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GMO Miner B2: ASIC Bitcoin a 7 nanometri da 24 TH/s.

Circa dieci giorni fa vi avevamo parlato del nuovo ASIC Miner annunciato da GMO Internet. Tuttavia non erano ancora state rese note le specifiche tecniche, l’hasrate ed il nome del dispositivo che, come mostrato quest’oggi, si chiamerà GMO Miner B2.

Il GMO Miner B2 è il primo ASIC Bitcoin al mondo basato su chip realizzati con processo produttivo a 7 nm. Ciò gli consente di raggiungere maggiori prestazioni ed efficienza rispetto alle attuali soluzioni a 16 e 10 nanometri. Sarà possibile preordinarlo da domani ad un prezzo di 1999 Dollari, alimentatore incluso. Le prime unità verranno però spedite a partire dalla fine di Ottobre. Vediamo qualche dettaglio in più.

GMO Miner B2: le specifiche

Dando una rapida occhiata alle immagine rilasciate durante la rassegna stampa, il dispositivo è caratterizzato da tre schede madri, ciascuna dotata di ben 18 chip a 7 nanometri sviluppati da GMO. Si tratta dei chip GMO 72b, progettati interamente da GMO sulle ultime librerie del processo produttivo a 7 nanometri.

Nel complesso, l’intero sistema riesce ad offrire un hashrate di 24 TH/s nel mining di Bitcoin (SHA256). I consumi dichiarati sono pari a 1950 Watt. Sono circa 500 Watt in più del famoso Antminer S9, ma, visto l’hashrate ben superiore, l’efficienza rimane comunque è migliore. Il prezzo, come detto prima, è di 1999 dollari. Ovviamente è esclusa l’eventuale IVA e le spese di spedizione. Compreso nel prezzo invece, l’alimentatore da 2200 Watt.

Tuttavia, vista la scarsa disponibilità GMO ha dichiarato che il prezzo potrebbe variare di mese in mese, in base alla domanda ed alle rese produttive. I primi batch molto probabilmente rientreranno nella vera e propria “Risk Production” a 7 nanometri delle fonderie di TSMC oppure Global Foundries. Dunque la capacità produttiva potrebbe non essere elevata. GMO infatti, non ha specificato quanti GMO Miner B2 riuscirà a spedire nel primo batch.

Infine, l’azienda ha annunciato che sta già lavorando ad altri modelli e che fornirà le giuste utility software per il monitoraggio del device. Rilascerà infatti delle API per sviluppare le propri applicazioni real-time di controllo del dispositivo. Vedremo se saranno di parola e l’eventuale risposta di Bitmain.

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Marco Picchi

Ingegnere nel settore delle telecomunicazioni, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain ed eventuali applicazioni per il mondo dell'Internet of Things.
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