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La psicologia nel trading: quanto influisce sul successo?

Nel campo delle criptovalute, gli Exchange si sono specializzati sempre più. Da semplici convertitori da valuta FIAT a cripto, a vere e proprie piattaforme di trading con numerosi strumenti per tradare e con diverse opzioni per impostare ordini complessi.

La semplicità con cui si accede a questi strumenti ha facilitato l’ingresso di nuovi trader o aspiranti tali. Ma non tutti sono consapevoli delle insidie che questa attività può avere. Vediamo brevemente quali possono essere tali insidie.

La strada per il successo nel trading

Che si tratti di forex, azionario o cripto, il trading ha una componente che accomuna tutti i mercati: il 95% dei partecipanti perde denaro.

Mark Douglas, nel suo famoso libro “Trading in the Zone” esamina gli aspetti psicologici più profondi che affliggono ogni trader. Evidenziando i meccanismi che si innescano nella loro mente, e che ne determinano il successo o il fallimento.

Ogni trader sa che quando entra nel mercato, si prende un rischio. Ma ciò non vuol dire che abbia accettato tale rischio. La giusta mentalità del trader è quella che riesce ad assimilare un fattore fondamentale: il risultato finale è probabile e non garantito.

Quindi è certo che ogni trader non ha un risultato sicuro. E questo fattore, seppur in modo inconscio, destabilizza la psicologia del trader.

Ma quindi qual è la strada per il successo in questo mestiere così affascinante? Analisi fondamentale, tecnica o psicologia?

Sicuramente tutti gli aspetti sono cruciali, e ad essi vanno aggiunti una buona strategia.

Penso di non riuscire ad esprimere la differenza tra chi vince con continuità e tutti gli altri più semplicemente di così: i migliori trader non hanno paura

Quindi per Douglas la paura sta alla base dell’insuccesso della maggior parte dei trader.

Come eliminare la paura

Sempre secondo Douglas: “la ragione per cui siamo attratti dal trading è l’illimitata sensazione di libertà di espressione creativa che esso può infondere”. Uscire fuori dagli schemi e dalle regole. La dura realtà del trading invece, è che se vuoi creare consistenza nei risultati devi rispettare le regole, sia che tu sia in perdita, sia che tu sia in guadagno.

Quando si fa trading senza un piano ben definito, ci si prende il merito per le vincite, mentre si tende a scaricare la responsabilità quando si perde. Accettare il rischio significa accettare le conseguenze dei tuoi trade senza disagio emozionale o paura.

La crescita dell’equity

Una curva di equity erratica o che non cresce affatto, è sinonimo di scarsa attinenza alle regole. Se per esempio si decide di impostare un ragionevole rischio del 2% dell’equity per ogni trade, ne consegue la possibilità di impostare uno Stop Loss fisso. Questo tipo di approccio permette di conoscere, prima di entrare a mercato, quale sarà la perdita a cui si può andare incontro. Allo stesso modo rispettare un Take Profit deve essere visto come un obbiettivo minimo da raggiungere. Altrimenti si esce dal trade in anticipo lasciando per strada potenziali guadagni.

In conclusione se tutto ciò limita la creatività del trader, sul lungo termine porta rendimenti costanti. Che è quello a cui tutti i trader aspirano.

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Vincenzo Borrelli

Esperto in qualità e sicurezza della filiera agroalimentare. Da lunghi anni trader sui mercati valutari e appassionato di economia e dinamica delle popolazioni. Entusiasta studioso di bitcoin.
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