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Protocollo EOS21: passare i token ERC20 da Ethereum a EOS diventa possibile

Non troppo tempo fa abbiamo visto come il numero di dApps ed utenti attivi sulla piattaforma di EOS sta crescendo in maniera piuttosto repentina, arrivando anche a superare Ethereum in termini di utilizzo in alcuni frangenti.

Nei giorni scorsi è stato annunciato un nuovo interessante strumento, rivolto agli sviluppatori che intendono trasportare i loro Token ERC20 dalla blockchain di Ethereum alla piattaforma di EOS. Tale soluzione, denominata EOS21 Protocol, è un protocollo open-source primo nel suo genere che consente uno spostamento cross-chain dei token ERC20 da Etherereum e EOS senza soluzione di continuità.

EOS21 è stato ideato dal co-fondatore di shEOS Crystal Rose e sviluppato da un team di developer esperti guidati dal Tech Leader Ben Sigman. Vediamo meglio come funziona.

Protocollo EOS21: passare i token ERC20 da Ethereum a EOS diventa possibile

Di solito, lo swap da Ethereum ad EOS dei token ERC20 è possibile creando uno “snapshot” – letteralmente fotografia – dei vecchi gettoni sulla blockchain di ETH. Tale metodo è già stato utilizzato in passato per vari Airdrop ed anche per il passaggio dei token ERC20 di EOS sulla soluzione proprietaria.

Sfruttando lo snapshot, chi organizza gli airdrop può inviare ai vari wallet degli utenti presenti sulle blockchain di Ethereum, EOS o altre piattaforme, dei gettoni, magari selezionando i destinatari in base ad una serie di requisiti, quali un certo bilancio oppure la necessità di aver eseguito almeno una transazione, e così via. Tuttavia, dopo il passaggio, è necessario congelare o rendere i token non fungibili sulla blockchain di Ethereum, proprio come accaduto con lo swap da ETH ad EOS. Tale opzione di pausa/scadenza dei token va però inserita nello Smart Contract.

Con il protocollo EOS21, shEOS sta lavorando ad una soluzione migliore, destinata anche ai contratti ERC20 che non hanno una funzione di pausa/scadenza integrata. In questo modo, sarà possibile swappare anche tali token su un’altra blockchain. Questa opzione, chiamata dal team “teletrasporto“, creerà un token sulla blockchain destinataria bloccando al contempo il gettone sulla vecchia catena.

Come funziona?

Tale soluzione sfrutta tre “dimensioni”:

  • La prima dimensione si trova sulla blockchain sorgente, dunque quella di Ethereum. Sulla blockchain di ETH c’è un contratto definito Blackhole (Buco Nero) che si occupa dell’assorbimento dei token ERC20 e del recupero delle informazioni relative all’account destinatario. Tali informazioni consistono nel nome del conto EOS o in una chiave pubblica. In quest’ultimo caso però, l’oracolo deve essere modificato per consentire la creazione di un account EOS all’utente.
  • La seconda dimensione è il programma Oracle, che viene eseguito off-chain per controllare le transazioni ETH ed autorizzare la distribuzione dei token sulla blockchain di EOS. In una versione futura di questo protocollo, Oracle potrebbe venir eseguito direttamente su EOS.
  • Infine, la terza dimensione è la blockchain di destinazione, ovvero EOS. Su di essa vi è un contratto che si occupa della distribuzione dei token all’account del destinatario.

Il contratto Blackhole svolge quindi due funzioni: viene autorizzato a ricevere il token Y su Ethereum ed a recuperare le informazioni sull’account EOS destinatario tramite Oracle. Una volta che l’utente invia i token e l’account di destinazione al Blackhole, gli ERC20 diventano non fungibili e dunque vengono teletrasportati all’account di destinazione sulla blockchain di EOS.

Lo sviluppatore può scegliere se inviare i token ERC20 ad un indirizzo 0X000, effettuando dunque un burn dei gettoni, oppure di  tenerli nel contratto Blackhole.

Il team inoltre, sta lavorando al passo successivo, ovvero consentire uno swap in entrambi i sensi. Per una descrizione tecnica completa del progetto vi rimandiamo al sito ufficiale: shEOS.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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