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Vitalik Buterin propone un algoritmo di consenso che necessità solo dell’1% di parti oneste

Vitalik Buterin, creatore di Ethereum da sempre attivo nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni per migliorare la sicurezza e scalabilità della propria creatura, ha recentemente pubblicato un documento in cui illustra un nuovo possibile algoritmo di consenso che necessità solo dell’1% di parti oneste per funzionare correttamente.

Ciò si traduce nel fatto che per effettuare una attacco di successo è necessario coinvolgere il 99% delle parti. Il temuto attacco del 51%, quindi, nel caso di questo algoritmo di consenso diventerebbe un attacco del 99%. Ciò significa che diverrebbe effettivamente impossibile da effettuare.

Queste le parole di Vitalik Buterin riportate nell’articolo tecnico pubblicato sul proprio sito web e recensito da Emin Gun Sirer. Lo trovate QUI.

Vediamo velocemente i concetti e le idee proposte da Vitalik.

Vitalink Buterin propone un algoritmo di consenso che necessità solo dell’1% di parti oneste

Sappiamo da tempo che è possibile raggiungere un consenso con il 50% di tolleranza ai guasti o attacchi in una rete sincrona. “Se un attaccante però ha più del 50% del controllo della rete, può eseguire un attacco del 51%”. Alcuni sistemi però, hanno una tolleranza ancora più bassa, prossima al 33%, come accade ad esempio in Casper e nella PBFT.

Tuttavia, “se si aggiungono ulteriori ipotesi (in particolare, si richiede agli osservatori di monitorare attivamente il consenso e non solo di scaricare l’output a posteriori), è possibile aumentare la tolleranza fino al 99%“, dice Vitalik. Ciò è possibile – detto in parole povere – sfruttando nodi di ascolto o osservatori indipendenti.

Rifacendosi all’idea di Satoshi Nakamoto, nel dettaglio al meccanismo di detenzione ed eliminazione dei problemi di Double Spending, sappiamo che i nodi accettano solo la prima versione di una transazione che ricevono per incorporarla nel blocco che stanno cercando di generare. Quando si trasmette una transazione, se qualcun altro effettua un tentativo di doppia spesa nello stesso momento, si innesca una gara per la propagazione della transazione fra i vari nodi. In questa gara vince quella che si diffonderà più in fretta attraverso la rete.

Ne consegue dunque che i nodi che si occupano di processare i pagamenti hanno molte connessioni con altri nodi di rete. Quando uno di essi riceve una transazione, la propaga ed allo stesso tempo monitora la rete per individuare eventuali tentativi di Double Spending. Nel caso in cui venga rilevato un Double Spending dai nodi ascoltatori, allora viene avvertita la rete della transazione fraudolenta.

Vitalik Buterin Algoritmo di Consenso

Nella proposta di Vitalik Buterin, il matematico propone un approccio simile ma applicato ai blocchi:

“Vitalik propone che se un osservatore indipendente del traffico di rete (ad esempio il client che si occupa della sincronizzazione della blockchain di un utente) osserva ciò che sta accadendo in tempo reale e presta attenzione all’arrivo di nuovi messaggi, può rilevare il “gioco sporco” dei minatori che stanno tentando un attacco del 51%. Ciò può fornire ulteriori garanzie di sicurezza.”.

“Se il 5% dei validatori è onesto, c’è solo una possibilità su 1 trilione che nessuno dei 512 nodi selezionati in modo casuale sia onesto, e finché la latenza della rete e la disparità del clock è inferiore a D/2, tale algoritmo di consenso può funzionare“.

Come chiarito dopo la pubblicazione dell’articolo, Buterin non ha inventato un meccanismo di consenso con una tolleranza del 99%, in quanto il vero ideatore è Leslie Lamport, un informatico che ha ricevuto un premio Turing per il suo lavoro inerenti i sistemi distribuiti. Buterin ha semplicemente rivisto ed adattato tale algoritmo alla blockchain.

Non sappiamo se tale proposta prenderà piede o meno, ma per come è strutturato, tale algoritmo di consenso potrebbe sposarsi bene con Casper.

Per tutti i dettagli tecnici vi rimandiamo all’articolo di Vitalik Buterin. Lo trovate QUI.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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