ICO

IP.Gold (ICO): trarre profitti dagli indirizzi IP per distribuirli ai possessori dei token

Non è un’idea innovativa, un’invenzione o un progetto che richiede mesi o anni per essere attuato, e che forse non verrà mai messo in pratica. Non è una scommessa, ma una solida azienda che già opera nel settore da anni, generando ottimi profitti. E allora perché lanciare una ICO?

Stiamo parlando di IP.Gold, una società di gestione degli indirizzi IP basata su Blockchain.
Di cosa si tratta?

Come tutti quanti sappiamo, gli indirizzi pubblici statici (IP address) esistono in numero finito, per la precisione parliamo di 4,3 miliardi di diversi indirizzi in tutto il mondo (4,3 x 109). Con l’avvento di Internet nei primi paesi, i pochi provider allora in voga si sono accaparrati la stragrande maggioranza di questi indirizzi, guadagnando enormi quantità di denaro sia dal leasing che dalla vendita.

IP.Gold

Gli indirizzi IP statici stanno finendo

Il problema è reale, la scarsità di indirizzi IP non è una cosa che si può non considerare. E allora quanti ne sono rimasti? Solamente il 5%. Nel 1980 è stato proposto lo standard IPv6 per ovviare a questo problema, ed è stato tutt’oggi adottato ma solamente da grandi provider o aziende che posso provvedere al cambiamento infrastrutturale che necessita questo protocollo (IPv6 gestisce 3,4 x 1038diversi indirizzi, nettamente di più). Ad oggi infatti, continua fortemente ad essere utilizzato lo standard IPv4.

Fino ad un paio di anni fa, gli indirizzi IP avevano un prezzo compreso fra i 5$ e i 20$, ma ormai stan terminando, ed i prezzi stanno salendo repentinamente. In un mondo in cui tutto è sempre più automatizzato e l’Internet of Things sta per entrare radicalmente nella nostra vita, gli indirizzi IP statici sono fondamentali. Vogliamo controllare la nostra telecamera da casa? Oppure, tramite il nostro sistema di domotica, vogliamo controllare se abbiamo inserito l’allarme?

Ci serve un IP statico, e lo pagheremo sempre di più.

IP.Gold

Come spiegato ampiamente sul loro sito ufficiale, IP.Gold non vuole reinventare la ruota, o essere il nuovo Google. Ma si propone di monetizzare questi indirizzi IP sfruttando il proprio ecosistema, basato su blockchain di cui parleremo tra poco.

Un’azienda già attiva da anni

A differenza di tanti altri progetti trattati in questi mesi, non stiamo parlando della solita ICO. Nel whitepaper infatti, non viene illustrato un ipotetico progetto, che magari tra qualche mese andrà in porto con le prime versioni in testing, che richiedere anni per essere implementato e che poi magari finirà nel baratro.

Si tratta invece di una realtà già avviata e già operativaGli indirizzi IP, oltre a connettere tutti i nostri dispositivi alla rete globale, offrono anche altre possibilità. Sono necessari per fornire i servizi online a cui tutti siamo abituati, come i social media, i motori di ricerca, le applicazioni e tanto altro ancora. Supportano anche i mercati multimilionari del marketing online, dell’editoria di contenuti e dei servizi infrastrutturali. In questo breve video viene mostrato il completo funzionamento dell’ecosistema.

IP.Gold e i suoi fondatori, un team di professionisti esperti in infrastrutture e indirizzi IP, hanno sviluppato un proprio ecosistema creando relazioni per acquisire grandi quantità di indirizzi IP, dedicandosi però alla monetizzazione di questi ultimi. Tutte le informazioni approfondite e ben documentate posso essere visualizzate all’interno del WhitePaper.

Inoltre, le principali istituzioni di ICO raiting sostengono con ottimi punteggi questo progetto. Da segnalare ICObench che valuta IP.Gold 4.8/5.

IP.Gold

IP.Gold

IP.Gold

Come funziona questo ecosistema?

Tutto è stato progettato utilizzando la blockchain, gli smart contracts ed il machine learning, garantendo la massimizzazione delle entrate degli asset relativi agli indirizzi IP. Forniscono al contempo una garanzia affidandosi a servizi di terze parti. Nel caso qualcosa andasse male, esiste anche un fondo fiduciario che ripagherà gli investitori, gli sponsor ed infine, in caso rimanga qualcosa, il team stesso.

Sulla base di un modello aziendale redditizio e comprovato, IP.Gold acquisisce gli asset degli indirizzi IP a prezzi vantaggiosi e massimizza il loro valore patrimoniale corrente ed i flussi di entrate mensili. IP.Gold Ecosystem è un insieme di servizi basati su IP, inclusi posta elettronica, pubblicità online, pubblicazione di contenuti, proxy, VPN, servizi cloud e tanto altro, che sono monetizzati sia simultaneamente che in un ciclo di vita one-to-one. Quest’ultimo genera ricavi dalle vendita al dettaglio e dall’ingrosso nel lungo termine.

IP.Gold si adatta facilmente in modo lineare, quindi più indirizzi IP entrano nell’ecosistema, più entrate vengono generate. Come abbiamo già detto, a differenza di molte altre aziende che si celano dietro le odierne ICO, il modello di business che sta dietro a IP.Gold sta funzionando proficuamente ORA ed è pronto a scalare entro poche settimane dal completamento della ICO.

IP.Gold

Il token IPG e l’utilizzo della tecnologia Blockchain

La faccenda si fa molto interessante quando si parla del token IPG (ERC20). I possessori di questi token hanno diritto a una quota di ricavo del 20% riferita alle entrate lorde raccolte trimestralmente. Non ci sono trucchi di alcun tipo e tutti i bilanci sono resi pubblici.

IP.Gold

Fondamentalmente l’azienda ha richiesto una ICO per raccogliere fondi al fine di comprare più blocchi di IP possibili, e il più velocemente possibile, proprio perché stanno terminando. In questo modo, grazie al modello di business che attualmente sfruttano, sono in grado di eseguire numerosi servizi per ogni indirizzo IP. Successivamente lo scopo è quello di “noleggiarli”, e quindi di venderli quando i prezzi saranno saliti in maniera adeguata.

Ma la cosa più interessante di tutte è la quantità di token che sono messi a disposizione. Si tratta di 20 milioni di IPG token, pochissimi se confrontati con i numeri di molte altre ICO. Si tratta di una buona notizia, visto che una minor disponibilità di token dovrebbe comportare una crescita maggiore del valore, come già visto su altri progetti. Ovviamente, se rimarranno dei token invenduti, verranno distrutti.

Come acquistare i token IPG

Per partecipare alla fase di ICO, basterà registrarsi sul loro sito e completare le procedure richieste.

Al fine di far crescere ed espandere il successo di IP.Gold, la generazione dei token avverrà in due fasi: durante la Private Sale (già terminata) e durante la Initial Coin Offer (ICO) vera e propria per l’emissione di token sulla blockchain pubblica (che terminerà il 16 giugno). I token IPG saranno emessi alla fine dell’ICO durante il periodo di distribuzione mentre il prezzo durante la ICO sarà ancorato a 1 $.

Assegnamento dei token

La distribuzione dei token avverrà secondo il seguente schema:

IP.Gold

  • il 65% dei token verrà assegnato a tutti i partecipanti della Private Sale e della ICO;
  • il 18% dei token sarà dedicato alla foundation IP.Gold, al team ed ai consulenti. Questa somma resterà bloccata in uno smart contract per un periodo di 24 mesi. I token non saranno quindi scambiabili, verrà quindi garantita la motivazione degli investimenti durante il periodo di distribuzione;
  • il 12% dei token è destinato ai contributori, alle campagne di marketing e pubblicità, i quali comprendono il bounty program;
  • Il restante 5% invece, è dedicato alla riserva della società. Questi token serviranno per investimenti futuri, sempre dedicati all’ambito degli indirizzi IP. Anche questi saranno bloccati per 24 mesi.

Utilizzo dei fondi raccolti

I fondi che verranno raccolti da IP.Gold verranno utilizzati come di seguito:

IP.Gold

Mentre, come abbiamo già spiegato, ogni trimestre verrano resi pubblici tutti i bilanci. Il 20% dei guadagni verrà spartito tra i vari possessori dei token e il restante sarà invece investito nuovamente comprando altri blocchi di indirizzi IP.

Il team

Il CEO David Callender è una persona con un’esperienza di circa 30 anni nell’IT Business o, come lui stesso lo ri-definisce “even before the IT business, in the Telephone business“. Ha iniziato a utilizzare la tecnologia Internet quando ancora era agli albori. É stato coinvolto nella costruzione di due compagnie telefoniche regionali a lunga distanza, diversi data center.

Il resto del team è cosi composto:

IP.Gold

IP.Gold

Per quanto riguarda invece la RoadMap si può fare riferimento alla figura seguente:

IP.Gold

Perché è davvero importante?

In una recenta intervista, il CEO David Callender commenta le scelte prese dal team in funzione della ICO.

[…] supponiamo ad esempio che 1000 token siano collegati a 1000 diversi indirizzi IP. Questi indirizzi IP sono tutti diversi tra loro, e possiedono quindi un valore diverso. Non sarebbe corretto che il possessore di un token ricevesse una percentuale più alta solo perché l’indirizzo IP a cui il token è collegato ha un rendimento maggiore. Di conseguenza viene fatta una stima media che permette la distribuzione equa dei compensi.

[…] fondamentalmente compriamo, noleggiamo e, al momento giusto, vendiamo indirizzi IP distribuendo il 20% dei nostri ricavi ai possessori dei token. Con il guadagno ricevuto compriamo altri blocchi di indirizzi IP e il meccanismo riparte. Più indirizzi IP acquisiamo, più generiamo utili, e maggiore sarà il compenso del 20% che gli investitori riceveranno. Il meccanismo scala benissimo, funziona, e a poche settimane dal termine della ICO, durante la creazione dei token, sarà tutto operativo.

[…] abbiamo deciso di raccogliere i fondi con una ICO perché abbiamo bisogno di comprare più indirizzi IP il più velocemente possibile, dal momento che stanno terminando, e inoltre in questo modo garantiremo ai nostri investitori una retribuzione sicura.

They are not making more land,

continua David nell’intervista,

di conseguenza le tempistiche sono fondamentali per questo genere di attività.

Alla domanda se il token verrà quotato su qualche Exchange, il CEO di IP.Gold ha risposto cosi:

Certamente, in principio il token verrà rilasciato su un paio di exchange decentralizzati, ma siamo in contatto con grandi nomi per ampliare anche questi servizi. Tuttavia la parte dedicata agli exchange non ha tempistiche brevi, c’è tanta burocrazia ed è in continuo cambiamento, ma abbiamo già fatto accordi attraverso i nostri investitori e le nostre partnership.

Termina poi sottolineando un aspetto importante e fondamentale:

Siamo completamente trasparenti, se qualcosa non è chiaro o se ci sono domande, tutti quanti siamo a disposizione per ogni eventuale dubbio. Il nostro team è consolidato e ben strutturato. Insomma, se volete dei chiarimenti siamo qui.

Ecco il link dell’intervista al CEO David Callender. Nel caso sorgano dubbi o domande, o vogliate direttamente contattare i membri del team, potete trovarli sul gruppo telegram ufficiale. Per tutti i dettagli vi rimandiamo al WhitePaper italiano.

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Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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