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Secondo Vitalik, Ethereum raggiungerà un milione di transazioni al secondo

Il creatore di Ethereum Vitalik Buterin ha recentemente dichiarato durante un AMA con il team di OmiseGO che tramite le soluzioni del primo e second layer Ethereum potrà scalare oltre al milione di transazioni al secondo. Già in passato avevamo analizzato tali soluzioni, fra cui lo Sharding, ormai atteso a breve, Plasma ed anche TrueBit.

Più volte, Vitalik stesso aveva affermato che la scalabilità è un fattore assai limitante per gli sviluppatori di DApps, in quanto al momento è praticamente impossibile creare un’applicazione distribuita da utilizzare su larga scala senza congestionare il network.

Proprio per questo motivo, negli ultimi mesi è iniziata una vera e propria corsa all’implementazione dello Sharding, il cui debutto avverrà molto probabilmente in concomitanza del lancio di Casper, previsto per la fine dell’estate.

Per chi non lo sapesse, il concetto di sharding consiste nella suddivisione della rete in più sezioni, in grado di operare in maniera parzialmente indipendenteLa sezione A tratta una serie di operazioni, mentre la sezione B un altro set di transizioni. Tale meccanismo raddoppia il volume delle transazioni eseguibili, poiché ora il limite è dovuto alla capacità elaborativa dei due nodi in contemporanea. Più sezioni vengono create, più la capacità aumenta.

Utilizzando dunque decine o centinaia di sezioni, ed anche ulteriori approcci second Layer come Plasma, il throughput della rete dovrebbe letteralmente schizzare alle stelle, raggiungendo e forse anche superando il milione di transazioni al secondo. Tuttavia implementare tali sistemi in piena sicurezza non è affatto semplice, motivo per cui gli sviluppatori sono mesi e mesi che lavorano a tali progetti. Vedremo

La scalabilità continua ad essere un punto saliente

La scalabilità limitata continua a rimanere uno degli argomenti più gettonati degli ultimi mesi. Forse perché proprio ad inizio anno si sono visti gli effetti dei network congestionati, in particolare quello di Bitcoin ed Ethereum, con fees salite alle stelle e transazioni non confermate.

Proprio sul fronte della scalabilità, in questi giorni stiamo assistendo al lancio della mainnet di EOS, attualmente in fase di Boot e che dovrebbe garantire, grazie al DPoS, tra le 100mila ed il milione di transazioni al secondo. Per ora rimangono numeri scritti sulla carta, ma potrebbe essere solo una questione di giorni verificare l’effettiva efficienza del network di EOS. Vedremo, sperando che il processo di Boot vada per il meglio. Ne parleremo in un altro articolo nei prossimi giorni.

Un’altra delle soluzioni adottate da altre criptovalute, fra cui IOTA, consiste nell’approccio di Ledger distribuiti basato su DAG. Nella blockchain, le transazioni vengono raccolte in blocchi, i quali possono essere solamente creati in sequenza, andando quindi a formare una catena. Nelle DAG, il “concetto di blocco come insieme di transazioni non viene utilizzato”, in quanto tutte le transazioni sono fra loro collegate direttamente. Un blocco quindi, sarà costituito da una singola transizione all’interno del DAG.  In questo modo dunque, è possibile eseguire transazioni anche in contemporanea, parallelamente ed in maniera assai più veloce, aumentando quindi il throughput del network.

Tra le altre soluzioni per aumentare la scalabilità, non possiamo non citare anche Lightning Network. Attualmente è in avanzata fase di beta testing e sta riscuotendo un gran successo fra gli sviluppatori, viste le decine di LApps in fase di test. E’ una soluzione non paragonabile al DAG, allo Sharding ed all’approccio di EOS, in quanto “semplicemente” prevede di l’esecuzione delle transazioni in maniera off-chain dal network di Bitcoin, sfruttando il concetto di canali. Su Lightning Network c’è molto da dire, ve ne abbiamo illustrato il funzionamento QUI, e potenzialmente potrebbe risolvere gli attuali limiti di Bitcoin, consentendone un’adozione di massa.

Le parole di Vitalik sulla scalabilità di Ethereum

Come vi dicevo in apertura, Vitalik durante un AMA si espresso sul potenziale di Ethereum grazie alle nuove soluzioni in fase di testing. In primo luogo, ha parlato in merito allo Sharding, spiegandone brevemente i concetti alla base del funzionamento. In secondo luogo, ha parlato di Plasma, una soluzione affine al Lightning Network di Bitcoin che prevede la creazione di Blockchain figlie ancorate alla catena principale di Ethereum tramite uno Smart Contract operante come radice, detto in parole povere. QUI i dettagli.

Mettendo insieme i vantaggi offerti dallo Sharding, ovvero una soluzione di primo layer che, per esempio, garantirà una scalabilità di un fattore 100 del network, con Plasma, approccio second layer anch’esso in grado di garantire una scalabilità di un fattore 100, si vanno letteralmente a moltiplicare i due fattori, raggiungendo un numero di transazioni al secondo estremamente più elevato, ha riferito Vitalik.

Ovviamente tali numeri sono presi un po’ con le pinze, ma Vitalik ha affermato che mettendo insieme tutte le possibili soluzioni volte a migliorare la scalabilità, è teoricamente possibile arrivare al milione di transazioni al secondo. Con un throughput del genere, non dovrebbe esserci alcun problema nell’eseguire applicazioni distribuite complesse e destinate all’utilizzo di massa.

Ovviamente non contano solo le parole ma i fatti, ed ad oggi Ethereum continua ad avere numero di transazioni limitato alle 15 TPS se non meno. Chissà che l’arrivo di EOS metta un po’ di fretta a Vitalik, così da velocizzare il testing ed implementazione dello sharding e di Plasma sul network di Ethereum. Vedremo.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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