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Bitmain deterrebbe più del 40% dell’hashrate di Bitcoin

Stando alle informazioni reperibili online, pare che Bimain allo stato attuale possieda più del 40% dell’hashrate del network di Bitcoin. Andando ad analizzare velocemente l’hashrate riportato sul sito di statistiche di BTC.com, possiamo infatti notare come attualmente le due mining pool principali, ovvero BTC.com e AntPool, detengano quasi il 42% della potenza di hashing della rete di Bitcoin.

Entrambe le mining pool in questione appartengono a Bitmain, il noto produttore di ASIC destinati al mining di varie criptovalute. Tra le due però, solo AntPool è direttamente gestita da Bitmain. BTC.com dovrebbe invece operare in maniera completamente indipendente. All’hashrate sul network di Bitcoin poi, va poi aggiunto anche quello su Bitcoin Cash, visto che si tratta dello stesso algoritmo di PoW. Su BCH, le due pool possiedono entrambe il 10% dell’hashrate.

Bitcoin

Vista la differenza di difficoltà però, se Bitmain decidesse di passare quel 20% di hashrate di Bitcoin Cash su Bitcoin, ciò comporrebbe un aumento dell’hashrate detenuto dal colosso cinese solo del 3%.

Possibili conseguenze?

Sommando tutto l’hashrate direttamente controllabile da Bitmain sul network di Bitcoin, si dovrebbe arrivare al 45% dell’hashing power totale. All’apparenza “non troppo distante” dal 51%, la famosa soglia necessaria per effettuare un attacco del 51%. Tuttavia questo scenario è, a mio parere, quasi inattuabile. Infatti, per Bitmain non dovrebbe risultare per nulla conveniente effettuare un simile attacco. Al più potrebbe essere possibile (da verificare) un attacco ai sistemi di controllo delle farm della società per poi eventualmente attuare degli utilizzi illeciti della potenza di hashing. Rimane un’ipotesi da verificare e comunque assai difficile da mettere in pratica. Sarebbe infatti necessario prendere il controllo di due differenti pool, a loro volta suddivise internamente. Per nulla banale dunque.

In ogni caso, per effettuare l’attacco occorrerebbe un hashrate maggiore del 51% del totale, una percentuale che può sembrare piccola ma che in realtà consiste in decine di PetaHash, per nulla facili da “rimediare”. Quindi l’ipotesi di un possibile attacco del 51% su Bitcoin rimane decisamente improbabile.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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