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La top 10 dei paesi più “crypto-friendly” del mondo

L’adozione della blockchain, delle criptovalute e degli exchange associati ad esse è aumentata negli ultimi anni, tuttavia esiste uno squilibrio territoriale e politico che interessa ogni nazione, dal Giappone alle Mauritius.

Alcuni governi abbracciano la tecnologia blockchain e le criptovalute, altri sono neutrali mentre non pochi stanno perseguendo la strada di un restringente divieto. Come risultato di questa disparità, ci sono paesi che stanno contribuendo enormemente all’adozione e allo sviluppo di questo “nuovo” mercato.

La top 10 dei paesi più “friendly” nell’adozione delle criptovalute

Malta

Malta attira le grandi aziende legate alle criptovalute e alla tecnologia blockchain sulla propria isola realizzando piani e regolamentazioni compatibili con le esigenze dei clienti. Inoltre, la nazione ha recentemente lanciato una borsa di studio DLT (Distribuited Ledger Technology) per gli studenti, diventando così uno tra gli ambienti più favorevoli per quella tipologia di start-up.

Svizzera

La Svizzera è uno dei principali cripto-hub al giorno d’oggi e viene spesso definita la capitale europea della tecnologia blockchain. Una delle sue città, Zurigo, è ampiamente conosciuta come la “cripto valley” perché le principali imprese, che trattano di criptovalute, hanno sede in quella zona. Non dimentichiamo che la maggior parte dei progetti di sviluppo blockchain provengono proprio dalla svizzera.

Estonia

L’Estonia è uno dei luoghi più attraenti per le start-up blockchain da quando la nazione ha introdotto l’iniziativa e-residency. Questo passo avanti consente agli imprenditori, nell’ambito delle criptovalute, di diventare cittadini “virtuali” dell’Estonia. In quanto tali, hanno diritto a diversi incentivi fiscali. Inoltre, l’Estonia ha già in programma di lanciare una propria moneta che, con molta fantasia, si chiamerà Estocoins.

Gibilterra

La Gibilterra implementa regolamentazioni e politiche davvero allettanti per il genere di imprese dedite a blockchain e criptovalute. Oltre a tutto ciò, la nazione fornisce un regime fiscale incentivato per questa tipologia di aziende. Di recente, la Gibilterra ha creato un exchange per le criptovalute chiamato GBX e ha introdotto un quadro normativo per le ICO (Initial Coin Offering).

Giappone

L’anno scorso il Giappone è stato testimone di un boom di attività dedite alle criptovalute, dopo che la Cina ha praticamente vietato questo genere di attività all’interno del proprio Paese. In risposta a ciò, il governo giapponese ha implementato una serie di regolamentazioni per le imprese, in particolare per gli exchange di criptovalute. Il framework, che è stato aggiornato di recente, richiede a questi exchange dei sistemi di sicurezza all’avanguardia e politiche anti-riciclaggio.

Singapore

Singapore ospita migliaia di start-up blockchain. Una realtà del genere è stata possibile grazie al suo impegno nello sviluppo e nell’implementazione di questa tecnologia. Inoltre, non vi sono restrizioni alle attività che hanno a che fare con le criptovalute. Tuttavia, il primo ministro di Singapore sta lavorando per sbarazzarsi della piaga che concerne tutte quelle attività crypto-scam presenti nel paese.

Bermuda

Le Bermuda sono protagoniste dell’enorme quantità di attività che si stanno espandendo sempre di più nel paese, poiché c’è la consapevolezza che i favolosi incentivi fiscali possano favorire tutti quanti. Tutto questo ha portato il governo a rilasciare un documento che incoraggia le start-up blockchain a rispettare le regolamentazioni esistenti. Inoltre, le Bermuda ospiteranno prossimamente il “centro di conformità di Binance” e anche un nuovo exchange.

Slovenia

La Slovenia è una delle località più attraenti per Ico e per start-up blockchain poiché il governo ha istituito quadri normativi favorevoli. Non a caso, è interessante notare che in una delle sue città si erige un monumento al Bitcoin (BTC).

Biellorussia

L’anno scorso, la Bielorussia è diventata la prima nazione a legalizzare le ICO e le criptovalute. Pertanto, le aziende cripto-related hanno scelto la Bielorussia come “casa” dal momento che le regolamentazioni presenti nel paese supportano a pieno tutto questo genere di attività. Fino al 2023, inoltre, ogni servizio relativo al trading delle criptovalute sarà esente da tassazione.

Mauritius

Le Mauritius non sono solo un paradiso terreno, ma anche fiscale. Hanno da poco lanciato una sandbox che aiuterà le aziende a testare i loro prodotti e i loro servizi relativi alle criptovalute. Tuttavia, nelle Mauritius non sono regolamentate le ICO, a meno che non si tratti di security tokens. Per questo, nell’Oceano Indiano c’è stata un’esplosione di attività legate alla blockchain.

E l’Italia?

L’Italia resta fuori da questa lista, come tanti altri paesi nel mondo, anche se le cose sembra si stiano muovendo (leggermente): le recenti dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio riguardo alla tecnologia Blockchain e alle criptovalute lasciano ben sperare, politica a parte.

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La più grande community italiana dedicata alle criptovalute: Italian Crypto Club (ICC)

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Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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