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Il recente Bug di Bitcoin è stato sfruttato su PigeonCoin per creare 235 milioni di monete

Nei giorni scorsi, vi abbiamo riportato dell’importante falla di sicurezza trovata da uno sviluppatore di Bitcoin Cash nel principale Client di Bitcoin, ovvero Bitcoin Core. Tale Bug, subito risolto con il tempestivo rilascio della release di Bitcoin Core (0.16.3 e 0.17), era ed è tutt’ora presente sulle vecchie versioni comprese tra la 0.14.0 e la 0.16.2. Ma c’è di più. Infatti, come conseguenza di tale vulnerabilità, è possibile letteralmente creare monete a proprio piacimento. Proprio per questo motivo il baco è stato tenuto inizialmente segreto.

Dal momento però che tantissime criptovalute presenti sul mercato sfruttano il software Open Source di Bitcoin, ecco che una delle tante monete, ovvero PigeonCoin, è stata coinvolta dal problema. A riportarlo è lo sviluppatore del progetto. Michael Oates ha dichiarato che un minatore è riuscito a sfruttare l’exploit per creare 235 milioni di PigeonCoin, con un valore di 15mila dollari.

Il recente Bug di Bitcoin è stato sfruttato su PigeonCoin per creare 235 milioni di monete

Il bug in questione, se sfruttato, consente di ad un malintenzionato di stampare una quantità di monete desiderate. E’ addirittura possibile superare il limite massimo della supply dichiarata. PigeonCoin è una moneta nota ai minatori più esperti per via dell’algoritmo di mining proprietario, ovvero l’X16S. Tale algoritmo è nato con l’obiettivo di proporre un meccanismo di Proof of Work ASIC Proof.

E’ quindi mirabile solamente dalla schede video. Nonostante ciò, la moneta ha un valore di capitalizzazione così basso che non rientra nemmeno fra le prime mille monete di CoinMarketCap. Con una supply totale di 970 milioni di monete, il malintenzionato è stato in grado di creare una quantità di PigeonCoin pari ad un quarto di tutte le monete circolanti, obbligando l’unico exchange in cui la moneta è listata a sospendere le operazioni.

Lo sviluppatore di PigeonCoin, una volta accortosi del problema, ha subito fixato il bug dell’inflazione, sfruttando la patch pubblicata dagli sviluppatori di Bitcoin, vista la natura Open Source. Ovviamente tutti i nodi hanno dovuto aggiornare la propria release all’ultima versione per correggere il problema. Al momento si stanno monitorando tali monete, per capire le intenzioni del malintenzionato.

PigeonCoin è stato un semplice caso, ma potrebbe succedere anche a tante altre monete, vista la miriade di coin clone che sfruttano i codici sorgenti di Bitcoin. Si tratta di un bug davvero importante che, come sostiene lo sviluppatore Scott Roberts, mette ben in evidenza, complice questo esempio, la gravità e la realtà della vulnerabilità.

Vedremo se si verificheranno problemi affini su altre monete!

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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