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Bitcoin: il vincolo di 1 MB per blocco sempre più aggirato grazie a SegWit

Secondo una ricerca effettuata da BitMEX, il noto limite di dimensione del blocco della blockchain di Bitcoin fissato ad 1 MB sta lentamente cominciando a svanire da quando è stato effettuato l’aggiornamento a SegWit. L’update al SegWit di Bitcoin è stato eseguito lo scorso Agosto 2017.

BitMEX invece, ha pubblicato il proprio studio nella giornata di mercoledì 11 luglio 2018 su Twitter. Inutile dirvi che si è innescata una discussione fra i vari dev su Twitter.

Vediamo cosa è emerso.

Cos’è il Segregated Witness (SegWit)?

Per chi non lo sapesse, il Segregated Witness (SegWit) è stato proposto per risolvere un problema della blockchain di Bitcoin inerente la malleabilità delle transazioni. E’ stato un aggiornamento atteso da molti in quanto in grado anche di migliorare la scalabilità di Bitcoin. La dimensione massima di un blocco di operazioni dalla blockchain di BTC, infatti, è pari a 1 MB. Ciò limita il numero di transazioni a ad un massimo di sette operazioni al secondo.

Sapendo che le transazioni occupano molto meno spazio senza inserire tutte le informazioni inerenti alla firma, con l’aggiornamento a SegWit è stato introdotto il concetto di “block weight”, letteralmente “peso del blocco”. Si tratta di una maschera della dimensione del blocco, con o senza i dati inerenti alla firma. Tale parametro è limitato a 4 MB, mentre il limite di dimensione del blocco per le transazioni di base rimane a 1 MB. Ciò significa che l’aggiornamento SegWit è quindi retro-compatibile con il protocollo precedente ed evita la necessità un hard fork.

segwit

SegWit quindi, non aumenta il limite di dimensione del blocco di Bitcoin, ma permette un maggior numero di transazioni all’interno dei blocchi da 1 MB. Il limite di 4 MB infatti, include tutti i Witness Data, che non vanno dunque ad intaccare il blocco da 1MB, consentendo di effettuare più transazioni.

Tuttavia, l’intenzione iniziale di SegWit era quella di correggere un bug nel codice bitcoin, noto come “malleabilità delle transazioni”. Questo problema permetteva di modificare alcuni dettagli inerenti l’ID della transazione (e il successivo hash) ma non il contenuto. Anche se non si trattava di un problema critico per Bitcoin, ciò ha impedito lo sviluppo di funzionalità più complesse, come i protocolli di secondo livello (Lightning Network) e gli Smart Contract.

Bigbit

Mettendo insieme le due novità dell’update, SegWit ha eliminato le informazioni relative alla firma memorizzandole al di fuori del blocco base dedicato alle transazioni. In questo modo, le firme e gli script possono venir modificati senza influenzare l’ID della transazione. Ciò ha contribuito anche a limitare il problema del vincoli di 1 MB come massima dimensione dei blocchi di BTC.

Lo studio di BitMEX su Bitcoin dopo SegWit

Osservando i grafici riportati da BitMEX, possiamo notare come è cambiata la distribuzione della dimensione dei blocchi di Bitcoin prima e dopo l’update a SegWit.

Possiamo vedere che, in seguito all’aggiornamento, la dimensione media del blocco si è spostata verso gli 1,5 MB. Si può anche notare una lenta crescita verso i 2 MB con qualche spike fino a 2,5 MB.

Dopo l’upgrade a SegWit avvenuto lo scorso 24 agosto 2017, il vecchio limite di dimensione dei blocchi di Bitcoin ad 1 MB sta lentamente svanendo, anche se in maniera molto più lenta di quanto molti si aspettassero“, riporta l’account Twitter di BitMEX.

Eli Afram, un sostenitore di Bitcoin Cash, ha dichiarato:

Guardando il grafico con un livello di zoom diverso, vedrete che non ci si è spostati molto dal cap di 1 MB. Se prima BTC elaborava 3 transazioni al secondo, ora ne elabora 4 o 5. Se volete una soluzione scalabile globalmente questo è un po’ uno scherzo, giusto?

Tra gli altri Tweet, troviamo anche quello di Xerius:

Pochi punti del grafico sui 1,5 MB non significano di certo un aumento significativo delle dimensioni dei blocchi dopo 8 o 9 anni di esistenza di Bitcoin. Anche le sezioni bianche sotto 1 MB indicano un’estrema congestione“.

Sono poi proseguite le discussioni con una serie di tweet di botta e risposta fra i vari fans e dev. Trovate il Tweet in seguito:

cripto

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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