In Evidenza Mining Mining Wiki

CPU AMD Ryzen, ThreadRipper ed Epyc: che prestazioni hanno nel mining?

Negli ultimi due anni abbiamo assistito al riscatto di AMD nel settore delle CPU, grazie al debutto delle soluzioni AMD Ryzen nel mercato desktop, ThreadRipper nel settore HighEnd ed Epyc nei server. Parliamo di processori che hanno introdotto un grande salto prestazionale pur mantenendo prezzi competitivi, visto l’elevato numero di core che tali soluzioni portano con sé.

Infatti, se fino all’inizio del 2016 erano le soluzioni quad-core (i7 7700K docet) a farla da padrone, con il debutto dei Ryzen 7 1700 e Ryzen 5 1600, rispettivamente dotati di 8 e 6 core con HyperThreading, si è assistito quasi ad un raddoppio delle prestazioni nel multi-thread a parità di prezzo. Una manna dal cielo per i “Content Creators”.

Per non parlare poi della fascia HEDT, dove AMD con ThreadRipper ha portato i 16 core a cifre inferiori ai mille euro. Un notevole salto in avanti! Ovviamente anche il mercato server ha beneficiato di tale soluzioni. Con il debutto dei processori AMD Epyc infatti, sono arrivate le prime soluzioni da 32 core e 64 thread ad un prezzo pari praticamente ad un terzo della cifra richiesta dalle soluzioni Intel affini.

Un altro passo in avanti per il consumatore è arrivato nel 2018, dove abbiamo assistito ad un ulteriore calo dei prezzi. Il nuovo top di gamma Ryzen 7 2700X di seconda generazione infatti, ha debuttato ad un prezzo di 349 dollari, ben inferiore ai 499 del “vecchio” 1800X, nonostante offra prestazioni superiori.

CPU AMD Ryzen, ThreadRipper ed Epyc: conviene minare nei momenti di inutilizzo?

Complici i prezzi più contenuti, uniti alle necessità di realizzare workstation da utilizzare in contesti lavorativi, diversi appassionati di hardware e PC hanno deciso di sfruttare i processori AMD Ryzen anche nel mining. Ovviamente si tratta di uno sfruttamento “accessorio”, visti i costi, ma utile per  monetizzare il proprio computer durante le ore di inutilizzo.

Inoltre, con l’arrivo delle schede madri destinate al mining in grado di supportare le nuove CPU AMD, c’è anche chi ha pensato bene di abbinare un processore octa-core Ryzen ad un sistema costituito da sei, otto o più GPU, in modo da strappare fino all’ultimo hash alla macchina.

Partiamo dalla semplice premessa che ad oggi, ma anche nei mesi scorsi, comprare appositamente una soluzione AMD Ryzen per minare non conviene, non tanto per la resa ma per il costo della piattaforma. Chi però ne è già in possesso o deve realizzare un macchina da lavoro potente, può pensare di usare il proprio sistema nelle ore morte o notturne per minare.

Perché proprio il CryptoNight?

L’algoritmo più performante – fra quelli a me noti – su tali processori è il CryptoNight. Il motivo è abbastanza semplice. Come infatti abbiamo avuto modo di vedere nel nostro approfondimento dedicato, il CryptoNight è una funzione strettamente vincolata alla memoria (memory hard), in questo caso alla memoria Cache di terzo livello delle CPU in quanto incentrata sulla latenza. Tale vincolo è stato imposto per rendere il CryptoNight poco efficiente su sistemi quali GPU ed FPGA, ma sopratutto ASIC.

L’algoritmo CryptoNight esegue come primo processo l’inizializzazione di uno Scratchpad, ovvero un’area di memoria utilizzata per conservare i dati utilizzati nell’elaborazione. Le dimensioni dello scratchpad del CryptoNight di Monero sono di circa 2 MB per ogni istanza. Proprio per questo motivo, durante l’esecuzione si ottengono maggiori prestazioni su processori aventi ingenti quantità di cache. Per massimizzare le prestazioni per istanza, è consigliato avere almeno 2 MB di cache per thread.

L’importanza della cache ed i test dell’AMD Epyc 7351P

I processori AMD Ryzen, in particolare le soluzioni ThreadRipper e Epyc, complice l’architettura ZEN, offrono ingenti quantità di cache di terzo livello. Nello specifico, abbiamo proprio 2 MB di cache per Core anche in processori con 16, 24 e 32 Core. Al contrario, sui top di gamma Intel, per esempio l’i9 7980XE da 18 core, troviamo meno di 1.5 MB di cache L3 per core. Va poi considerato che queste soluzioni offrono il Simultaneus MultiThreading, raddoppiando praticamente il numero di thread logici disponibili.

Non è un caso infatti, che facendo una comparativa tra l’AMD ThreadRipper 1950X da 16 core e 32 thread con 32MB di cache e l’AMD Epyc 7351P sempre da 16 core ma con il doppio di cache, quest’ultimo, nonostante il clock ben inferiore, ottenga prestazioni superiori nel mining, consumando addirittura meno, stando ai test di ServeTheHome.

CPU AMD ThreadRipper Epyc Mining

Il ThreadRipper 1950X infatti, ad oggi superato dal recente 2950X, opera ad una frequenza di base di 3.4 GHz su tutti i core, frequenza che sale in boost all core a 3.6 GHz ed in single core a 4.2 GHz grazie ad XFR. L’Epyc 7351P, disponibile anche in versione Dual-Socket, opera invece ad un base clock di 2.4 GHz, che in turbo all core sale a 2.9 GHz. Ciò consente di avere un TDP di 155 Watt, inferiore ai 180 Watt del ThreadRipper 1950X/2950X. Molto interessanti anche i prezzi, pari a circa 850-900 euro per i ThreadRipper ed a 750 dollari per l’Epyc 7351P.

Osservando i test dunque, possiamo notare come l’algoritmo CryptoNight prediliga l’abbondanza della cache, garantendo un discreto vantaggio prestazionale nonostante il clock inferiore di 700 MHz (-20%). Ancor più interessante l’uso di una configurazione Dual Socket di Epyc 7351, in grado di ottenere alla frequenza stock ben 3.1-3.2 KH/s con un consumo prossimo ai 300-310 Watt.

Portando la CPU alla ragionevole frequenza di 3.3-3.4 GHz per core tramite Overclock (occorre trovare il BIOS che lo permetta), probabilmente si dovrebbero sfiorare i 1800 H/s, con consumi accettabili. Infatti, pare che lo sweet spot dell’efficienza di Ryzen e proprio attorno i 3.4 GHz. Un sistema dual socket di 7351 dunque, arriverebbe ad un hashrate di ben 3.5-3.6 KH/s con un consumo non troppo distante dai 350 Watt.

CPU AMD ThreadRipper Epyc Mining

Si tratta di una soluzione davvero efficiente nel mercato delle CPU, in quanto sfruttando due Epyc 7601 a 32 Core si ottengono circa 3.7-3.8 KH/s ma con un consumo prossimo ai 360-380 Watt. In questo caso però, il costo è assai salato, visto che passiamo dai 1200 Dollari dell’Epyc 7351 Dual, agli oltre 4000 dei 7601 e 7551 32 core. 

AMD ThreadRipper 1920X: il miglior rapporto prezzo/hashrate e prestazioni

Tornando nel mondo HEDT senza scomodare la fascia server visti i prezzi proibitivi della piattaforma, anche le soluzioni AMD ThreadRipper offrono buone performance. Nel dettaglio, il ThreadRipper 1920X è quello che offre il miglior rapporto prezzo/prestazioni in termini di hash power. Un po’ come visto prima con il 7351, anche il 1920X gode di cache in abbondanza. Troviamo infatti 32MB di cache di terzo livello per 12 core fisici e 24 thread. Sono più di 2.5 MB di memoria per core, più dei 2 MB disponibile sul 1950X.

CPU AMD ThreadRipper Epyc Mining

Proprio per questo motivo, un 1920X riesce ad ottenere un hashrate nel CryptoNight prossimo ai 900-1000 H/s a frequenze default, mentre con un po’ di overclock ed ottimizzazioni, alcuni utenti hanno raggiunto i 1200 H/s. Interessanti anche i consumi, pari a 170-180 Watt circa per l’intero sistema. L’aspetto più interessante di questo processore è che viene ormai venduto a circa 400-450 euro. Ciò lo rende molto interessante per realizzare una workstation molto performante nel multi-thread senza spendere cifre esagerate. Se poi ci aggiungiamo le ottime prestazioni nel mining … beh, sapete come recuperare qualche spicciolo la notte quando avete il computer fermo.

Il ThreadRipper 1950X ed il nuovo 2950X invece, consentono di ottenere un hashrate compreso fra i 1100 ed i 1300 H/s, con un consumo prossimo ai 200 Watt. In questo caso però sale il prezzo, che passa a circa 800-900 euro.

AMD Ryzen 7 1700: un altro best buy

Passando alla fascia mainstream, ovvero alle soluzioni Ryzen, troviamo il Ryzen R7 1700, utilizzabile anche sulle schede madri AM4 munite di diversi slot per inserire più schede video. Potrete dunque realizzare un Mining Rig CryptoNight in cui anche la CPU da il suo contributo, oltre a gestire i miner delle GPU.

Nel caso decidiate di optare per una soluzione del genere, sappiate che il Ryzen 7 1700 ormai si trova ad un prezzo davvero contenuto. Nuovo infatti, è facilmente reperibile a 210 euro, mentre usato lo si può trovare a 150 euro, se non a meno. Out-of-the box, un Ryzen 7 1700 octa-core funzionante a 3.2 GHz all core, consente di ottenere un hashrate compreso tra i 450-500 H/s, con un consumo davvero parco. Si parla di circa 40 Watt per la sola CPU. Tramite Overclock, si può arrivare anche a 600 H/s ed oltre, con un assorbimento di energia prossimo ai 50-55 Watt. Valori interessanti, che in un mining rig con diverse GPU fanno comunque brodo.

AMD ThreadRipper 2990WX & 2970WX

Lo scorso Agosto AMD ha lanciato i ThreadRipper di seconda generazione, fra cui il 2970WX ed il mostro da 32 core 2990WX. Al momento ci sono pochi test circolanti in rete, se non alcuni benchmark di BitsBeTrippin, che ha testato proprio il Threadripper da 32 core.

I risultati ottenuti sono buoni, visto che si parla di 2250 H/s con impostazioni di fabbrica. Con un po’ di Overclock limitato, si può arrivare ad oltre 2500 H/s, secondo le dichiarazioni dell’utente. Il tutto con consumi vicini ai 250-260 Watt per l’intero sistema. Valori buoni, anche se il costo di tale CPU è decisamente proibitivo. Parliamo infatti di oltre 1800 Dollari. Tuttavia, per chi si ritrova a realizzare una workstation con questa CPU, sfruttare tutti quei core per minare nelle ore morte non è una cattiva idea.

Il fratello 2970WX potrebbe essere una soluzione ancora più interessante. Costa meno, circa 1300 dollari, ed offre 24 core con 48 thread, pur mantenendo la medesima cache L3 del flagship. Il che vuol dire, come visto con il 1920X e l’Epyc 7351, che abbiamo un maggior quantitativo di cache per core.

Al momento il prodotto non è ancora stato rilasciato, ma è altamente probabile, visti i test del 1920X, che anche il 2970WX riesca ad ottenere prestazioni molto simili al 2990WX, pur avendo otto core in meno. E’ abbastanza realistico stimare un hashrate prossimo o superiore ai 2 KH/s con frequenze stock, complice sia la cache più abbondante che il clock maggiore. Anche i consumi dovrebbero essere inferiori al ThreadRipper 2990WX. Giusto per fare un paragone, il fratello gemello Epyc 7401 da 24 core funzionante a 2.8 GHz su tutti i core, è in grado di ottenere un hashrate di 1.7-1.8 KH/s con un consumo dell’intero sistema di 220 Watt. Il rilascio è atteso il prossimo 29 Ottobre. Vedremo se qualcuno posterà qualche test nel mining.

Conviene dunque minare con le CPU AMD?

Dopo aver visto una carrellata di test presi dai vari forum ed utenti smanettoni del web e della community Monero, dato l’algoritmo CryptoNight, possiamo dire che i processori AMD offrono ottime prestazioni nel mining. Sul fronte efficienza, non siamo troppo lontani dalle migliori schede video per minare. Fra esse cito la Rx Vega 64, in grado di ottenere 2+ KH/s su Monero con circa 160-170 Watt di assorbimento energetico. D’altronde la natura dell’algoritmo CryptoNight premia le CPU, specie quelle con tanta cache come i nuovi Ryzen.

Nonostante ciò, siamo al solito discorso fatto inizialmente. Comprare un ThreadRipper o un Epyc esclusivamente per minare non ha senso, così come non aveva senso lo scorso gennaio, nonostante rendesse più di tre euro al giorno. Tuttavia per chi sta realizzando una build destinata al rendering o un PC per usi multi-task intensivi, può essere un fattore da considerare per recuperare una minima parte del proprio investimento lasciando minare il computer durante le ore di inutilizzo o usi leggeri, vista la bassa potenza computazionale richiesta dal CryptoNight, incentrato piuttosto sull’uso intensivo della cache.

Molte persone – me compreso – spesso non spengono mai il PC. Nel caso di un ThreadRipper, un sistema basato su tale CPU con in esecuzione un’istanza di BitTorrent o in IDLE, consuma quasi 90-100 Watt ora. Nel mining, abbiamo visto che si può arrivare a 180-200 Watt a seconda del modello di CPU e di eventuali OC. Parliamo di consumi contenuti nel complesso, ma visto che il sistema a vuoto ha comunque un suo assorbimento di energia per le varie componenti, perché non sfruttare anche la CPU nel mining? Questo discorso trova piede anche quando si realizza mining Rig con più GPU, dove CPU, Mobo e RAM hanno comunque un consumo energetico di base sempre presente (sicuramente di molto inferiore al caso di TR), per cui potrebbe essere interessante sfruttare anche un economico Ryzen R7 1700 usato per minare con la CPU oltre alle schede grafiche.

Ovviamente ognuno deve fare le proprie valutazioni. In questo articolo abbiamo solo visto le prestazioni offerte dai processori AMD con le opportune ottimizzazioni.

cripto

Vi invitiamo a seguirci sul nostro canale Telegram ed anche sul gruppo ufficiale Telegram, dove sarà possibile discutere insieme delle notizie e dell’andamento del mercato, sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter.


La più grande community italiana dedicata alle criptovalute: Italian Crypto Club (ICC)

Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
Follow Me:

Related Posts

Rispondi