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Tutti i numeri del colosso del mining Bitmain

Ormai chi segue il mondo delle criptovalute anche solo da qualche mese a questa parte, è ben consapevole della potenza di Bitmain, un vero e proprio colosso nel settore del mining di criptovalute.

Come vi avevamo riportato mesi fa, nel corso del 2017 Bitmain ha registrato un fatturato pari a 2.5 miliardi di dollari. Nei primi tre mesi del 2018 invece, l’azienda ha registrato inoltre un fatturato pari a 2 miliardi di dollari. Nella giornata di ieri, in vista della IPO, un importante passo per la tanto attesa quotazione alla Borsa di Hong Kong, l’azienda ha pubblicato un documento di 438 pagine con tutte le informazioni dettagliate sulle vendite e sui profitti di Bitmain dal 2015 ad oggi.

Tale documento mostra anche i costi del colosso del mining Bitmain. Costi particolarmente significativi che mettono in evidenza quanto l’azienda stia investendo in vari settori per la crescita sia di sé stessa che di alcuni progetti legati alle criptovalute. Giusto ieri vi abbiamo parlato della stable coin di Circle, in cui è coinvolta anche Bitmain.

Ad oggi Bitmain continua ad essere leader nella produzione e vendita di ASIC dedicati al mining di criptovalute, anche se negli ultimi mesi la concorrenza si è fatta sempre più aggressiva. Tuttavia, pochi giorni fa sono stati presenti i nuovi chip a sette nanometri per i futuri prodotti dell’azienda, con cui Bitmain dovrebbe ritornare il pole position e – forse – recuperare lo scettro del miglior ASIC per il mining. Vedremo.

I dati finanziari di Bitmain

Osservando i dati pubblicati, possiamo notare come l’azienda sia passata da un fatturato di soli 137,3 milioni di dollari nel 2015 agli oltre 2.5 miliardi del 2017. Bitmain ha praticamente registrato un tasso di crescita annuale del 328%. Non solo, stando ai dati, ad oggi l’azienda ha già registrato un fatturato pari a 2,8 miliardi di dollari. Dunque i ricavi della prima metà di quest’anno hanno già superato quelli del 2017.

Bitmain IPO Data Mining

Anche i profitti sono aumentati in poco tempo, passando dai 48,6 milioni di dollari nel 2015 ai 952,6 milioni di dollari nel 2017. Si tratta di un tasso di crescita annuo del 280%. In questo caso però, i profitti per la prima metà del 2018 non hanno ancora superato il valore dello scorso anno, anche se la cifra è praticamente uguale, pari a 952,2 milioni di dollari.

Giusto per fare un paragone, Nvidia, il principale produttore di GPU, ha guadagnato tre miliardi di dollari su di corrispettivo fatturato di 9,7 miliardi di dollari nel corso del 2017. Un altro esempio è sicuramente Intel, che ha guadagnato 9,6 miliardi di dollari su 62,8 miliardi di dollari di fatturato. Ciò ci fa capire quanto i numeri di Bimain siano più importanti e rilevanti di quel che si possa pensare, visto che le aziende confrontate esistono da decenni.

Le fonti degli introiti

Il prospetto pubblicato fornisce anche una visione dettagliata delle fonti di reddito di Bitmain. Com’è lecito aspettarsi, la maggior parte degli introiti di Bitmain derivano dalla vendita degli ASIC per il mining. Tuttavia, emerge come nel corso degli anni i ricavi derivanti dalla vendita siano passati dal 79 percento nel 2015 al 94 percento nella prima metà del 2018.

Bitmain IPO Data Mining

Le altre fonti di reddito riguardano altre linee di business, fra cui il mining proprietario ed i servizi offerte dalle proprie mining pool.

In ogni caso, i ricavi derivanti da ciascun settore sono aumentati e molto probabilmente aumenteranno ulteriormente entro la fine del 2018.

Bigbit

Ai più attenti potrebbe apparire rischioso focalizzare la propria fonte di reddito quasi interamente sulle vendite di ASIC. Anche perché, la domanda di tali prodotti varia con l’andamento del mercato. Proprio per giustificare tale scelta, Bitmain riporta nel prospetto:

“Ci siamo concentrati sullo sviluppo di hardware per il mining anche per monete con diversi algoritmi, così da diventare una delle poche aziende che offrono soluzioni per differenti criptovalute”.

Inoltre, c’è poi la divisione che si occupa della produzione e vendita di chip per la IA, non per forza destinati al mining.

I costi di Bitmain

Come è possibile notare dai dati, appare evidente la marcata differenza fra i ricavi e gli utili. Ciò è da imputare agli alti costi dell’azienda, che, come accennato prima, continua a reinvestire una parte dei propri introiti in vari settori, così da catalizzare la crescita e rimanere competitiva.

L’aumentato dei costi è dovuto anche alle maggiori spese per la ricerca e sviluppo di nuovi ASIC, nonché all’uso degli ultimi processi produttivi più “raffinati”. Essendo poi aumentate significativamente le vendite, si è reso necessario aumentare le linee produttive, di imballaggio e del collaudo degli ASIC. Tutto ciò ha contribuito ad un repentino aumento dei costi.

Bitmain IPO Data Mining

Pensate infatti che si è passati dai 937 milioni di dollari di spese nel 2017 agli 1,5 miliardi di dollari nella prima metà del 2018. Un balzo enorme, che ci indica quanto Bitmain stia investendo per aumentare la produzione e per offrire nuove soluzioni. L’azienda riporta inoltre, in merito ai costi: “l’aumento delle spese è in linea con la crescita aziendale”.

I costi di Bitmain

A differenza delle grandi aziende nominate prima, ovvero Intel, Nvidia ed altre, Bitmain è vulnerabile alle oscillazioni dei mercati delle criptovalute su più fronti.

Se da un lato i ricavi provenienti dalle proprie pool e mining farm si sono rivelati fra la minoranza, non si può di certo dire la medesima cosa dalle vendite degli ASIC. Tali vendite, oltre che ad essere influenzate dall’andamento del mercato come accennato prima, comportano delle entrate sotto forma di criptovalute. Stando ad un precedente report, alla fine di Giugno Bitmain possedeva 886,9 milioni di dollari di Bitcoin, Bitcoin Cash, Ethereum e Litecoin, oltre ad altre monete. Si tratta di più del doppio dei ricavi in valuta FIAT.

Bitmain IPO Data Mining

Come ben sapete però, il trend discendente dei mercati di questo 2018 ha sicuramente influito sugli introiti, che si sono deprezzati in maniera significativa, abbassando dunque i ricavi dell’azienda.

Negli ultimi mesi abbiamo sentito pareri discordanti su Bitmain, con addirittura alcuni rumors su di un possibile fallimento dell’azienda per via dei costi sempre maggiori e per la “difficile” scelta di mantenere un grosso portfolio dei propri introiti in criptovalute.

Inoltre, l’azienda avrebbe di recente perso alcuni dei migliori progettisti di ASIC, passati alla concorrente BitWei, conosciuta per la produzione dei recenti WhatsMiner. Infine, tra le altre voci di corridoio, si ritiene che Bitmain si stia per lanciare in una IPO nel tentativo di rimediare fondi a sufficienza per mantenersi in vita.

Ipotesi estreme ma con un fondo di verità, anche se pare assai improbabile la caduta di un colosso come Bitmain nel breve termine.

Vedremo come andrà a finire.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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