Bitcoin Cash News

Lo Sharding arriverà anche su Bitcoin Cash?

Nei giorni scorsi, in un articolo pubblicato su Medium, lo sviluppatore Shammah Chancellor di Bitcoin ABC, un client di Bitcoin Cash, ha illustrato la propria proposta di sharding sul network di BCH per sfruttare i core aggiuntivi della CPU parallelizzando i processi.

“Per poter utilizzare in modo efficace tutti i core della CPU, i dati utilizzati devono essere localizzati dal processo. Tale processo di organizzazione dei dati per l’elaborazione locale è viene chiamato Sharding”, dice Shammah.

“Tuttavia, attualmente Bitcoin utilizza strutture di dati per calcolare la radice Merkle dell’intestazione del blocco che ne impediscono la localizzazione. Modificando l’ordinamento del calcolo della radice di Merkle tramite una canonizzazione, i dati possono essere frammentati“, ha aggiunto.

Bitcoin Cash Sharding

Attualmente, è possibile elaborare un blocco solo su un server, PC o laptop. Alcune cose possono già essere parallelizzate, ma non la verifica dell’ordine.

“Vogliamo elaborare un blocco utilizzando più CPU, o anche più macchine. Quindi, quando il blocco diventa più grande, sono necessarie più macchine invece che un tempo maggiore. L’attuale vincolo di ordinamento impone una fase seriale nell’elaborazione. Perciò non è possibile. Rimuovere i vincoli di ordinazione attuali e sostituirli con altri metodi risolve il problema“, dice Amaury Sechet.

Lo Sharding arriverà anche su Bitcoin Cash? Forse

La canonizzazione, ovvero la proposta di riordino delle transazioni in Bitcoin Cash, è stata oggetto di qualche dibattito. Tom Zander, sviluppatore di Bitcoin Classic, ha affermato infatti che “è possibile implementare questa strategia senza modificare l’ordine delle transazioni nel protocollo Bitcoin“. Ovviamente Sechet sostiene il contrario. Perciò è nata una discussione tra gli sviluppatore.

L’attuale proposta di sharding di Bitcoin Cash è abbastanza semplice o, come definita da alcuni, privata, in quanto consente semplicemente di aggiungere più unità di elaborazione locali. Nulla di confrontabile con quello che Vitalik Buterin vuole fare su Ethereum, visto che in questo caso si vogliono frammentare i nodi della rete. In questo caso parliamo di un “Full Sharding”.

La scalabilità, tuttavia, è un problema che può essere affrontato in molti modi e lo sharding è uno di essi. Alla domanda sulle possibile tempistiche di implementazione, Sechet ha dichiarato che se non viene cambiata la struttura dei dati ciò non potrà mai essere implementato.

Infine, alla richiesta di possibili stime prestazionali, Shammah ha affermato che è difficile stimare l’effettivo guadagno prestazionale di un software non ancora sviluppato ma solo presentato a livello teorico. In ogni caso, lo sharding viene visto dallo sviluppatore come una soluzione non opzionale ma necessaria, in quanto nei prossimi anni i processori tenderanno sempre più ad incrementare la parallelizzazione delle unità computazionali.

Potete approfondire in maniera dettagliata la soluzione proposta nell’articolo originario QUI.

cripto

Vi invitiamo a seguirci sul nostro canale Telegram ed anche sul gruppo ufficiale Telegram, dove sarà possibile discutere insieme delle notizie e dell’andamento del mercato, sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter.


La più grande community italiana dedicata alle criptovalute: Italian Crypto Club (ICC)

Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
Follow Me:

Related Posts

Rispondi