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Amazon Web Service (AWS) semplifica l’implementazione delle blockchain aziendali

Amazon, in particolare la sezione dedicata al Cloud Computeg, ovvero Amazon Web Service (AWS) ha annunciato una collaborazione con Consensys per semplificare e rendere più veloce l’implementazione delle blockchain aziendali. L’annuncio è avvenuto quest’oggi al Consensus a New York ed ha portato alla nascita del servizio cloud Kaleido.

E’ merso inoltre, che Amazon Web Service si sta concentrando sulla blockchain di Ethereum, attualmente quella più richiesta dalle aziende.

Stiamo seguendo da vicino Ethereum in quanto molti dei nostri clienti ne stanno esplorando le possibilità offerte (Smart Contract), specialmente per i casi d’uso aziendale“, ha dichiarato Matt Yanchyshyn, responsabile tecnico globale del programma partner di AWS.

Tuttavia, ha sottolineato che AWS è “protocollo-agnostico”, mettendo in evidenza che l’azienda supporta anche altre soluzioni, fra cui la piattaforma Sawtooth di Hyperledger e Corda di R3.

Amazon Web Service (AWS) e le blockchain private e pubbliche

Non è la prima volta infatti che Amazon Web Service si avvicina al mondo della blockchain, in quanto già nel 2016 aveva annunciato alcune collaborazioni con le startup del settore, offrendo supporto tecnico dedicato ed infrastrutture alle aziende coinvolte. Un po’ come ha fatto anche Microsoft con Azure.

Più recentemente, lo scorso Aprile AWS ha presentato un nuovo servizio per il lancio di blockchain pronte basate sui protocolli di Ethereum e Hyperledger Fabric.

Quest’oggi però, Amazon ha annunciato una collaborazione con una delle organizzazioni più influenti nella community di Ethereum, ovvero ConsenSys. “Lavorare con ConsenSys ci permetterà di comprendere meglio le esigenze dei clienti e di contribuire ad accelerare gli sviluppi delle loro blockchain“, ha dichiarato Yanchyshyn.

Il servizio Kaleido è molto più di una semplice piattaforma per sviluppare la propria blockchain. “Permetterà infatti alle aziende di portare i propri progetti fino alla produzione“, dice Yanchyshyn. Ad oggi infatti, le aziende che vogliono creare una qualsiasi tipologia di architettura basata su una blockchain condivisa devono affrontare una serie di problemi fisici o di prestazioni della rete.

Vi è infatti il problema delle gestione dei membri della rete, seguito dalla complessità dei meccanismi di crittografia e consenso da scegliere, oltre alla governance della blockchain stessa. Tutta una serie di problemi che un’azienda che vuole sviluppare un sistema basato su blockchain deve affrontare.

Sfruttando Kaleido, gli sviluppatori avranno a disposizione una serie di strumenti per definire tutte le specifiche del progetto. Kaleido inoltre, offrirà anche la possibilità di far interfacciare la propria blockchain privata con quella pubblica di Ethereum.

La piattaforma infatti, offre la possibilità di creare un “collegamento” fra le blockchain private di un’azienda e quelle pubbliche. “Questo “collegamento” consente di definire un intervallo di tempo in base alla quale verranno aggregati un certo numero di hash della catena privata e trascritti nella blockchain pubblica“, ha dichiarato Dickson.

Così facendo, si usano le blockchain pubbliche come registro inconfutabile, utilizzabile anche in caso di disaccordi tra i membri della blockchain privata.

Quorum e Geth nel cloud

Kaleido consente agli utenti di scegliere quale client utilizzare per interfacciarsi con la blockchain. Le scelte ricadono fra Geth, il client più popolare per la piattaforma Ethereum, oppure Quorum, la versione enterprise di Ethereum sviluppata da JPMorgan Chase.

Quorum, realizzato da JPMorgan, verrà integrato in Kaleido come pacchetto alternativo dunque. “Nella soluzione enterprise di Ethereum, Quorum è una scelta davvero popolare, in quanto consente agli utenti di effettuare transazioni private tra un certo sottoinsieme di membri in una blockhain privata“, ha detto Dickson.

Sulla carta si preannuncia un ottimo prodotto dunque, specie per le aziende poco esperte in tale settore. Tuttavia vedremo come reagiranno gli esperti del settore.


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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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