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Bitmain perde shares nel mercato del mining, la concorrenza si fa “lentamente” sentire

Bitmain è un colosso cinese noto per la produzione di ASIC e dispositivi per il mining di criptovalute. Nata nel 2013 e da allora in perenne crescita, nel 2017 ha generato un profitto di quasi 4 miliardi di dollari. L’assenza di competitor, scelte giuste al momento giusto ed anche un po’ di fortuna, hanno fatto diventare l’azienda il principale ente del settore.

Ad oggi infatti, Bitmain detiene ancora l’85% del mercato di attrezzatura per il mining. Di fatto, fino ad oggi abbiamo avuto un vero e proprio monopolio. Ma la situazione sta per cambiare. Negli ultimi 12 mesi infatti, sono nate diverse aziende con l’obbiettivo di competere con Bitmain. Alcune imprese, fra cui Canaan, Ebang e Innosilicon, stanno iniziando a ritagliarsi il proprio mercato nella vendita di ASIC.

Il motivo, sarebbe da ricercare, stando al report di Sanford C. Bernstein & Co, al fatto che Bitmain sta perdendo la leadership nella produzione dei chip destinati agli ASIC. Un’affermazione un po’ dura, che però possiamo in parte confermare, visto che gli ultimi ASIC per Bitcoin e non solo sviluppati dagli altri competitor offrono prestazioni ed un’efficienza migliore rispetto ai prodotti di Bitmain.

Ne sono un esempio il Canaan A9, ASIC da 30 TH/s con un TDP di 1800 Watt, l’Innosilicon Turbo T2T da 24 TH/s per 2KWatt, oppure la soluzione per il mining di ZCash di Innosilicon, decisamente più efficiente del prodotto di Bitmain. Stesso discorso per gli ASIC per il mining Ethereum, migliori di quelli di Bitmain.

Insomma, la concorrenza si fa sempre più agguerrita ed inizia a farsi sentire anche nelle vendite, seppur lentamente.

Bigbit

Bitmain: profitti anche dalle mining pool e dai chip per la IA

Ovviamente Bitmain non trae profitti solo dalla vendita di ASIC per il mining di criptovalute. Tra le altre fonti di reddito, troviamo ovviamente il mining di criptovalute diretto, la gestione delle pool di mining ed il noleggio delle proprie soluzioni per il cloud mining.

Di recente Bitmain è stata al centro dell’attenzione mediatica per differenti contesti. Lo scorso Giugno infatti, vi erano state alcune accuse a seguito dell’hashrate sul network di Bitcoin dall’azienda, prossimo al 50%. La scorsa primavera, invece, alcuni avevano criticato il gioco sporco fatto con i primi ASIC per il mining di Monero. Lanciati al prezzo di 12mila dollari, dopo poco più di un mese il prezzo fu drasticamente tagliato (4mila dollari per unità), scatenando l’ira dei primi acquirenti.

C’è poi il caso della IPO, attesa nel prossimo mese e tramite la quale l’azienda spera di raccogliere 18 miliardi di dollari.

Tuttavia, l’azienda ha anche un piano ben definito per il futuro. La società ha infatti annunciato lo sviluppo di una mining farm in Texas, dove l’azienda prevede di investire 500 milioni di dollari. Non solo, di recente Bitmain è anche diventata uno dei Block Producer di EOS operazione da cui trae ottimi introiti, l’azienda ha poi investito in Circle e nel browser Opera. Infine, ha avviato anche un exchange decentralizzato, ovvero DEx.top.

Infine, secondo Jihan Wu, CEO di Bitmain, si stima che nei prossimi cinque anni il 40% del fatturato dell’azienda dovrebbe provenire dalla vendita di chip dedicati all’intelligenza artificiale.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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