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La pressione economica in Argentina favorisce il Bitcoin (BTC)

L’Argentina non sta vivendo il dolore della crisi finanziaria Venezuelana, ma sta iniziando a sentire una certa pressione economica. Ciò ha portato numerosi investitori a scambiare il Peso (la valuta argentina) con il Bitcoin (BTC), considerato come bene rifugio.

Vediamo le motivazioni di questa migrazione verso la famosa criptovaluta.

Le crisi finanziarie aumentano l’adozione del Bitcoin (BTC)

L’economia argentina si è ridotta del 4% nel secondo trimestre, con il governo del presidente Mauricio Macri che annuncia che si ridurrà ulteriormente del 2,4% quest’anno. Una delle cause del crollo è stata attribuita a una siccità verificatasi all’inizio del 2018 che ha gravemente danneggiato la produzione di soia e mais.

Fausto Spotorno, direttore del Centro per gli studi economici di Buenos Aires, ha osservato che la crisi è dovuta proprio al fallimento delle colture agrarie. Egli ha affermato:

La siccità ha davvero danneggiato la crescita nel trimestre … Il secondo trimestre è il periodo dell’anno in cui raccogliamo soia e mais, ma vi è stato un grande calo della produzione agricola.

Di conseguenza, il valore del peso è diminuito. Ciò ha influito sul morale degli investitori e dei risparmiatori, avvicinandoli di conseguenza al mercato dei Bitcoin.

L’economista e matematico D.H. Taylor scrive:

Gli argentini stanno aumentando di gran numero gli scambi dal peso verso una valuta più forte, come il Bitcoin (BTC).
Lo testimoniano i numeri registrati dai mercati del Bitcoin (BTC), che attestano un vigoroso aumento dei volumi proprio in Argentina. La stabilità offerta dalla moneta digitale è di gran lunga superiore al peso e gli argentini si stanno muovendo rapidamente.

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Il governo argentino ora guarda al Bitcoin con una certa attenzione, mentre l’economia comincia a vacillare e gli sforzi della Banca centrale non hanno più impatto sulla situazione economica. Di conseguenza, la banca centrale potrebbe anche prendere in considerazione l’ipotesi di investire le proprie riserve valutarie in Bitcoin (BTC) e in dollari USA per ottenere una certa stabilità in caso di ulteriore necessità di svalutare il Peso.

Nel maggio di quest’anno, un massiccio selloff del Peso ha costretto il governo a cercare sostegno dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), ricevendo un salvataggio da 50 miliardi di dollari e contributi da un fondo per lavori pubblici, mentre l’inflazione continuava a salire.

Nel frattempo, la domanda di Bitcoin (BTC) è aumentata, con 12 bancomat in giro per la capitale Buenos Aries. In aumento anche l’adozione del Bitcoin (BTC) da parte dei commercianti. Vedremo nei prossimi mesi come evolverà la situazione.

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Salvatore Scorsone

Nato a Palermo nel '98. Studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, da sempre appassionato di arte, tecnologia e di start-up. Da anni seguo il mondo delle criptovalute e del Bitcoin in particolare.

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