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Il Bitcoin a Superquark: cos’è e il parere del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia

Ieri 25 luglio alle ore 23:30 è andata in onda la puntata di Superquark in cui hanno trovato spazio il Bitcoin e i confronti con la Banca d’Italia. Servizio di Giovanni Carrada e Andrea Pasquini per capire realmente cosa sono i Bitcoin e a cosa servono, ma soprattutto se siamo dentro alla “bolla speculativa del secolo” oppure no.

Il servizio

Sapete cos’è Bitcoin? Ma lo sapete veramente?

Perché quello che solitamente si sa è che si tratta di una moneta elettronica per fare particolari transazioni sui computer. Ma come funzionano i Bitcoin?

Ci troviamo nel caveau della banca d’Italia a Roma, dove è custodita metà della Riserva Aurea Nazionale 1200 tonnellate di oro dove da millenni è una forma di ricchezza accettata da tutti. Oggi però esiste qualcosa che molti considerano “il nuovo oro”, molto più leggero di quello vero.

Ma che cosa sono i Bitcoin? Sono davvero una bolla finanziaria?

I Bitcoin sono una moneta elettronica, fatta cioè solo di Bit che, al contrario di quelli che tutti conosciamo e usiamo, sono in numero limitato e non possono essere duplicati. I Bitcoin possono essere scambiati su internet rapidamente in qualsiasi luogo senza bisogno di una banca o di un altro intermediario finanziario. Bastano un computer o uno smartphone e un codice personale di accesso. Nessuno conosce loro misterioso inventore chiamato Satoshi Nakamoto che ha cominciato a coniarli nel 2009.

Ma si può creare valore dal nulla? In un certo senso si. Basta che ci sia la fiducia. In fondo l’oro è un metallo di cui potremmo benissimo fare a meno, gli euro sono fatti di carta, quelli che abbiamo in banca sono fatti di Bit. Su che cosa si basa invece la fiducia nei Bitcoin?

La fiducia dei Bitcoin nasce dal software creato da Satoshi Nakamoto. Il software emette un numero limitato di Bitcoin, ed è anche una sorta di libro elettronico che nessuno può contraffare. In 10 anni nessuno è mai uscito ad hackerarlo. Ogni 10 minuti circa il blocco delle ultime transazioni annotate sul libro mastro viene validato definitivamente con un complesso calcolo crittografico. Se qualcuno cerca di spendere più Bitcoin di quanti ne possiede o cerca di spenderli due volte, la transazione non può essere validata.

bitcoin minatori banca d'italia

Per eseguire il calcolo esistono i cosiddetti “minatori”: imprenditori dotati di computer con schede specializzate per questo compito che consumano una quantità enorme di energia. Esistono migliaia di minatori nel mondo e si calcola che i consumi elettrici globali di questa attività siano pari a quelli dell’intera Irlanda.

Perché lo fanno? Perché ogni volta che un blocco di transazioni viene validato il software genera 12,5 nuovi Bitcoin che divide fra i minatori in proporzione al loro contributo al calcolo. Insomma è il lavoro dei minatori e garantisce le transazioni, quindi il valore dei Bitcoin, quindi la fiducia.

Creare valore dal nulla. Sembra quasi troppo bello. Per capirne di più siamo venuti nella sala di controllo del sistema dei pagamenti della banca d’Italia. Una sorta di libro mastro dell’economia italiana. Ogni anno in Italia facciamo circa 6 miliardi di pagamenti fra un conto e l’altro, si muovono qualcosa come 8000 miliardi di euro ma non se ne perde neppure uno.

Bigbit

Il sistema della banca d’Italia si accerta che chi paga disponga effettivamente della somma. E possiamo essere certi che un euro oggi avrà lo stesso valore anche domani, perché la nostra Banca Centrale regola la quantità di moneta in circolazione. In una crisi, è Stato stesso a difenderne il valore, e la legge impone a tutti di accettare i nostri euro come mezzo di pagamento. Su questo si basa la nostra fiducia.

Per i Bitcoin invece c’è solo un Software. Non sono una moneta con cui possiamo fare la spesa. Nessuno è obbligato ad accettarli come pagamento. Se sbagliamo un’operazione non c’è modo di riparare. Se qualcuno ci imbroglia non siamo tutelati e se perdiamo il codice perdiamo tutti i nostri Bitcoin.

Fabio Panetta – Membro del Direttorio e
Vice Direttore Generale della Banca d’Italia

Chi ompra il Bitcoin lo fa nella speranza che in futuro possa aumentare il valore per trarre un guadagno ed effettivamente in passato è successo ma non è detto che sia sempre così. Faccio un esempio: un anno fa il valore del Bitcoin era parti a 2500 $, questo valore era aumentato a 6000$ nel novembre dello scorso anno e poi fino addirittura a 20000 $ lo scorso dicembre. Dopo quel periodo, il valore del Bitcoin è crollato dai 20000 $ a 6000 dollari.

I bitcoin insomma sono un bene speculativo. Se il loro valore scendesse troppo i primi a tirarsi indietro potrebbero essere proprio i minatori, dal momento che la ricompensa ricevuta non coprirebbe più i loro costi. Per continuare a garantire le operazioni dovrebbero chiedere commissioni altissime che solo gli investitori più ricchi si potrebbero permettere.

Bitcoin non è lo strumento ideale per l’impiego del risparmio, per i piccoli risparmiatori, per coloro che hanno delle somme da investire con saggezza, diligenza e cura. Il bitcoin è una scommessa, come la roulette ma anche un po’ peggio. Al contrario di altre forme d’azzardo, non si è in grado, con il calcolo delle probabilità, di stimare i guadagni attesi. Il consiglio è quello di non impiegare i Bitcoin più di quanto non ci si possa permettere di perdere.

Il futuro stesso dei Bitcoin non è scontato, finora sono stati coniati quasi 17 milioni ma il software non ne potrà produrre più di 21. Quando tra qualche anno accadrà il problema del “compensare i minatori” si presenterà comunque si potrebbe continuare cambiando il software ma questo è possibile solo se la grande maggioranza dei circa 24 milioni di possessori di Bitcoin si mettessero d’accordo sul “se e come farlo”.

E se non ci dovessero riuscire? Il futuro di Bitcoin è aperto. Ma come abbiamo visto questo è un gioco in cui è molto facile bruciarsi. Quindi se vogliamo investire qualcosa cerchiamo prima di capirli bene perché il primo consiglio per ogni investitori è sempre lo stesso.

Mai investire in uno strumento finanziario che non capisci.

Le citazioni sono parole di Fabio Panetta, membro del Direttorio e Vice Direttore Generale della Banca d’Italia. Il resto dell’articolo corrisponde al servizio di Superquark su Rai 1.

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I nostri commenti sul servizio

Sicuramente non siamo sulla stessa linea di pensiero. Bitcoin e le altre criptovalute stanno diventando sempre più mainstream e la loro diffusione aumenta ogni giorno. Lo vediamo con le news, le partnership, i progetti, le regolamentazioni e i casi d’uso.

Il servizio di per sé è fatto bene, con una minima infarinata generale senza dettagli tecnici, dunque rivolto alla massa che non conosce gli aspetti complessi che ruotano attorno a questa tecnologia. Non si è parlato di blockchain, tecnologia alla base di BTC, e si è scherzato parecchio paragonando il gioco d’azzardo all’andamento del Bitcoin.

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Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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  1. È una stupidata quanto scritto. Algoritmo di Bitcoin si modifica continuamente per cui è vero che valori può scendere è la ricompensa per minatori essere più bassa ma può essere più facile estrarre i blocchi

  2. Per forza non se ne perde neanche uno di Euro, non sono mica della gente.. sono della BCE, figurati se gli impiegati dell banca d’Italia li perdono.. altro che licenziamento gli tagliano la gola. 🙂

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