcoin, d’altronde, con un costo medio superiore ai 6.000 dollari per molti è considerato troppo costoso e fuori mercato.

Per esempio, se il prezzo di Cardano (ADA) dovesse irragionevolmente schizzare a 4 $ per token, la sua capitalizzazione di mercato diventerebbe di gran lunga superiore a quella di Bitcoin.

Bigbit

Come effettuare la normalizzazione per un’equa comparazione fra le coin

Molte delle aziende dietro alle varie criptovalute giocano con la psicologia umana a proprio favore per trarne benefici. Spesso cercano di sfruttando la negligenza di coloro che vogliono investire un basso capitale credendo che un basso prezzo della moneta sia un’ottima soluzione per risparmiare ed avere più token. Dopotutto, la mente umana ha spesso difficoltà ad elaborare numeri molto grandi e mantenendo una supply circulating molto alta, i prezzi dovranno essere chiaramente molto bassi.

Questo fattore psicologico sembra essere così evidente che solamente 15 criptovalute nella top 100 hanno una supply totale di token paragonabile a quella di Bitcoin.

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La formula

Ora, vediamo insieme come effettuare la normalizzazione dei prezzi su due criptovalute per una corretta comparazione delle coin. Prendiamo ad esempio Bitcoin (BTC) e Ripple (XRP).

Applicando la semplice formula:

Prezzo della criptovaluta X normalizzato = (Prezzo di X) * (Circulating supply di X) / (Circulating supply di Y), dove X e Y sono le due criptovalute che volete analizzare.

Il prezzo normalizzato di Bitcoin basato sull’offerta circolante di XRP sarebbe di “solo” 2,72 $, infatti  (6286 * 17319850/39997634397 ) =  2,72.

Considerato il prezzo attuale di Ripple di circa 0,42 $ risulta che bitcoin è solamente 6,5 volte più “prezioso” di XRP una volta normalizzato.

Potete utilizzare la stessa formula per calcolare i prezzi normalizzati per qualsiasi coppia di token.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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