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Bitcoin (BTC) scende ancora. Ma le “Balene” sono davvero responsabili?

Bitcoin (BTC) si è finalmente mosso, anche se lo ha fatto nella direzione che nessuno di noi sperava. Nel mondo delle criptovalute, le misteriose “Balene (organizzazioni o individui che possiedono grandi quantità di valute digitali) sono da tempo fonte di manipolazione, speculazione e FUD. Tuttavia, nuove ricerche fanno luce sull’identità di queste balene e sul loro impatto reale nel mercato delle criptovalute.

Uno studio condotto da Chainalysis ha esaminato le 32 più grandi “Whales che possiedono poco più di un milione di Bitcoin (BTC). La balena più piccola ne possiede circa 12.000 (75 milioni di dollari), mentre la più grande ne conserva oltre 85.000 (541 milioni di dollari).

Nonostante Bitcoin (BTC) stia perdendo anche oggi circa il 5%, la ricerca presa in considerazione mostra che la colpa potrebbe non essere legata a queste Whales.

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Le 4 categorie

Come mostra il grafico, l’azienda le ha classificate suddividendole in 4 categorie. Una di queste categorie, la “Criminal Whales” comprende tre persone (o gruppi di persone) le quali hanno fatto fortuna tanto tempo fa, quando Bitcoin era conosciuto solamente per la possibilità di condurre transazioni illegali su Internet. Chainalysis sospetta che una di loro sia attualmente in prigione e che il totale dei Bitcoin posseduti ammonti a circa 790 milioni di dollari.

Per gli investitori, tuttavia, la categoria più intrigante è rappresentata dalle 9 “Trader Whales” che sono entrate nel mercato del Bitcoin (BTC) nel 2017 e che hanno attivamente acquistato e venduto la criptovaluta numero uno al mondo. Secondo l’economista di Chainalysis, Kim Grauer, contrariamente alla percezione popolare, questo tipo di balene rappresenta una larga fetta di acquirenti e non di venditori. Quando il prezzo di Bitcoin crolla, non vi è alcuna prova che siano loro ad agire speculando.

Ciò elimina il sospetto e la convinzione di tante persone che le balene stiano manipolando i prezzi. Le scoperte di Chainalysis sulle “Trader Whales”, tre delle quali si occupano solo del mercato asiatico, evidenziano anche come siano relativamente poche. Grauer dice che molti wallet di Bitcoin che appaiono sulle “rich list” di internet e che sono fonte di intense speculazioni da parte di dilettanti, non sono affatto le cosiddette whales. Si tratta per lo più dei conti relativi agli exchange e ad altre istituzioni commerciali che accumulano moneta digitale nel corso delle loro operazioni finanziarie.

Le altre due categorie di balene non hanno la stessa presenza sul mercato di quelle appena citate. Le “Miner Whales” sono individui che hanno accumulato grandi quantità di Bitcoin (BTC) in un momento in cui era facile, e poco costoso, da minare (anche se alcuni di loro potrebbero averli ricevuti con mezzi differenti dal mining). Chainalysis sostiene che di rado questi miners tendono ad holdare a lungo termine. Stiamo parlando di 15 persone per un totale di 332.000 Bitcoin (BTC), circa 2 miliardi di dollari.

Le cinque “Lost Whales” sono persone che hanno accumulato grandi quantità di Bitcoin in principio e, basandosi su una totale mancanza di attività dei relativi wallet, sono probabilmente decedute o hanno perso la chiave privata dei wallet per sempre. Parliamo di circa 212.000 Bitcoin (BTC), una cifra equivalente a 1.3 miliardi di dollari.

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Per identificare queste whales all’interno della ricerca, Chainalysis non ha semplicemente guardato i wallet con grandi quantità di Bitcoin. Ha invece applicato quella che definisce “co-spend analysis”, che consente di identificare gruppi di wallet che sembrano appartenere allo stesso individuo.

Tuttavia la stessa società afferma che c’è la possibilità che alcuni individui siano così subdoli da aver evitato questo tipo di rilevamento attraverso diverse metodologie.

E Satoshi Nakamoto?

La cosa più interessante che si può notare è che non viene inclusa la più grande balena di tutti: Satoshi Nakamoto, il fondatore di Bitcoin (BTC). La fortuna di Satoshi, sparsa su molti wallet, ammonta a più di un milione di Bitcoin, che Chainalysis presume essere persa per sempre.

Il ruolo delle balene nel mercato delle criptovalute può essere sopravvalutato. Le prime 32 controllano circa il 6% di tutti i Bitcoin, ma tale cifra scende al 4,6% quando vengono presi in considerazione quelli perduti. Cosa ancora più importante, solo una minoranza di queste balene sono regolarmente attive nel mercato e, quando lo sono, sembrano comportarsi in maniera da supportare il valore a lungo termine di Bitcoin, piuttosto che a speculare sull’andamento del suo valore.

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Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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