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Il computer quantistico non pone una seria minaccia alla tecnologia blockchain

I timori popolari sulla continua crescita del computer quantistico e le sue implicazioni sulla sicurezza nella tecnologia blockchain sono fuorvianti e sproporzionati. Questa è l’opinione professionale di Jeffrey Tucker, direttore editoriale presso l’American Institute of Economic Research.

Tucker è del parere che la paura del calcolo quantico come minaccia esistenziale per bitcoin e altre applicazioni blockchain sia basata su spavento e ignoranza. In realtà, afferma, l’intera base della tecnologia blockchain consiste nella condivisione di soluzioni per problemi quali le minacce alla sicurezza solo potenzialmente poste dall’informatica quantistica. È proprio questo ciò che rende le reti Blockchain superiori a reti e piattaforme pianificate centralmente.

Insistendo sul fatto che qualsiasi potenziale rischio per la sicurezza sia risolvibile, Tucker fa riferimento a un documento di ricerca pubblicato dal dott. Gavin Brennen. Si tratta di un fisico quantistico presso la Macquarie University di Sydney, in Australia, un’autorità rispettata a livello mondiale in materia di calcolo quantico.

Tecnologia ancora acerba

pc quantistico

Il lavoro del dottor Brennen analizza le minacce poste dallo sviluppo del computer quantistico alla tecnologia blockchain. Il suo lavoro consiste in uno studio per accertare quanto sia possibile per un computer quantico “rompere” una blockchain centralizzando la sua potenza di hashing. Inoltre studia se effettivamente si possa rompere una chiave crittografica, che è attualmente il principale apparato di sicurezza che protegge gli utenti blockchain.

I risultati indicano che la tecnologia quantistica così come la immaginiamo e la tecnologia quantistica così com’è attualmente sono ancora lontane l’una dall’altra. In risposta a entrambi gli scenari, la risposta è no, basata sulla capacità di calcolo quantico corrente. L’infrastruttura quantistica esistente supporta velocità di gate relativamente basse rispetto a quelle necessarie per svolgere una funzione estremamente complicata come il cracking di una chiave crittografica in un breve periodo di tempo.

Esiste la possibilità, in altri 10 anni, che hardware che consenta velocità di gate fino a 100 GHz possa esistere, ma allo stesso tempo, anche l’hardware ASIC estremamente rapido utilizzato per le funzioni blockchain Proof of Work continuerà ad evolvere e migliorare nel tempo.

In altre parole, qualsiasi vantaggio teorico che il calcolo quantistico possedesse sulla blockchain verrà annullato nella pratica dai vincoli dell’hardware esistente e dalla continua evoluzione della sicurezza della blockchain. In sostanza la tecnologia che potrebbe compromettere con successo un blockchain attualmente in esecuzione, è almeno ad una decina di anni dallo sviluppo, e al momento della sua uscita potrebbe essere già obsoleta.

Un falso allarme

blockchain quantistico

Sia la dottoressa Brennen, sia Tucker, concordano sul fatto che, mentre esiste sicuramente un rischio per la sicurezza posto dall’informatica quantistica alle reti di blockchain, per lo meno sulla carta, queste paure si basano su semplici sensazioni e allarmismo. L’opinione di Tucker è che la conversazione sull’informatica quantistica che pone una minaccia esistenziale alla blockchain sia una falsa pista perché funge da distrazione da ciò che dovrebbe essere realmente discusso. Le sue parole:

“… Questa minaccia quantistica al Bitcoin è per lo più un falso allarme, non del tutto falso, ma un problema risolvibile. Risolvibile soprattutto grazie alla solida rete dietro alle criptovalute e il forte incentivo a fornire la migliore sicurezza possibile”.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute nel periodo del boom del 2017 imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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