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Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup e il NYSE si preparano al Bitcoin(BTC) e alle crypto

Sta diventando sempre più difficile per chi osteggia Bitcoin (BTC) fingere che i grandi investitori di Wall Street evitino questo mercato e che non siano interessati nel portare la criptovaluta numero uno ai loro clienti.

Wall Street si prepara ad aprire le sue porte al Bitcoin

Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup e il proprietario della Borsa di New York (NYSE) si stanno tutti preparando a lanciare prodotti e servizi basati sul Bitcoin (BTC) per gli investitori istituzionali.

Goldman, una delle più grandi banche di investimento al mondo, ha dato alle criptovalute un importante impulso all’inizio di questo mese quando il suo Chief Financial Officer, Mark Chavez, ha affermato lo sviluppo di un derivato di Bitcoin (BTC). Ha anche dichiarato che le indiscrezioni secondo cui Goldman stia abbandonando lo sviluppo di un “crypto trading desk” non sarebbero altro che “fake news”.

Parlando alla TechCrunch Disrupt Conference di San Francisco, Chavez ha detto che la banca sta lavorando su dei “no-deliverable forwards”, derivati ​​over the counter (OTC), regolati in dollari USA e con il prezzo di riferimento dettato dagli scambi Bitcoin(BTC)/Dollaro(USD) . Chavez dice che la banca, inoltre, sta pianificando di offrire il derivato di Bitcoin perché è ciò che i clienti desiderano.

Prima di passare alla crittografia e alle criptovalute, la banca stessa ha analizzato le basi del Bitcoin, il suo potenziale di mercato e i cambiamenti comportamentali di una crescente classe di investitori: i Millennial. Goldman ha anche preso atto dell’emergere di smartphone nel mobile banking e nei pagamenti mobili, con le mosse aggressive di Robinhood, Revolut e Coinbase, che hanno tutte strategie, legate alle crypto, a lungo termine.

Anche il gigante bancario Citigroup si sta immergendo nel mondo cripto, secondo diversi rapporti. Il suo punto di vista è un DAR (digital asset receipt), uno strumento che è, forse, il modo più diretto per investire in Bitcoin e criptovalute senza doverli possedere direttamente.

Mentre Wall Street cerca di capire i migliori modi per “finanziare” il Bitcoin e le criptovalute, tenta anche di applicare gli stessi principi che hanno reso i banchieri e gli individui “facoltosi”: fare un ingente reddito passivo riducendo al minimo il rischio.

Business Insider segnala che Citigroup potrebbe avere “svelato” il segreto che sta dietro le criptovalute. Il DAR, che consente agli investitori statunitensi di investire in titoli esteri che si trovano nei mercati regolamentati, si comporta come una ricevuta di deposito americano. In effetti, offre agli investitori di Wall Street un modo per entrare in Bitcoin con meno rischi.

Citigroup annuncia, nel suo ultimo rapporto, anche la prossima trasformazione digitale nel settore bancario, e Citibank sta vagliando l’idea di offrire ai consumatori dei prodotti “crittografici”.

Morgan Stanley è l’ultimo a saltare sul carro, secondo una fonte che ha parlato a Bloomberg:

Gli investitori potranno andare long o short usando i cosiddetti “price return swap”e Morgan Stanley addebiterà uno spread per ogni transazione, riferisce la fonte.

La banca è già tecnicamente pronta per offrire il trading di bitcoin, e dopo il completamento di un processo di approvazione interno, lo lancerà se ci sarà una comprovata domanda da parte dei clienti istituzionali.

bitcoin

Il più grande e audace progetto di crittografia viene dall’Intercontinental Exchange (ICE), proprietario della Borsa di New York. Come riporta Goldman Sachs, le criptovalute rappresentano solo lo 0,3% del PIL mondiale. Sono molte le opportunità per qualsiasi azienda o conglomerato che voglia finanziare Bitcoin e venderlo a Wall Street.

L’ICE ha contattato i partner Microsoft, Starbucks e Boston Consulting Group per lanciare, a Novembre, Bakkt. L’exchange per Bitcoin sarà soggetto ad approvazione regolamentare.

Il fondatore e CEO di ICE, Jeffrey Sprecher, afferma:

Nel portare infrastrutture regolamentate e connesse insieme alle applicazioni istituzionali e di consumo per le risorse digitali, puntiamo a rafforzare la fiducia negli asset class su scala globale, coerentemente con la nostra comprovata esperienza nel portare trasparenza e fiducia nei mercati precedentemente non regolamentati.

Cryptounicorn

Bakkt offrirà agli investitori contratti futures sul Bitcoin. Gli accordi assicurano agli acquirenti di ricevere i Bitcoin che acquistano, al prezzo prestabilito, il giorno dopo.

L’iniziativa si allinea agli esperti del settore come Jack Dorsey, CEO di Twitter e Square, che ritiene che Bitcoin possa diventare la valuta di Internet.

 

Bakkt

 

Mentre il dibattito sull’entrata a pieno regime di Wall Street nel Bitcoin continua, gli ingegneri informatici stanno programmando silenziosamente, costruendo Bakkt e la sua infrastruttura.

cripto

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Salvatore Scorsone

Nato a Palermo nel '98. Studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, da sempre appassionato di arte, tecnologia e di start-up. Da anni seguo il mondo delle criptovalute e del Bitcoin in particolare.

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