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Taproot è pronto per migliorare la privacy di Bitcoin, ma prima serve Schnorr

Taproot è una soluzione proposta lo scorso Gennaio dallo sviluppatore Greg Maxwell per migliorare la privacy di Bitcoin. Taproot migliora ulteriormente la privacy e le feature del protocollo MAST, che abbiamo già avuto modo di trattare ed a cui vi rimando per comprenderne benefici e funzionamento (QUI l’approfondimento).

Detto in estrema sintesi, Taproot offre un modo per rendere tutte le transazioni Bitcoin sulla blockchain apparentemente uguali alla vista degli estranei. In questo modo permette di renderle indistinguibili le une dalle altre, migliorando perciò la privacy delle transazioni.

Taproot è una di quelle idee semplici e funzionali da implementare“, dice Anthony Towns. Tuttavia, il problema è che tale tecnologia ha bisogno di un’altra funzionalità che ancora non è stata implementata su Bitcoin, ovvero Schnorr.

Taproot è pronto per migliorare la privacy di Bitcoin, ma prima serve Schnorr

Per funzionare infatti, Taproot richiede l’uso delle firme di Schnorr, di cui vi abbiamo parlato nei mesi scorsi (QUI l’approfondimento).

Schnorr mira ad ottimizzare lo spazio occupato dalle firme nei blocchi. Ciò si ripercuote anche sulla privacy. Infatti, tramite Schonorr, è possibile comprimere le firme di tutti i partecipanti in una sola firma. Per i multi-signatures che coinvolgono diversi partecipanti, è possibile aggregare le chiavi pubbliche in una sola chiave. Essa è indistinguibile da una classica chiave pubblica. Così diventa impossibile stabilire se la spesa di un determinato bitcoin è stata autorizzata da una sola persona o da più persone. Questa nuova modalità può consentire a più firmatari di unire le proprie firme in una sola. Ne consegue un notevole risparmio di spazio e una maggiore confidenzialità.

Schnorr è necessario a Taproot perché senza di esso non è possibile codificare più chiavi in un’unica chiave“, ha affermato Pieter Wuille nella sua presentazione.

Non sappiamo quando Schnorr debutterà su Bitcoin, anche se gli sviluppatori ci stanno lavorando. Oltre a Schnorr, vi sono tante altre implementazioni volte a migliorare la privacy di Bitcoin. Tra di esse citiamo appunto Taproot e Graftroot, altra idea proposta sempre da Greg Maxwell.

Sempre secondo Pieter Wuille, “Taproot, Schnorr, Graftroot sono tre tecnologie strettamente legate che andrebbero implementate insieme“.

Sono davvero molte i BIP proposti, tanto che risulta difficile scegliere a quale soluzione assegnare la giusta priorità. Far debuttare tutte queste soluzioni insieme però, potrebbe non essere un’ottima idea. Ciò perché le nuovi funzioni utilizzano indirizzi diversi da chi non le sta utilizzando. Risulta dunque possibile “risalire” ai primi utilizzatori.

L’ideale sarebbe avere subito un utilizzo di massa delle nuova funzionalità. Tuttavia però, implementare tutte le soluzioni in un unico colpo potrebbe essere letteralmente un “pasticcio”. Proprio per questo motivo, non è facile scegliere dove focalizzarsi per primo, riferisce Wuille.

Vedremo come proseguiranno gli sviluppi.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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