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Genesis Mining chiuderà tutti i contratti poco profittevoli

La nota azienda islandese di cloud mining Genesis Mining ha annunciato ieri in un post sul proprio blog che chiuderà tutti i contratti poco profittevoli. Nel dettaglio, tutti quei contratti che da 60 giorni non consentono di ottenere sufficienti introiti per pagare le spese verranno chiusi.

Il motivo è ovviamente da ricercare nel periodo di down-trend generale che sta colpendo il mondo delle criptovalute in questi ultimi mesi e che sta dando un duro giro di vite ai minatori di criptovalute. Anche il servizio di Cloud Mining Hashflare infatti, ha recentemente sospeso alcuni dei propri contratti a causa dell’impossibilità di coprire tutte le spese.

Genesis Mining inoltre, ha deciso di proporre un piano di upgrade scontato agli utenti coinvolti. D’ora in poi infatti, gli utenti dovranno passare ad un contratto quinquennale ad un prezzo di 180 dollari per TH/s invece dei precedenti 285 dollari. In caso di mancato passaggio, perderanno il contratto attualmente in loro possesso. Una mossa sicuramente non gradita a tutti.

Genesis Mining chiuderà tutti i contratti poco profittevoli

Continua dunque un duro periodo per i minatori di criptovalute. Infatti, nonostante i prezzi in lento ma costante calo da mesi ormai, l’hashrate del network di Bitcoin ed Ethereum sta continuando lentamente ad aumentare, rimanendo ben al di sopra dei valori di inizio anno.

Di conseguenza, anche il livello della difficoltà di estrazione rimane alto, mantenendo i profitti per i miners assai contenuti. Se poi aggiungiamo il prezzo delle varie criptovalute letteralmente dimezzato (se non oltre, in certi casi) rispetto ai primi mesi dell’anno, possiamo facilmente concludere che ad oggi minare traendo profitto conviene a ben poche persone, per lo più aziende o privati aventi corrente elettrica a prezzi bassissimi o nulli.

Alcuni enti che stanno minando oggi, lo fanno letteralmente in perdita pur di accumulare e vendere poi in futuro durante il prossimo periodo rialzista. D’altronde, il fatto che l’hashrate rimanga stabile o cresca indica che continua ad esserci un certo interesse per tale attività, anche se i profitti sono sempre più risicati.

Vedremo se e come reagiranno i mercati ad un hashrate sempre più alto, sperando si arrivi ad un inversione di trend.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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