Bitcoin News

GoTenna annuncia un wallet Bitcoin per eseguire transazioni sfruttando le reti mesh

Al Consensus 2018 la startup GoTenna ha annunciato il proprio wallet Bitcoin per smartphone Android in grado di funzionare senza internet. Detto così sembra qualcosa di impossibile, poiché effettivamente è necessario trasmettere la transazione alla rete. Tuttavia occorre un attimo scoprire cos’è il progetto alla base di GoTenna per capire come tale wallet e tutti i servizi offerta dalla startup possano funzionare.

Vediamo dunque insieme, cercando di capirne il funzionamento.

GoTenna: una rete mesh mobile

La startup GoTenna è nata nel 2012 con un obbiettivo che ha a ben poco a che fare con le criptovalute. Lo scopo del progetto infatti, era ed è tutt’ora quello di offrire una serie di strumenti da portare sempre con sé per creare una rete mesh (una rete con più nodi tutti collegati fra loro) costituita dagli utenti. In questo modo è possibile garantire servizi di comunicazione basilari, quali SMS e le principali applicazioni di messaggistica, anche in aree in cui non è possibile accedere direttamente ad internet. 

GoTenna

I possessori del GoTenna mesh, una vera e propria antenna mobile con un range di una decina di kilometri, possono infatti utilizzare tale strumento come nodo di rete d’appoggio per comunicare con altri nodi GoTenna. In questo modo, sfruttando il concetto di rete mesh, un nodo non coperto da WiFi o LTE può connettersi ad internet tramite la connessione internet dello smartphone di un altro utente GoTenna. Quest’ultime utente può essere distante anche alcuni hops (salti fra nodi) dal nodo di partenza posizione. Vista la latenza, specie con più nodi intermedi, il servizio è limitato alle operazioni basilari, quali la messaggistica o l’uso di applicazioni che non necessitano di gran bandwidth e bassa latenza. Un classico light wallet Bitcoin dunque, potrebbe benissimo sfruttare tale rete mesh

GoTenna

Ma è realmente utile al giorno d’oggi?

Personalmente, ad oggi è abbastanza inutile un servizio del genere, poichè i nodi GoTenna sono troppo pochi e perché difficilmente capita di dover eseguire una transazione Bitcoin in movimento, figuriamoci in ambienti offline o isolati. Tuttavia l’approccio alle reti mesh alla base del progetto è interessante, in quanto le rete dei nodi costituenti i network delle principali criptovalute hanno una topologia molto simile alle reti mesh.

In futuro – spero non troppo lontano -, con un’utilizzo di massa delle criptovalute si potrebbe pensare di creare un ulteriore layer di rete, un network sempre di topologia mesh ma costituito dai dispositivi che fanno parte della nostra vita quotidiana: smartphone, tablet, wearable, smart devices, etc.  Solo in questo modo, si può pensare a mio parere, di creare una rete mesh distribuita a basso livello per garantire la connettività perenne dei nostri dispositivi, così da svolgere tutte le attività che vogliamo, compresi i pagamenti in criptovalute e tanto altro.

Ovviamente ci sono un sacco di problemi ancora da risolvere, in primis i range limitati, la sicurezza e la necessità di uno standard di massa da implementare su tutti i device. Occorreranno anni forse, oppure non ci arriveremo mai. Chissà.

cripto

Vi invitiamo a seguirci sul nostro canale Telegram ed anche sul gruppo ufficiale Telegram, dove sarà possibile discutere insieme delle notizie e dell’andamento del mercato, sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter.


La più grande community italiana dedicata alle criptovalute: Italian Crypto Club (ICC)

[VIA]

Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
Follow Me:

Related Posts

Rispondi