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Equihash-BTG: il “nuovo” algoritmo di PoW di Bitcoin Gold

Come ben saprete, circa un mese fa Bitmain ha annunciato i primi ASIC (Antminer Z9 Mini) dedicati al mining di monete basate sull’algoritmo di PoW Equihash, dunque in prevalenza ZCash e Bitcoin Gold. La settimana scorsa poi, sono stati annunciati nuovi modelli da parte del produttore Innosilicon, che ha presentato l’Innosilicon A9 ZMaster, in grado di arrivare ad un hashrate di ben 50 KSol/s.

Se però seguite il team di Bitcoin Gold, vi ricorderete anche che il fondatore subito dopo il debutto della soluzione di Bitmain aveva annunciato un cambio di PoW al prossimo fork. Ebbene, nella giornata di ieri è stato definito il nuovo algoritmo di Proof of Work che verrà introdotto al prossimo hard fork.

Non si tratta di una soluzione completamente nuova in realtà, ma dell’algoritmo Equihash con alcuni parametri modificati, così da vanificare temporaneamente l’utilizzo degli ASIC. Tale variante si chiamerà Equihash-BTG. Vediamo qualche dettaglio in più.

Equihash-BTG: una revisione dell’Equihash

Quando avevamo approfondito il funzionamento dell’algoritmo Equihash, avevamo visto come tale meccanismo di Proof of Work asimmetrico fosse fortemente vincolato alla memoria (memory-hard). Esso infatti, richiede un’elevata quantità di memoria per l’esecuzione. Il cuore dell’Equihash è incentrato sul problema generalizzato del compleanno e sull’algoritmo avanzato di Wagner per la risoluzione. Per rendere la funzione difficile da implementare su ASIC e dunque utilizzabile prevalentemente su CPU e GPU, Equihash implementa un sistema di vincoli temporali ed alla memoria. Di contro però, essendo asimmetrico e con pochi passi sequenziali, Equihash può essere facilmente parallelizzato.

Nell’implementazione adottata su ZCash, i due parametri chiave necessari al risolutore di Equihash, ovvero n e k, sono relativamente settati a n=200 e k=9. Tale combinazione offre infatti il miglior rapporto fra le tempistiche di elaborazione e la quantità di memoria utilizzata.

algoritmi di mining

Con la nuova variante di PoW di Bitcoin Gold, ovvero Equihash-BTG, n e k passano rispettivamente a n=144 e k=5. Ciò implica un maggior uso della memoria ed un tempo di esecuzione superiore. Stando infatti ai dati riportati dal comunicato di Bitcoin Gold, il requisito minimo di memoria per l’esecuzione del nuovo PoW passerà dagli attuali 50 MB ai 700 MB, mentre per un uso ottimale serviranno fino a 2.5 GB di memoria disponibili. Si tratta di un incremento davvero notevole volto ad escludere per il maggior tempo possibile gli ASIC.

Infatti non si tratta di una soluzione permanente, ma temporanea, visto che in futuro ASIC dotati di maggior quantitativi di memoria potrebbero far nuovamente capolino su Bitcoin Gold.

Per la maggior parte delle schede video e CPU dovrebbe cambiare poco in termini di hashrate, ma pare evidente che, essendo Equihash fortemente vincolato alla memoria, le schede grafiche con meno di 3GB di VRAM potrebbero subire alcune penalizzazioni.

Miglior resistenza agli attacchi del 51%. Ma quando il fork?

Un’altra delle caratteristiche proclamate da Bitcoin Gold per il nuovo PoW, riguarda la maggior sicurezza, in particolare contro gli attacchi del 51%. Ciò dovrebbe essere imputabile semplicemente al fatto che cambiando PoW si andrebbero ad escludere gli ASIC appunto, ed anche una parte della potenza di hashing sparsa su più monete Equihash, diminuendo il rischio di attacchi del 51%.

Nonostante tutte queste delucidazioni, Bitcoin Gold non ha dichiarato quando l’implementazione del nuovo PoW avverrà. Sarà infatti necessario eseguire un hard fork, la cui data non è stata specificata. Chissà se, come accaduto con Monero, dopo il fork nascerà un Bitcoin Gold Original.  Vedremo…

Non ci resta che attendere la data ufficiale del fork di Bitcoin Gold.

[VIA]

 

Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia in tutte le sue forme. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Seguo il mondo delle criptovalute come minatore dal 2013. Ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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