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Le top 5 ICO del 2017: che fine hanno fatto oggi?

Nel corso del 2017, le initial coin offering (ICO) hanno raccolto ben 5,6 miliardi di dollari, superando di gran lunga il totale raccolto del 2016, pari ad “appena” 240 milioni di dollari.

Tuttavia, delle prime cinque ICO per importanza terminate nel 2017 (Hdac, Filecoin, Tezos, Bancor e Sirin Labs), quattro di esse hanno offerto un ritorno sull’investimento (ROI) inferiore a uno. Il che significa che i loro investitori sono tecnicamente in perdita sull’investimento effettuato inizialmente.

Vediamo, ad oggi, come procedono i lavori per questi 5 progetti e il loro percorso di maturazione effettuato nell’ultimo anno.

HDAC

hdac ico

La più grande ICO del 2017 è stata Hdac, piattaforma distribuita per l’ Internet of Things (IoT).

La startup con sede in Svizzera è stata fondata da Hyundai (“Hdac” sta per Hyundai Digital Asset Company). Forse per questo la vendita dei token è riuscita a raccogliere circa 258 milioni di dollari in un solo mese.

Sfortunatamente, il valore dei token HDAC è diminuito dell’87% da dicembre (che è approssimativamente in linea con le flessioni subite dalle top coin come Ethereum e Bitcoin Cash).

1 HDAC valeva 0,3410 $ all’inizio dell’ICO, mentre ora vale circa 0,0503 $.

Inoltre i piani di Hdac di rilasciare i rimanenti 12 miliardi di token nei prossimi anni potrebbero provacare un declino ulteriore se la piattaforma Hdac non otterrà un’adozione diffusa.

L’azienda ha infine annunciato a fine agosto una nuova partnership commerciale con la società immobiliare sudcoreana Dream Global.

FILECOIN

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Filecoin è una società con sede negli Stati Uniti che sta costruendo una piattaforma decentralizzata per l’archiviazione dei dati basata su cloud. Dopo aver raccolto un totale di 257 milioni di dollari, al termine della propria ICO un token FIL aveva un valore di ben 5 dollari.

Da allora, come nel caso di Hdac, il valore è sceso a 3,66 $ e il fatto che solo il 10% di tutti i token FIL sia stato reso disponibile nella vendita potrebbe far affondare ulteriormente il valore dei token.

Filecoin prevede inoltre di lanciare ufficialmente la propria piattaforma verso la metà del 2019, anche se il suo ultimo aggiornamento recitava: “le scadenze possono esser soggette a variazioni. Alcune potrebbero arrivare prima o dopo rispetto a quanto inizialmente previsto”.

TEZOS

tezos ico

Tezos è una società che intende lanciare la prima piattaforma blockchain “auto-modificante” al mondo. La sua ICO ha raccolto 232 milioni di dollari nelle prime due settimane dello scorso luglio.

A differenza delle precedenti ICO descritte, il proprio token XTZ è aumentato di valore da allora. All’inizio della ICO, 1 XTZ valeva 0,47 $, mentre ora vale circa 1,31 $. Un significativo aumento di oltre il 160%.

Tezos però ha riscontrato altri tipi di difficoltà nel suo percorso di crescita. Essa infatti è stata coinvolta in una serie di cause legali. Alcuni investitori in ICO hanno affermato di essere stati truffati da Tezos e che la società non avrebbe registrato correttamente i token XTZ alla Securities and Exchange Commission (SEC).

Tezos ha lanciato la sua piattaforma in versione beta il 30 giugno e domani debuttarà la mainnet.

SIRIN LABS

sirinlab ico

La ICO di Sirin Labs è riuscita a raccogliere 158 milioni di dollari, in gran parte grazie al suo piano per la realizzazione di smartphone e computer basati sulla blockchain.

Anche il valore dei token SRN è diminuito di oltre 80% circa dalla fine della vendita, passando da 0,47 $ a 0,076 $ in nove mesi.

Sirin non sembra essersi abbattuta e dovrebbe essere pronta a lanciare il suo primo prodotto: lo smartphone blockchain FINNEY, previsto per novembre. Sarà in competizione con lo smartphone di HTC Exodus che si pone il medesimo obiettivo.

Per un prezzo di circa 1.000 dollari, lo smartphone FINNEY includerà un proprio cripto-wallet hardware e l’integrazione con le dApps di Ethereum. Per tutti i dettagli sullo smartphone vi rimando al nostro articolo dedicato.

BANCORbancor ico

L’ICO di Bancor Network è riuscita a raccogliere 153 milioni di dollari. All’epoca, un token BNT aveva un valore di circa 3,92 dollari, mentre ora si attesta sui 1,35 $, in calo del 65%.

A differenza delle altre ICO di questo articolo, la propria piattaforma di exchange è pienamente operativa. Da sottolineare gli 1,5 miliardi di dollari di volume di scambi accumulati sulla Rete Bancor in poco più di un anno dal lancio.

E voi avete partecipato a qualcuno di questi cinque progetti? Quale pensiate possa essere il loro futuro? Fatecelo sapere con un commento qui sotto oppure nei nostri gruppi social.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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